Direttiva Europea Anticorruzione. Il Presidente di Avviso Pubblico: “Un segnale importante nella lotta alla corruzione”

Nella seduta del 26 Marzo 2026, con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astenuti, il Parlamento Europeo ha approvato, la Direttiva Europea Anticorruzione.

La Direttiva parte dalla considerazione che la corruzione è un fenomeno transnazionale che ha effetti nefasti sulla società e sull’economia. Per questo motivo, la Direttiva ritiene che sia necessario rafforzare gli strumenti a disposizione degli Stati e il loro coordinamento, facendo in modo che l’Unione Europea vada oltre i requisiti minimi previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, ratificata dallo Stato italiano nel 2009. In questo senso, gli Stati possono mettere in campo un’ampia gamma di misure preventive, legislative e cooperative nel quadro della lotta comune contro la corruzione.

“Il voto del Parlamento Europeo rappresenta un segnale importante e atteso rispetto alla prevenzione e al contrasto al fenomeno della corruzione, fornendo importanti indirizzi per gli Stati membri e alla loro legislazione – dichiara Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico – La corruzione è un male che affligge il mondo della politica, della pubblica amministrazione, dell’impresa. Essa allontana i cittadini dalle istituzioni, nega i diritti, intacca il bene comune, produce sfiducia nonché maggiori costi e minore efficienza nei servizi a detrimento della collettività.

L’intero impianto della Direttiva – continua Montà – indica agli Stati di andare oltre gli impegni minimi, mettendo in campo un approccio efficace a 360 gradi, dispiegando tutte le misure necessarie per contrastare la corruzione. Ciò vale sia per le misure di carattere penale, sia per quelle preventive rispetto alle quali la Direttiva può consentire di accelerare alcuni processi di riforma. Si pensi, ad esempio, per l’Italia, alla disciplina delle attività di lobbying (con un testo approvato alla Camera, attualmente fermo in Commissione Affari Costituzionali al Senato), al tema del conflitto di interessi, al cd. pantouflage e al “modello 231”, per il quale la Direttiva propone forme sanzionatorie diverse rispetto a quelle attuali.

L’occasione del recepimento della Direttiva, che dovrà avvenire nell’arco di due anni dalla sua entrata in vigore, apre un’opportunità importante per rafforzare l’intero sistema anticorruzione italiano – conclude Montà – il quale dovrà tenere conto e rivedere anche le disposizioni in materia di abuso di ufficio, su cui Avviso Pubblico si era già espressa in modo critico e preoccupato, quando la fattispecie di reato è stata abolita”.

Qui il comunicato stampa dell’Unione Europea e il testo adottato.

Sul sito di Avviso Pubblico è disponibile la scheda di sintesi completa della Direttiva.

*Immagine di copertina: Copyright: nito – Fotolia

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