Relazione Anac sull’attività svolta nel 2024

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha presentato e pubblicato la Relazione annuale sull’attività svolta nel 2024.

Qui è possibile leggere il testo della Relazione e della presentazione.

Di seguito una sintesi di alcuni degli aspetti principali.

Appalti e affidamenti diretti. La Relazione Anac ha evidenziato che gli affidamenti diretti sul totale delle acquisizioni di servizi e forniture del 2024, hanno raggiunto un’incidenza del 98%. Viene evidenziato, in particolare, il crescente addensamento di tali affidamenti tra i 135.000 e i 140.000 euro, a ridosso della soglia: è un valore più che triplicato rispetto al 2021, quando il valore-limite era di 75.000 euro. Secondo Anac, numerosi sono i casi di frazionamenti artificiosi degli appalti, finalizzati a mantenere gli importi al di sotto delle soglie di legge e, spesso, anche ad eludere l’obbligo di qualificazione delle stazioni appaltanti. Ciò preoccupa, evidenzia la Relazione, rispetto anche a tentativi di infiltrazioni criminali e mafiose.

La digitalizzazione nei contratti pubblici. Nel 2024 sono stati fatti passi avanti sul piano della digitalizzazione dei contratti pubblici, con l’obbligo di svolgere tutte le procedure di affidamento attraverso piattaforme interconnesse alla Banca dati di Anac (BDNCP). Sottolinea la Relazione, tuttavia, che numerose stazioni appaltanti non sono ancora digitalizzate. Secondo Anac, la digitalizzazione dovrà riguardare, oltre che le procedure di affidamento, anche la progettazione delle opere: l’auspicio è la creazione di una banca dati unitaria dei progetti.

Il Correttivo al Codice Appalti. La Relazione analizza il Correttivo al Codice dei Contratti Pubblici (D. Lgs. 209/2024) evidenziando gli aspetti su cui è ancora necessario lavorare. In particolare:

  • La necessità di inserire l’obbligo, per le imprese, di dichiarare il titolare effettivo;
  • La necessità di ripristinare verifiche preventive sugli affidamenti in house;
  • Rispetto ai Collegi consultivi tecnici, l’opportunità di garantire la trasparenza tanto sulla composizione e sui compensi dei collegi, quanto sulle decisioni da essi assunte.

I subappalti a cascata. La Relazione, evidenziando i rischi connessi ai subappalti, specie se realizzati “a cascata” (in particolare sul terreno della sicurezza sul lavoro), auspica il rafforzamento delle garanzie e della responsabilità solidale su tutta la catena del subappalto e delle verifiche immediate su tutti gli attori coinvolti.

La qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza. L’obiettivo non è solo quello di razionalizzare il numero delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, ma anche quello di renderle più efficienti e capaci di offrire servizi di committenza alle realtà meno strutturate. Il lavoro è dunque indirizzato ad incentivare la specializzazione nell’ottica di un investimento sulla professionalità degli acquirenti pubblici. In quest’ottica, viene ritenuta “non opportuna” l’abrogazione del rating reputazione d’impresa, inizialmente previsto dall’art. 109 del Codice Appalti (ed eliminato con il Correttivo): Anac cercherà di elaborare, nell’ambito del Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE) meccanismi che consentano di premiare le imprese virtuose.

Il futuro degli appalti. La Relazione sottolinea che la proposta della Commissione Europea di revisione del quadro degli appalti (che verrà presentata probabilmente nel 2026) insisterà con ogni probabilità sui criteri di sostenibilità ambientale, sociale ed etica degli appalti. Questo perché i contratti pubblici sono strumenti per creare innovazione e generare cambiamenti positivi nella società. In quest’ottica, Anac auspica che ci si orienti da subito in questa direzione per acquisire vantaggi competitivi.

PNRR e appalti. La Relazione evidenzia i ritardi del Pnrr, dove in alcuni settori la spesa è inferiore al 30% delle risorse destinate. Si sottolinea, inoltre, la prevedibile contrazione nell’avvio di nuove procedure: nel 2024, su un totale di oltre 270 miliardi di importo complessivo, si rileva una flessione del mercato dei contratti pubblici rispetto all’anno precedente, con un calo più rilevante nei lavori, che registrano una riduzione del 38,9%.

Il rafforzamento delle tutele amministrative. Dopo l’abrogazione del reato d’ufficio, Anac auspica un rafforzamento delle tutele amministrative, come era stato promesso. Nella Relazione si rileva che vi è stato, di contro, un “progressivo indebolimento delle garanzie amministrative poste a presidio dell’indipendenza e correttezza dell’agire pubblico”. Ad esempio, con il Decreto PA (DL 25/2025, convertito in Legge 69/2025):

  • si è ridotto da tre ad un anno il termine di separazione temporale dalle cariche in potenziale conflitto (cd. pantouflage), in modo identico per tutti gli organi collegiali delle pubbliche amministrazioni;
  • si è aperto un varco a delicate ipotesi di conflitto di interesse, consentendo ai titolari di alcune cariche politiche di svolgere contemporaneamente incarichi dirigenziali all’interno degli enti nei quali esercitano il proprio mandato.

Tale preoccupazione si somma al recente arretramento dell’Italia nell’Indice di percezione della corruzione di Transparency International: per la prima volta dopo 13 anni di risultati positivi o stabili il nostro Paese ha infatti perso, nel 2024, due punti e dieci posizioni.

Disciplina sulle lobby. La Relazione definisce “urgente” l’introduzione di una disciplina organica sulle lobby, alla luce della limitazione della fattispecie penale di traffico di influenze illecite. Investire sul principio di trasparenza nell’attività dei portatori di interesse, al di fuori di impostazioni criminalizzatrici, consentirebbe anche alle lobby meno strutturate di far pervenire al legislatore le proprie proposte, consentendo poi ai cittadini di poter valutare il peso delle diverse argomentazioni portate all’attenzione del decisore pubblico nell’elaborazione delle discipline.

Whistleblowing. In tema di whistleblowing, i numeri evidenziano che lo strumento sta conoscendo una fase di espansione, ora connesso anche al settore privato. Nel 2024 sono state 1.213 le segnalazioni esterne pervenute ad Anac per presunti illeciti. Di queste, 285 sono state ritenute procedibili.

Piattaforma Unica della Trasparenza. Il lavoro di Anac si sta concentrando anche sulla Piattaforma Unica della Trasparenza con l’obiettivo di farne il luogo di accesso unitario ai dati e ai documenti delle pubbliche amministrazioni, al servizio della semplificazione e di una efficace valorizzazione del patrimonio informativo della PA.