Solidarietà al sindaco di Sassuolo Matteo Mesini. Avviso Pubblico: “Le minacce non sono dissenso, la violenza non è critica politica”

La rete delle amministratrici e degli amministratori locali di Avviso Pubblico esprime piena solidarietà al sindaco di Sassuolo Matteo Mesini per le minacce ricevute attraverso i social network e condanna con fermezza ogni forma di intimidazione rivolta a chi ricopre un incarico pubblico.

Si tratta di un episodio che non può essere derubricato a semplice conflitto politico o a una manifestazione, seppur aspra, di dissenso. Minacce, insulti, denigrazione e violenza verbale non sono strumenti della critica politica e non possono essere normalizzati come forme legittime di confronto.

«Le minacce al sindaco di Sassuolo Matteo Mesini sono inaccettabili. A lui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Un sindaco può essere contestato, poiché il pluralismo di opinioni è parte di una società democratica, ma non può e non deve subire violenze di questo tipo», afferma Maria Costi, consigliera regionale e coordinatrice di Avviso Pubblico per l’Emilia-Romagna.

A preoccupare è anche il contesto nel quale questo episodio si inserisce. Poche settimane fa il territorio modenese era stato colpito da un altro grave atto di intimidazione ai danni del sindaco di Modena, Massimo Mezzetti. Due episodi distinti, ma accomunati da un clima nel quale l’aggressività nei confronti di chi esercita una funzione pubblica rischia di essere considerata una modalità accettabile per esprimere il proprio dissenso.

Sembra essere sempre più diffusa la percezione che la prevaricazione culturale e verbale, e in alcuni casi persino quella fisica, possano rappresentare una risposta assimilabile alla critica politica. Non è così.

Secondo i dati pubblicati nell’ultimo report Amministratori sotto tiro di Avviso Pubblico, dal 2010 al 2025 l’Emilia-Romagna è in decima posizione per atti di intimidazioni a sindaci, assessori, consiglieri comunali e dipendenti della Pubblica Amministrazione, con 212 casi registrati e 68 Comuni colpiti. Nello stesso periodo sono stati oltre 6.000 gli episodi a livello nazionale. Mentre nel 2025 la nostra associazione ha censito 11 azioni violente contro amministratori locali nella regione.

«Il fenomeno degli amministratori costretti a vivere sotto scorta o sotto vigilanza, ampiamente documentato dal rapporto Amministratori sotto tiro di Avviso Pubblico, ci dimostra quanto questa realtà sia concreta e drammatica – spiega ancora la consigliera regionale Maria Costi – Quando un sindaco ha bisogno della protezione delle forze dell’ordine per fare il proprio dovere, non è solo la sua persona a essere colpita, ma la democrazia stessa. Non possiamo permettere che chi sceglie di amministrare una comunità si trovi a dover rinunciare alla propria libertà e rischi di restare isolato».

«Questo vale anche online, dove servono spazi più sicuri e dove la critica non si trasformi in odio e intimidazione. Per questo serve più responsabilità da parte di tutti, interventi concreti da parte delle piattaforme e, soprattutto, un investimento continuo sull’educazione al rispetto e al linguaggio nelle scuole e nella società», conclude la coordinatrice Maria Costi.

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