Relazione Anac sull’attività svolta nel 2025

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha presentato e pubblicato la Relazione annuale sull’attività svolta nel 2025.

Qui è possibile leggere il testo della Relazione e della presentazione.

Qui la sintesi della Presentazione, in cui il Presidente Busia ha fornito una lettura complessiva dei dati.

Di seguito la sintesi di alcuni degli aspetti principali della Relazione.

Il mercato dei contratti pubblici. Nel 2025 il valore complessivo degli appalti pubblici di importo pari o superiore a 40mila euro (dati aggiornati a fine gennaio 2026) si è attestato a 309,7 miliardi di euro, di cui circa 20,8 miliardi di euro sono relativi agli appalti effettuati e finanziati con le risorse del PNRR, segnando, rispetto al 2024, un incremento a livello di importo delle procedure del +13,9% e del +7,6% a livello di numerosità delle procedure.

Le modalità di scelta del contraente. La Relazione specifica anche la distribuzione delle procedure, elencandole per importo e per numero di gare.

Di seguito il focus sulle procedure di affidamento di importo uguale o superiore a 40mila euro (tratto dalla Relazione ANAC).

Per quel che concerne il totale delle procedure (nello specifico, procedure di importo compreso tra 5mila euro e 25 milioni), un recente studio ANAC, riportato nella Relazione 2025, dà conto dell’esplosione degli affidamenti diretti per servizi e forniture (fra cui le consulenze), arrivando al 95% delle acquisizioni totali, con un significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro (si passa dai 1.549 del 2021 ai 13.879 del 2025).

La qualificazione delle stazioni appaltanti. I numeri della qualificazione al 31 dicembre 2025:

  • 680 amministrazioni qualificate (in via ordinaria o con riserva);
  • Il 60,4% è qualificata sia per lavori che per servizi/forniture;
  • Il 17,3% è qualificata solo per lavori;
  • Il 22,3% è qualificata solo per servizi e forniture.

Le Regioni con il maggiore numero di amministrazioni qualificate sono Lombardia, Lazio e Campania, che insieme rappresentano oltre il 30% del totale nazionale.

La digitalizzazione del ciclo degli appalti. L’attività di ANAC nel 2025 ha avuto un focus importante sul versante del passaggio operativo verso una gestione digitale e guidata degli adempimenti anticorruzione, trasformando il PTPCT e il PIAO da oneri formali a strumenti di governance efficiente, con un focus specifico sulle piccole realtà amministrative.

Nel 2025 già 120 piccoli Comuni hanno adottato il PIAO entro i termini di legge utilizzando esclusivamente la piattaforma. Nel 2026 si prevede una estensione del servizio a tutti i 5.522 Comuni italiani sotto i 5.000 abitanti (pari al 70% dei Comuni totali) e una sperimentazione pilota per Comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti, ordini professionali e società pubbliche.

La Piattaforma Unica della Trasparenza di ANAC. Nel settembre 2025, ANAC ha segnato una svolta nel modello di accountability pubblica con il rilascio della Piattaforma Unica della Trasparenza, un punto unico di accesso che centralizza e standardizza il patrimonio informativo della pubblica amministrazione.

La Relazione riporta che l’introduzione della Piattaforma ha generato uno “stimolo all’adempimento” misurabile:

  • +26,3% miglioramento della copertura sezioni “Amministrazione Trasparente” dei siti web istituzionali delle pubbliche amministrazioni.
  • +31,3% incremento di conformità specifico per i Comuni.

Whistleblowing. Nel 2025, sul fronte whistleblowing, risultano 1.931 fascicoli aperti, con una forte spinta del canale digitale (1.820 segnalazioni ricevute tramite la piattaforma informatica crittografata e 111 mediante protocollo informatico). Il 21% delle segnalazioni totali (414) proviene dal settore privato, segnale di una progressiva diffusione della cultura della legalità oltre il perimetro della pubblica amministrazione. Le segnalazioni provenienti dal settore pubblico sono 1.517.

Gli indicatori ANAC. Una sezione particolarmente interessante della Relazione è quella relativa agli indicatori di rischio a livello comunale e negli appalti.

Indicatore “rischio di contagio”: l’indicatore misura, per ogni Comune del domino di osservazione (≥15.000 abitanti), la percentuale dei Comuni limitrofi (appartenenti allo stesso dominio e alla medesima Provincia) in cui si è verificato almeno un evento corruttivo nelle rispettive amministrazioni comunali nell’anno di riferimento. Il dato è ottenuto attraverso la consultazione e l’elaborazione delle informazioni contenute nelle schede delle relazioni dei RPCT presenti nella sezione “Amministrazione Trasparente” dei siti web dei Comuni analizzati.

La Relazione specifica che “un valore elevato dell’indicatore non identifica un Comune come “corrotto”, ma lo colloca in un contesto territoriale dove la presenza di fenomeni corruttivi è più presente”. L’indicatore segnala “vulnerabilità potenziali anche in assenza di episodi riportati nel Comune” e “può fornire utili indicazioni su dove sia prioritario rafforzare gli strumenti di prevenzione e monitoraggio”.

Indicatore “scioglimento per mafia”: un altro fattore di rischio corruzione a livello comunale è rappresentato dalla criminalità organizzata presente sul territorio; tale rischio è catturato dall’indicatore scioglimento per mafia, elaborato attraverso i dati forniti da Avviso Pubblico.

Indicatore di rischio negli appalti: ANAC ha sviluppato due indicatori specifici sull’addensamento delle procedure sottosoglia (in cui si procede con affidamenti diretti):

  • Il primo indicatore misura la tendenza delle stazioni appaltanti ad utilizzare procedure di acquisto con importo di poco sotto le soglie per gli affidamenti diretti ed è dato dal rapporto tra queste e le procedure con importi inferiori;
  • il secondo indicatore misura la prevalenza di procedure sottosoglia rispetto ai contratti sopra soglia.