Intrecciare memoria familiare, storia e linguaggio del fumetto è un modo originale ed efficace per raccontare la Resistenza e la lotta per la Liberazione alle nuove generazioni. È quello che hanno fatto Antonio Massariolo e Giorgio Romagnoni nella graphic novel Il bisnonno fischiettava. Una notte nella Padova partigiana, pubblicata da BeccoGiallo e Il Bo Live.
Massariolo, giornalista, e Romagnoni, fumettista, costruiscono una storia che attraversa la città di Padova e la sua memoria antifascista attraverso gli occhi di Elena, una bambina che in sogno incontra il bisnonno Piero Artuso, storico custode di Palazzo Bo, sede dell’Università di Padova e unica università insignita della medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza.
«È un piccolo viaggio, una piccola serata nella città di Padova”, racconta Massariolo, “in cui si incontrano personaggi che hanno fatto la Resistenza e grazie ai quali la città si è liberata dal nazifascismo». Una storia locale, ma allo stesso tempo universale, perché – come ricorda l’autore – in ogni città italiana si potrebbero raccontare vicende simili, fatte di uomini e soprattutto donne che hanno avuto il coraggio di opporsi alla dittatura e all’occupazione nazifascista.
La graphic novel accompagna il lettore in una Padova attraversata da contraddizioni profonde: quella che nel 1938 accolse Mussolini in un Prato della Valle gremito di folla e quella che, pochi anni dopo, diventò uno dei centri della Resistenza veneta. Tra vie, piazze, lapidi e pietre d’inciampo, emergono le storie di partigiani, professori universitari, sacerdoti, studenti e cittadini comuni che contribuirono alla Liberazione.
Il cuore del racconto sta proprio qui: nella complessità della memoria. A ottant’anni dalla Liberazione, Il bisnonno fischiettava ricorda che la democrazia e la libertà non sono conquiste scontate. Sono il risultato di scelte, sacrifici e resistenze quotidiane. E che conoscere quei luoghi e quelle storie significa comprendere meglio anche il presente.