Premessa. L’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia ha pubblicato il Rapporto annuale sull’attività svolta nel 2023 nel contrasto alle attività di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, di cui sono riportati in sintesi i passaggi più rilevanti riguardo l’analisi operativa e le zone di rischio.
Qui la presentazione del Direttore della UIF.
Le segnalazioni di operazioni sospette. Nel 2023 vi sono state 150.418 Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS), in calo del 3,2% rispetto al 2022.

Come mostra la tabella, il decremento si spiega a partire dal -7,2% rispetto a 12 mesi delle segnalazioni effettuate da intermediari e operatori bancari e finanziari (con Banche e Poste, nello specifico, che segnano un decremento del 7,5%). Crescono i Professionisti (a partire dai Notai, +45,6%) e i prestatori dei servizi di gioco, con un incremento di quasi il 30% rispetto al 2022 (e un aumento dell’incidenza sul totale delle SOS passato dal 6% all’8%).

In netto aumento risultano le comunicazioni trasmesse dalla Pubblica amministrazione (+131,3%) benché il Rapporto sottolinei che tale contributo resta marginale e ascrivibile, in massima parte, a un numero molto ristretto di enti. Rileva la UIF, inoltre che anche le “nuove iscrizioni al portale Infostat-UIF registrate nel 2023 di 90 PA, costituite principalmente da comuni, non ha comportato un apprezzabile aumento dei flussi segnaletici, in quanto soltanto sei enti hanno inviato almeno una SOS”.

Sul piano territoriale, si conferma il primato della Lombardia per valore assoluto, con un’incidenza del 18,3% sul totale (in crescita rispetto al 2022), seguita dal Lazio e dalla Campania (entrambe con una incidenza del 10,6%). Nella testa della classifica si posizionano anche altre Regione del centro-nord, come Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana.
Si registrano, inoltre, variazioni negative per tutte le regioni, ad eccezione di Basilicata ed Emilia-Romagna mentre prosegue, come nel 2022, la crescita delle SOS online (+88,1%), trainate principalmente dagli IMEL-Istituti di moneta elettronica (6.286 SOS) e dagli operatori di gioco (6.117 SOS).

La distribuzione provinciale conferma che Milano è la prima provincia di localizzazione delle segnalazioni in rapporto alla popolazione, seguita da Crotone, Siena e Prato con flussi segnaletici compresi tra 385 e 475 unità per 100.000 abitanti.
Le SOS pervenute nel 2023 hanno riguardato operazioni eseguite per un importo totale di 95,5 miliardi; la classe di importo compresa tra 50.001 e 500.000 euro risulta nel 2023 in testa (con il 43% del totale delle SOS), aumentando la sua incidenza rispetto ai dodici mesi precedenti.

