«La salute è un diritto di ciascun individuo ed è un interesse per la comunità. Per cui il sistema sanitario nazionale deve essere ispirato al principio del bene comune, non certo del mercato». Da questo assunto prende le mosse “Una sanità uguale per tutti – Perché la salute è un diritto”, il libro di Rosy Bindi, vicepresidente dell’Azione cattolica e già ministra della Sanità, pubblicato da Solferino nel 2025.
«La sanità non può discriminare l’esercizio di un diritto che è appunto definito fondamentale nella nostra Costituzione – spiega ancora Bindi – Negli anni ’70 abbiamo fatto una battaglia per conquistare il servizio sanitario nazionale. Oggi dobbiamo farne una per rilanciarlo». Altrimenti il rischio, dice l’autrice del volume, è quello di consegnarlo in mano a chi mira a farne un segmento di mercato. Di scambiare un diritto con la logica del profitto.
Oggi il nostro Paese si trova di fronte a un bivio. Da una parte provare a rilanciare quello che è considerato uno dei migliori sistemi sanitari al mondo, «attraverso finanziamenti adeguati, pari a quelli dei grandi paesi europei come Francia e Germania». Dall’altro arrendersi alla crisi di sistema che la sanità pubblica sta vivendo e accettare di affidarsi ad una sanità in parte finanziata dalla fiscalità generale, in parte finanziato dalle assicurazioni private. Sarebbe un sistema iniquo e costoso.
È necessario riscoprire il grande valore della programmazione, perché la domanda di salute è cambiata. Viviamo in un paese con il quaranta per cento di malati cronici, spiega Bindi. Quindi, il bisogno di cure a lungo termine e di politiche di riabilitazione sono essenziali. Tuttavia, si continua a guardare alla fase acuta della malattia. Senza puntare alla necessità della prevenzione e alla promozione di stili di vita sani per provare a invertire la tendenza.
“A venticinque anni dalla riforma che porta il suo nome – si legge sulla quarta di copertina – l’autrice sgombra il campo dalle ricostruzioni di parte e dalle polemiche inutili e avanza proposte, chiare e coraggiose, volte a promuovere la rinascita di un servizio basato su equità, solidarietà e trasparenza. Con un’analisi lucida e senza sconti per nessuno smaschera le contraddizioni di una trasformazione piegata alla logica del profitto. E ricorda che tutti possono e devono battersi per difendere il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione“.