Premessa. L’Autorità Anticorruzione ha pubblicato lo studio “Addensamento sottosoglia degli affidamenti diretti di servizi e forniture (2021-2024)”, in cui, alla luce delle modifiche normative sulle soglie per gli affidamenti diretti, si verifica l’incidenza degli affidamenti diretti sul totale delle procedure e la sussistenza di un “effetto soglia” (cioè l’addensamento intorno alla soglia per gli affidamenti diretti di un numero rilevante di procedure).
Lo studio prende in considerazione le procedure comprese tra 5.000 euro e 25 milioni di euro.
Le tappe normative. L’analisi dell’ANAC parte dalle modifiche normative intervenute negli anni sul tema delle soglie per gli affidamenti diretti per servizi e forniture:
- DL 76/2020: soglia di 75mila euro (in vigore fino al 29 luglio 2021);
- DL 77/2021: soglia 139mila euro (in vigore fino al 30 giugno 2023);
- Lgs. 36/2023 (nuovo “Codice Appalti”): soglia di 140mila euro (attualmente in vigore).
Il numero di procedure sotto soglia. Gli affidamenti diretti sottosoglia rappresentano una quota nettamente prevalente rispetto al totale delle procedure svolte nel settore dei servizi e delle forniture e tale incidenza è abbastanza costante nel tempo. Tali affidamenti rappresentano circa il 92% nel 2021 e nel 2024, il 94% nel 2022 e il 95% nel 2023.
Il valore economico delle procedure sotto soglia. In termini di valore economico, il peso dell’importo degli affidamenti diretti sul valore economico complessivo di tutte le procedure presenta una maggiore variabilità nel tempo, mostrando un’incidenza del 23% nel 2021, del 27% nel 2022 per poi aumentare al 31% nel 2023 e ridursi al 17% nel 2024.
L’effetto soglia. L’analisi mette in luce un effetto “concentrazione” degli affidamenti diretti per importi immediatamente inferiori alla soglia, in particolare nella classe di importo 70-75mila euro nel 2021 e nella classe 135-140mila euro dal 2022 al 2024 (quando la soglia per gli affidamenti diretti viene innalzata da 75mila euro a 140mila euro).
- Nel 2021, gli affidamenti diretti “addensati” tra 70mila e 75mila rappresentano, in termini monetari, circa il 28% del totale delle procedure comprese tra 50mila e 100mila euro;
- Per la fascia 135-140mila euro, nel 2021 essa rappresentava l’8% del totale delle procedure tra 100mila e 180mila euro; dopo l’incremento della fascia, questa balza al 25% nel 2022, al 28% nel 2023e al 31% nel 2024.
Quali settori? Lo studio analizza anche i settori in cui si verifica una concentrazione degli affidamenti di importo immediatamente inferiore alle soglie previste dalla normativa: servizi di ingegneria, servizi giuridici, servizi architettonici e servizi affini, servizi connessi ai rifiuti urbani e domestici e quelli connessi alla programmazione di software e servizi di consulenza, che rappresentano, secondo ANAC, “servizi intangibili il cui costo è di difficile quantificazione”.
Le piccole Stazioni appaltanti. L’analisi di ANAC evidenzia che le amministrazioni di piccole dimensioni ricorrono in modo significativo agli affidamenti diretti sottosoglia: per le stazioni appaltanti con meno di 50 dipendenti l’incidenza degli affidamenti diretti sottosoglia è, infatti, superiore al 96%.
Il ricorso agli affidamenti di poco sottosoglia è, invece, più frequente nelle stazioni appaltanti con più di 50 dipendenti (7,3% nel 2021 e 5,5% nel 2024).
Il peso economico degli affidamenti diretti di poco sottosoglia è cresciuto nel tempo, raggiungendo nel 2024 il 6,3% per le stazioni appaltanti con meno di 10 dipendenti e il 7,1% per quelle con 40-50 dipendenti. Questi dati, secondo ANAC, “sembrano suggerire un progressivo adattamento” delle stazioni appaltanti “alla nuova soglia”.
Sul sito di ANAC è disponibile il Rapporto completo