Aree di rischio e tipologie. Il Rapporto sottolinea come, anche nel 2023, le segnalazioni e i flussi finanziari coinvolti abbiano confermato la centralità delle aree di rischio rappresentate dagli illeciti fiscali, dall’abuso di fondi pubblici e corruzione e dalla criminalità organizzata. Si tratta, spesso, di schemi di frode articolati, con un numero elevato di segnalazioni connotate da elementi di connessione ad ambienti di criminalità organizzata, che conferma la complementarietà tra varie tipologie di illeciti. Sottolinea il Rapporto anche il ricorso agli strumenti FinTech (ossia strumenti di “tecnofinanza”), finalizzato a ostacolare la tracciabilità dei flussi finanziari e che accomuna diverse tipologie di illeciti.
Evasione fiscale. Le segnalazioni di operazioni sospette afferenti all’ambito fiscale continuano a ricoprire un ruolo primario nell’ambito della collaborazione attiva, con un’incidenza del 19% sul flusso segnaletico complessivo.
In questo quadro sono in calo le segnalazioni relative a cessioni di crediti di imposta ex DL 34/2020 (c.d. “decreto Rilancio”), passate a 743 dalle 2.816 del 2022, anche per effetto delle modifiche normative che, a partire dal 2021, hanno inciso sulla cedibilità dei crediti di imposta generati da interventi edilizi. Tra le modalità segnalate, i casi dell’utilizzo di tecnologie basate sulla blockchain che associano i crediti di imposta del DL Rilancio a crypto-assets liberamenti trasferibili, con un rapporto diretto con imprese operanti nel settore edile.
Imprese cartiere. Il Rapporto dedica un approfondimento anche alle SOS relative agli illeciti fiscali in cui sono presenti, come figure centrali, le cd. imprese “cartiere”, prive di struttura produttiva e organizzativa, che emettono fatture per operazioni inesistenti assicurando ad altre imprese il conseguimento di indebiti vantaggi fiscali. Una caratteristica tipica, riscontrabile anche nelle SOS, è la durata breve del ciclo di vita delle cartiere, per la quale, tuttavia, non sono stati individuati ancora specifici parametri temporali di riferimento (secondo uno studio riportato nel Rapporto, fondato su alcune sentenza della III Sezione Penale della Cassazione del periodo 2018-20, la prima cancellazione dal Registro Imprese avviene, in media entro 2,9 anni, l’entrata in liquidazione entro 5,3 anni, mentre il primo evento giudiziario avviene entro 6,4 anni).
Abuso di fondi pubblici, corruzione e SOS rispetto al PNRR. In ambito PNRR, il Rapporto segnala che le SOS sono ascrivibili principalmente alla PA, seppure concentrate su un numero ristretto di enti, e riguardano, nella maggior parte dei casi, l’erogazione di finanziamenti a sostegno delle imprese e l’utilizzo difforme dagli scopi previsti. La UIF, in particolare, sottolinea la frequente appartenenza dei soggetti coinvolti a centri di interesse unitari e una diffusa contiguità con ambienti della criminalità organizzata.
In ambito corruzione, il Rapporto ricostruisce l’esistenza di contesti caratterizzati da operatività riconducibili a fattispecie di corruzione e di appropriazione indebita, in cui centrale è il ricorso a entità terze, principalmente persone giuridiche, che intermediano, a vario titolo, la corresponsione delle utilità dirette ai suddetti soggetti che sfruttano il proprio ruolo per la percezione di profitti indebiti.
Con specifico riferimento ai finanziamenti assistiti da garanzia pubblica, la UIF evidenzia come, tra i vari effetti, ci sia quello di aver favorito l’accesso al credito da parte di clienti con una ridotta capacità finanziaria di rimborso del debito e con rilevanti anomalie sotto il profilo antiriciclaggio. Tra i fattori centrali, le istruttorie semplificate, le procedure completamente automatizzate e l’erogazione di finanziamenti a distanza di pochi giorni dalla richiesta. Tali fattori hanno, secondo la UIF, favorito presso alcuni intermediari la concentrazione di clientela con una storia creditizia negativa o con un dubbio profilo reputazionale, spesso con la configurazione di estese reti di soggetti che realizzano meccanismi fraudolenti di accesso e utilizzo indebiti dei fondi erogati. In questo senso il Rapporto individua nelle figure dei cd. facilitatori un punto cruciale di questo sistema.
La criminalità organizzata. Nel 2023, oltre il 18% delle segnalazioni è strettamente riferibile agli interessi della criminalità organizzata, cui si aggiunge un ulteriore 16% di segnalazioni con potenziali collegamenti di contesto.
Si tratta di un volume, secondo la UIF, sostanzialmente in linea, in termini quantitativi e tipologici, con quello dell’anno precedente.
La distribuzione territoriale delle SOS che interessano profili relativi alla criminalità organizzata vede in testa la Lombardia (18%), seguita da Campania (14,5%), Lazio (12,6%) e Sicilia (6,3%) con un considerevole incremento dell’operatività online. Aggiunge la UIF che anche nel 2023 Roma (10,3%), Milano (9,8%) e Napoli (9,7%) sono le prime tre province per concentrazione di volumi di operatività astrattamente ascrivibili a contesti di criminalità organizzata (29,8% circa, dal 32,9% del 2022).
Sul piano qualitativo, il Rapporto sottolinea la prevalenza di segnalazioni attinenti a illeciti fiscali, mentre il 9% del flusso segnaletico è riferito a operatività anomala nel settore dei giochi e delle scommesse, con la presenza di soggetti di interesse DNA nel 42% dei casi. Interessi della criminalità organizzata sono stati riscontrati anche nel settore delle energie rinnovabili sia nelle fasi connesse all’acquisto delle aree da destinare agli impianti sia nelle attività di progettazione, costruzione e installazione degli stessi. Tali interessi, pur diffusi sul territorio nazionale, presentano secondo la UIF rilevanti concentrazioni in aree a elevata densità mafiosa.
La collaborazione con l’autorità giudiziaria. Nel 2023 l’Autorità giudiziaria e gli Organi investigativi hanno trasmesso 411 richieste di collaborazione, con un aumento del 31,3% rispetto all’anno precedente, alle quali la UIF ha trasmesso 777 informative.

Il Rapporto dà inoltre conto del Protocollo siglato il 21 dicembre 2023 tra DNA, Dipartimento di Pubblica Sicurezza, Guardia di Finanza e UIF che hanno rinnovato le intese relative agli scambi informativi in materia di SOS sottoscritte tra il 2017 e il 2022. Tra gli scopi, quello di razionalizzare le procedure, per accrescere l’efficacia del sistema di prevenzione e valorizzare ulteriormente le informazioni acquisite in tale contesto a fini investigativi.
L’UIF sottolinea anche il contributo fornito alla Rete dei referenti antifrode, in particolare con riferimento alle Linee guida in materia di titolarità effettiva e comunicazioni di operazioni sospette pubblicate dalla Ragioneria Generale dello Stato (con la individuazione dei profili comportamentali a rischio che gli uffici pubblici devono tenere in considerazione nel corso degli approfondimenti sui beneficiari PNRR). Qui la scheda di sintesi.
La collaborazione con le FIU estere. Nel corso del 2023 la UIF ha scambiato informazioni con 109 FIU estere, in prevalenza europee. L’Unità, in particolare, ha trasmesso 693 richieste di informazioni a FIU estere, in diminuzione rispetto alle 790 del 2022; le richieste pervenute dal altre FIU ammontano invece 1.436 (in calo, anche in questo caso, rispetto al 2022).

Nel contesto dell’attività di collaborazione internazionale sono emerse numerose tipologie di frodi informatiche i cui proventi sono frequentemente destinati verso intermediari nel Nord Europa e, in molti casi, rapidamente investiti in criptovalute allo scopo di occultarne l’origine illecita.
Il quadro normativo. Tra le novità maggiormente rilevanti segnalate nel Rapporto, la conclusione dell’accordo provvisorio, a dicembre 2023, per l’istituzione dell’AMLA, con sede a Francoforte. I compiti di coordinamento e controllo del Meccanismo sono stati qualificati dall’attribuzione di estesi poteri di proposta su atti normativi, di mediazione e di valutazione tra pari delle FIU. L’AMLA ha altresì il compito di preparare valutazioni e analisi strategiche su minacce, rischi e metodi in materia di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.