Relazione Procura Europea 2025: aumentano le indagini transfrontaliere e le segnalazioni di reato

La Procura Europea (EPPO), che si occupa di indagini transfrontaliere su attività criminali in ambito economico e finanziario (in particolare quelle in cui sono coinvolti gruppi della criminalità organizzata), ha tra i suoi compiti quello di tutelare gli interessi finanziari dell’UE mediante il diritto penale.

Nella sua Relazione 2025, ha esposto alcuni numeri e considerazioni rispetto alle indagini transfrontaliere attivate e in corso nel 2024, alle segnalazioni di reato pervenute e ai danni stimati.

Qui è possibile leggere la Relazione completa.

I numeri europei. Al 31 dicembre 2024 l’EPPO contava:

  • 666 indagini attive, per un danno stimato di oltre 24,8 miliardi di euro;
  • 547 segnalazioni di reato (+56% sul 2023);
  • 504 nuove indagini aperte nel corso del 2024, per un danno stimato di oltre 13 miliardi di euro;
  • 2,42 miliardi di beni oggetto di provvedimenti di congelamento.

I numeri italiani. Al 31 dicembre 2024 l’EPPO contava:

  • 764 indagini attive, per un danno stimato di oltre 7 miliardi di euro;
  • 698 segnalazioni di reato;
  • 458 nuove indagini aperte nel corso del 2024, per un danno stimato di oltre 4,6 miliardi di euro;
  • 1,8 miliardi di beni oggetto di provvedimenti di congelamento.

In Italia, per segnalazioni e denunce ricevute, spicca il ruolo delle Autorità nazionali competenti (579 sul totale di 698).

Tra le indagini attive sulle frodi relative a finanziamenti europei, spiccano in Italia quelle relative al PNRR (con 228 indagini), seguite dai programmi agricoli e di sviluppo rurale (con 117 indagini).

Tipologie di reato oggetto di indagine EPPO e alcuni casi specifici. La Relazione mette anche in evidenza i diversi tipi di reato oggetto di indagine da parte della Procura europea, segnalando anche alcuni casi emersi nel corso del 2024.

Frodi connesse alle spese non relative ad appalti: 33% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO. Si tratta di frodi commesse con dichiarazioni o documenti falsi, inesatti o incompleti, cui consegua l’appropriazione indebita o la ritenzione illecita di fondi o beni provenienti dal bilancio dell’Unione (es. aiuti finanziari, sovvenzioni, fondi UE).

Frodi connesse alle spese relative ad appalti: 9% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO.

Frodi a danno del gettito IVA: 20% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO. Si tratta di frodi che generalmente sono portate avanti dalla criminalità organizzata all’interno di un “ecosistema fraudolento che permette loro di confondersi con commercianti legittimi e noti”. Tra gli schemi più comuni, la Relazione sottolinea le cd. “frodi carosello” con la creazione e il controllo di una vasta rete di società polivalenti, in modo frammentato, per rubare l’IVA e riciclare beni illecitamente acquisiti tramite altri reati. Un altro schema attiene alle società cd. “cartiere” che emettono fatture per operazioni inesistenti nell’ambito dell’importazione nell’UE di beni prodotti in paesi terzi.

Corruzione: 3% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO.

La Relazione cita, tra i casi, l’indagine su una presunta associazione criminale sospettata di corruzione per l’aggiudicazione di progetti PNRR in Italia per un valore di 5 milioni.

Riciclaggio di denaro: 6% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO.

Anche in questo caso la Relazione cita un’indagine internazionale condotta dall’Ufficio EPPO di Venezia con arresti in vari Paesi, rispetto ad una organizzazione criminale sospettata di aver sottratto fondi in parte coperti dal PNRR all’Italia: tali fondi sono stati trasferiti su conti bancari in un “enorme sistema di riciclaggio di denaro”. I soggetti indagati hanno utilizzato tecnologie avanzate (es. VPN, server cloud situati all’estero, cripto-attività, software IA), per poter mettere in atto i comportamenti fraudolenti e occultare e proteggere i proventi del reato.

Partecipazione a un’organizzazione criminale: 6% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO. Si tratta di quei casi in cui l’indagine ha riguardato la partecipazione a un’organizzazione criminale la cui attività era incentrata sulla commissione di uno qualsiasi dei reati perseguiti dall’EPPO.

La Relazione cita l’indagine condotta dagli Uffici EPPO di Milano e Palermo che ha portato a perquisizioni in oltre dieci Paesi e, in Italia, al congelamento di 129 conti correnti, al sequestro di 192 immobili e altri beni mobili e di lusso. Spiega la Relazione che “il livello di complessità ed efficienza di questa associazione criminale che commette frodi carosello IVA non ha precedenti”. In questo caso è emersa la cooperazione tra gruppi diversi di criminalità organizzata (anche in Paesi diversi) per investire, controllare e ottenere profitti grazie ai sistemi di frode IVA. La Relazione sottolinea anche il ruolo fondamentale dei “riciclatori professionisti”.