Di fronte alla percezione di una Pubblica Amministrazione come un “labirinto burocratico”, che si muove col freno a mano tirato e disperde le proprie energie migliori, Pasquale Criscuolo e Bruno Susio ne propongono una lettura alternativa. Capace di “trasformarsi da spettatrice passiva dei cambiamenti a motore propulsivo del benessere collettivo e dello sviluppo economico”.
Nel volume “La pubblica amministrazione che genera futuro e traina il benessere e l’economia – Una rivoluzione strutturale che punta su organizzazione, innovazione, competenze e nuovi modelli operativi” (Edizioni strategiche, 2026), gli autori – docenti a contratto presso l’Università di Parma – interpretano il ruolo delle istituzioni come fonte generativa in grado di progettare il futuro e disegnarlo a misura dei bisogni dei cittadini e delle imprese.
Alla base della loro teoria c’è una «riorganizzazione sistemica, complessiva e multilivello delle varie articolazioni della pubblica amministrazione e il bisogno di una re-ingegnerizzazione dei processi in forma integrata in tutti quei macro processi che vedono coinvolti i ministeri, regioni, province e comuni», spiega Pasquale Criscuolo, avvocato e attuale Direttore Generale e Segretario Generale del Comune di Genova.
I provvedimenti in materia di semplificazione e i numerosi rinnovamenti del Codice dei Contratti hanno migliorato le cose, ma non nella misura auspicata. «I tempi dell’azione amministrativa continuano ad essere eccessivamente lunghi di fronte alla realizzazione di un’opera pubblica, di infrastrutture energetiche, di uno stabilimento o una struttura ricettiva. Questo ci dice che le norme, da sole, non bastano. Le infrastrutture tecnologiche sono inutili se applicate a processi obsoleti: la reingegnerizzazione è il prerequisito fondamentale per rendere efficaci gli investimenti digitali», continua Criscuolo.
La stessa Banca Mondiale in un documento recente, il “Global Program for improving Public Administration Performance”, la reingegnerizzazione dei processi non un esercizio di efficienza gestionale, ma la più grande infrastruttura immateriale per lo sviluppo dell’economia globale.
I quattordici capitoli scritti insieme a Bruno Susio, esperto di innovazione dei modelli organizzativi e di gestione delle performance delle pubbliche amministrazioni, vanno dall’analisi e dal posizionamento nel contesto geopolitico alla sfida dell’intelligenza artificiale, passando per la riforma della digitalizzazione, fino ai processi che regolano i rapporti tra settore pubblico e privato. In questo quadro gli enti locali e la PA sono un corpo vivo in grado di orientare lo sviluppo economico e sociale.
Una vera e propria rivoluzione copernicana nella cultura dell’azione amministrativa. Che passa per un cambio di paradigma fatto di organizzazione, innovazione, competenze e responsabilità dei risultati. È questa la visione al centro della proposta di Criscuolo e Susio, che forniscono una cassetta degli attrezzi, fatta di rigorosa tensione teorica e allo stesso tempo di strumenti concreti per la costruzione della della Pubblica Amministrazione del futuro. Un manuale per addetti ai lavori, certo, ma con la pretesa – perfettamente riuscita – di dare alla luce un testo divulgativo. Adatto a chiunque voglia approfondire i temi centrali che sottendono la vita e lo sviluppo delle comunità.
“Attraverso l’analisi di modelli operativi innovativi e l’integrazione di tecnologie di frontiera”, scrivono gli autori, “questo volume offre le coordinate per navigare la transizione. La PA del futuro è già qui, nei progetti di chi non si rassegna all’inerzia e lavora ogni giorno per rendere lo Stato il miglior partner possibile della società.”