Il Rapporto Svimez per il 2025 dedica il capitolo 19 al contrasto alla criminalità organizzata. Qui è disponibile il Rapporto integrale.
Lo Svimez, in particolare, “ha elaborato in collaborazione con la Guardia di Finanza un insieme di dati sui reati economici emersi dalle denunce e dagli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle, con l’obiettivo di ricostruire l’evoluzione e la distribuzione territoriale del peso economico delle mafie nel periodo 2010-2024”. Questo dataset riporta dati relativi a: sequestri, confische, denunce per riciclaggio, denunce per usura, denunce per reati riconducibili alla criminalità organizzata.
Contrasto al riciclaggio. Tra il 2010 e il 2024 l’importo accertato dalla Finanza delle somme di denaro riciclate è di 61,4 miliardi di euro:
- 29,8 miliardi al Nord,
- 20,3 miliardi al Centro,
- 11,3 miliardi nel Mezzogiorno.
Tra le Regioni del centro-nord, spiccano in particolare: Lazio, Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.
Il Nord prevale anche per numero di denunce per il reato di riciclaggio (definito “sentinella” delle infiltrazioni nell’economia legale): sono 14.375, a fronte di 10.307 denunce nelle regioni centrali e di 11.847 nel Mezzogiorno.
Le Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS). Nel 2024, la Direzione Investigativa Antimafia ha analizzato oltre 150mila SOS relative a circa 1,6 milioni di persone fisiche e giuridiche segnalate. Per oltre 50mila SOS sono stati evidenziati contenuti potenzialmente attinenti alla criminalità organizzata, per un flusso di oltre 1,3 milioni di operazioni finanziarie sospette, corrispondenti a movimentazioni di denaro per 49,2 miliardi di euro. Circa un quarto delle operazioni (323.844) sono svolte on-line. Per territori, primeggia il Nord-Italia (421.557), seguito dal Mezzogiorno (373.121) e dal Centro (224.969).
Beni sequestrati. Tra il 2010 e il 2024, sono stati sequestrati beni riconducibili alla criminalità organizzata per un valore complessivo di circa 90 miliardi di euro. In questo caso, il valore più elevato si registra nel Mezzogiorno, con 46,4 miliardi di euro, seguito dal Nord con 25,3 miliardi e dal Centro con 18,3 miliardi.
Controllo del territorio. Il Rapporto evidenzia come la presenza delle mafie al sud siano molto legata al controllo del territorio.
In tema di usura, nel Mezzogiorno dal 2010 al 2024, sono state 2.739 le denunce per questo tipo di reato, al Centro 1.175 e al Nord 1.401.
Anche le denunce per reati legati alla criminalità organizzata vedono primeggiare il Mezzogiorno, con 7.175 denunce, seguito dalle 2.095 denunce nel Centro e le 1.894 nel Nord.
Tuttavia, specifica il Rapporto che questo “andamento riflette non solo la persistenza strutturale delle organizzazioni criminali nei territori d’origine, ma anche una maggiore capacità di rilevazione e di intervento investigativo da parte delle forze dell’ordine in contesti dove il fenomeno è storicamente più radicato”.
Andamento delle principali organizzazioni mafiose.
Ndrangheta: nel 2024 sono stati emanati 138 provvedimenti interdittivi antimafia da prefetture al di fuori della Calabria; i settori più interessati sono: agroalimentare, edilizia, turismo, ristorazione, settore estrattivo (nelle province calabresi), agricolo, turistico-ricettivo, rifiuti, edilizia, trasporto merci, commercio al dettaglio, farmaceutica, somministrazione di alimenti e bevande, noleggio di autovetture (in ambito extra-regionale).
Mafia siciliana: la maggior parte dei provvedimenti antimafia (123) sono stati adottati nelle province dell’area occidentale della Regione, dove sano emersi in prevalenza tentativi di infiltrazioni in società o aziende operanti nei settori dell’edilizia, della ristorazione ed affini, del settore sanitario e in quello dei servizi funebri, dei servizi per la manutenzione di strade ed autostrade, del trasporto merci su strada e del settore agricolo.
Camorra: nel 2024 sono state emanate 240 misure interdittive antimafia, di cui 232 nelle province di Napoli e Caserta.