La Procura Europea (EPPO), che si occupa di indagini transfrontaliere su attività criminali in ambito economico e finanziario (in particolare quelle in cui sono coinvolti gruppi della criminalità organizzata), ha tra i suoi compiti quello di tutelare gli interessi finanziari dell’UE mediante il diritto penale.
Nella sua Relazione, ha esposto alcuni numeri e considerazioni rispetto alle indagini transfrontaliere attivate e in corso nel 2025, alle segnalazioni di reato pervenute e ai danni stimati, con focus sul PNRR e su ruolo e modalità operative della criminalità organizzata.
Qui è possibile leggere la Relazione completa (qui la Relazione relativa all’anno 2024).
I numeri europei. Al 31 dicembre 2025 l’EPPO contava:
- 3.602 indagini attive, per un danno stimato di oltre 67,2 miliardi di euro;
- 966 segnalazioni di reato (di cui oltre 4.600 dai privati);
- 2.030 nuove indagini aperte nel corso del 2025, per un danno stimato di oltre 48 miliardi di euro;
- 1,13 miliardi di beni oggetto di provvedimenti di congelamento.
I numeri italiani. Al 31 dicembre 2025 l’EPPO contava:
- 991 indagini attive, per un danno stimato di oltre 28 miliardi di euro;
- 792 segnalazioni di reato;
- 635 nuove indagini aperte nel corso del 2025, per un danno stimato di oltre 23 miliardi di euro;
- 370 milioni di beni oggetto di provvedimenti di congelamento.
In Italia, per segnalazioni e denunce ricevute, spicca il ruolo delle Autorità nazionali competenti (728 sul totale di 792), in controtendenza rispetto al dato europeo che vede prevalere le segnalazioni dei privati.
Tra le indagini attive sulle frodi relative a finanziamenti europei, spiccano in Italia quelle relative al PNRR (con 331 indagini), seguite dai programmi agricoli e di sviluppo rurale (con 147 indagini).
Tipologie di reato oggetto di indagine EPPO. La Relazione mette anche in evidenza i diversi tipi di reato oggetto di indagine da parte della Procura europea:
- Frodi connesse alle spese non relative ad appalti: 50% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO.
- Frodi connesse alle spese relative ad appalti: 18% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO.
- Casi di frode fiscale (IVA + dogana): 27% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO.
- Partecipazione a organizzazioni criminali: 14% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO.
- Riciclaggio di denaro: 9% dei reati oggetto di indagine da parte dell’EPPO.
Alcune indagini contemplano più reati al proprio interno.
Next Generation EU. Alla fine del 2025 l’EPPO gestiva 518 casi attivi relativi al programma Next Generation EU pari a circa il 21% di tutte le indagini sulle frodi relative alla spesa attiva.
Il danno stimato agli interessi finanziari dell’UE ammonta a oltre 5 miliardi di euro, di cui oltre 2,6 miliardi riguardano casi attivi nel settore delle frodi in materia di appalti. Il danno totale corrisponde al 14% del danno complessivo stimato per frode di spesa.
Criminalità organizzata. Le indagini sul reato di partecipazione a un’organizzazione criminale rappresentano il 22% del danno totale stimato in tutti i casi di indagine EPPO in corso. All’interno di questa quota, la frode fiscale è di gran lunga il principale settore di attività, rappresentando circa l’86% dei danni stimati nei casi di criminalità organizzata.
Le indagini dell’EPPO dimostrano che le imprese criminali che operano nel settore delle frodi IVA e doganali realizzano profitti molto elevati a fronte di rischi relativamente bassi. Le attività criminali convenzionali incentrate su merci illegali o sullo sfruttamento di persone vulnerabili sono sempre più associate, o addirittura sostituite, da attività criminali connesse al commercio di beni legali, svolte con modalità criminali che causano gravi danni agli interessi finanziari.
È stato, inoltre, osservato un aumento delle frodi gestite da gruppi di criminalità organizzata su larga scala, relative all’importazione e alla vendita di merci originarie di paesi terzi.
In questo contesto, si situano schemi di riciclaggio di denaro altamente efficaci e convenienti, con ruoli cruciali affidati ai cd. “professionisti del riciclaggio”.