Dal 4 al 10 luglio Campus antimafia a Catabbio, Avviso Pubblico patrocina la prima edizione in provincia di Grosseto

Avviso Pubblico patrocina il primo Campus antimafia della provincia di Grosseto, in programma dal 4 al 10 luglio a Catabbio, nel comune di Semproniano. L’iniziativa, promossa dall’associazione Sentinelle di Nonno Nino, articolazione della Fondazione Caponnetto, riunirà quindici giovani toscani in un percorso di formazione e confronto sui temi della legalità democratica e del contrasto alle mafie.

Il programma prevede momenti di approfondimento con amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni ed esperti, che accompagneranno i partecipanti nell’analisi di alcune delle principali sfide che interessano il territorio toscano: dalle infiltrazioni della criminalità organizzata al caporalato, fino al valore del riutilizzo sociale dei beni confiscati.

«Il campus è di per sé un fatto importante, ma lo è ancora di più la solidarietà e l’impegno fattivo e di collaborazione con i Comuni che vivono il problema dei beni confiscati alle mafie. Io stesso parteciperò al campus insieme a decine di visitatori che si alterneranno nei sette giorni di durata del campus stesso, per parlare con i ragazzi e confrontarsi con i temi all’ordine del giorno», ha detto Massimo Borghi, assessore alla Legalità del Comune di Gavorrano e coordinatore regionale per la Toscana di Avviso Pubblico.

La sede scelta per il campus rappresenta essa stessa un luogo simbolico. A Catabbio si trova infatti uno dei più importanti complessi immobiliari confiscati alle mafie presenti in Toscana, parte del quale è stato destinato a finalità pubbliche e di accoglienza. Un contesto che rende ancora più significativo il percorso formativo proposto ai ragazzi.

L’avvio dell’iniziativa coincide però con una notizia che rischia di compromettere il futuro di una parte di questo patrimonio: l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha infatti avviato la procedura per la vendita di due delle villette confiscate presenti a Catabbio.

«Come Avviso Pubblico Toscana chiediamo alla Regione Toscana, a tutte le istituzioni e ai parlamentari di mobilitarsi affinché il bando venga prima sospeso e poi ritirato. La messa in vendita dei beni confiscati rappresenta il sistema attraverso il quale le mafie rischiano di tornare in possesso del patrimonio che era stato loro sottratto. Per questo riteniamo fondamentale che quei beni continuino ad avere una destinazione pubblica e sociale, nel rispetto dello spirito della legge», spiega ancora Massimo Borghi.

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