Processo Hydra, una delegazione di Avviso Pubblico presente all’udienza: «Massima vicinanza ai magistrati minacciati e impegno delle istituzioni locali contro le mafie»

Questa mattina una delegazione di amministratori e amministratrici locali di Avviso Pubblico ha partecipato alla quinta udienza del processo Hydra a Milano.

Si tratta di un gesto simbolico molto importante che richiama la responsabilità delle istituzioni locali nel tenere alta la guardia sulla presenza mafiosa a Milano e in Lombardia, ormai acclarata da decenni. Sindaci, assessori e consiglieri comunali, le prime sentinelle sui territori, saranno presenti fino alla fine del processo.

«Siamo qui per testimoniare la nostra piena vicinanza e il nostro convinto sostegno al lavoro dei Pubblici Ministeri, oggetto di gravissime minacce di morte, e per ribadire l’impegno quotidiano delle amministrazioni comunali aderenti ad Avviso Pubblico nel contrasto alle mafie e alla corruzione», ha dichiarato Fabio Bottero, assessore del Comune di Milano e coordinatore di Avviso Pubblico per la Lombardia, al termine dell’udienza presso l’aula bunker di via Filangieri.

«La presenza delle istituzioni in luoghi come questo è un segnale di responsabilità democratica e di attenzione verso chi opera per garantire la legalità e la tutela dell’interesse pubblico. Colpisce che la nostra partecipazione, pur legittima e simbolicamente importante, sia stata oggetto di contestazione. Un episodio che conferma quanto sia necessario continuare a presidiare questi spazi e a manifestare, con chiarezza e determinazione, la vicinanza delle comunità locali a magistrati e forze dell’ordine impegnati nella lotta alla criminalità organizzata. Di fronte a intimidazioni e tentativi di isolamento, la risposta delle istituzioni deve essere unitaria e ferma: non arretrare di un passo nella difesa della legalità, della giustizia e dei valori democratici che sono alla base della nostra convivenza civile», conclude Bottero.

Insieme a lui Maurizio Carbonera, consigliere di Buccinasco, Fulvio Paladini, vicesindaco di Cesano Boscone; Andrea Arosio, assessore a Cologno Monzese, Gianluca Vitali, assessore a Corsico; Marta Gerli, assessora al Comune di Pioltello; Irene Murgia, assessora di Vermezzo con Zelo; Rosario Pantaleo, presidente della Commissione antimafia di Milano e Paola Pollini, Presidente della Commissione Antimafia di Regione Lombardia.

A preoccupare i sindaci è anche la delibera della Quinta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura dell’11 giugno scorso. Il documento, infatti, stabilisce quali sono le aree del Paese dove vi è una densità mafiosa tale da richiedere criteri speciali nella scelta dei magistrati. Con grande sorpresa alcune delle Procure del nord, fra cui la Lombardia ne sono rimaste escluse. Il rischio è una inadeguata capacità di risposta della Giustizia a un fenomeno pericoloso e pervasivo. Il processo in corso, come tante altre inchieste fin qui condotte, dimostra come gli affari delle mafie siano ben radicate in questo territorio.

Il 17 giugno scorso, inoltre, una delegazione di Avviso Pubblico e Libera è stata ricevuta presso la Procura della Repubblica di Milano per esprimere personalmente la propria vicinanza al Procuratore Marcello Viola e ai sostituti procuratori Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane. Le due realtà associative hanno voluto manifestare piena solidarietà ai magistrati destinatari di gravi minacce emerse dalle recenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia coinvolti nel procedimento Hydra. Un gesto di sostegno e riconoscenza nei confronti di chi è quotidianamente impegnato nel contrasto alle organizzazioni mafiose, proprio mentre, dopo le condanne pronunciate al termine del rito abbreviato, il processo ordinario entra nella sua fase più delicata.

Avviso Pubblico continuerà a seguire con attenzione tutte le fasi del processo, confermando la propria vicinanza ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Milano e ribadendo l’impegno quotidiano degli enti locali associati nella promozione della legalità, della trasparenza, della cittadinanza attiva e responsabile e della prevenzione dei fenomeni mafiosi e corruttivi.

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