Comuni sciolti per mafia: le ultime decisioni del Consiglio dei ministri

Il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle amministrazioni locali continua a manifestarsi in modo molto preoccupante: 20 sono i decreti di scioglimento dei primi mesi del 2018, di cui 4 deliberati dal Governo Conte (Sogliano Cavour, Vittoria, San Biagio Platani e Siderno, quest’ultimo già sciolto nel 2013), che si aggiungono ai 21 comuni sciolti nel corso del 2017. La Calabria è la Regione più interessata dal fenomeno (8 casi nel 2018 e 12 nel 2017), seguita dalla Sicilia (5 nel 2018 e 2 nel 2017), dalla Campania (3 nel 2018 e 4 nel 2017) e dalla Puglia (4 nel 2018 e 2 nel 2017).

Si segnala che nel 2018 in 5 casi (Seregno, Niscemi, Villa San Giovanni, Mandatoriccio, Pago del Vallo di Lauro) al termine della procedura di verifica compiuta dalle commissioni di accesso è stata invece decisa l’archiviazione per assenza dei presupposti richiesti dalla legge per lo scioglimento dell’ente.

Avviso Pubblico mette a disposizione un’ampia documentazione nell’apposita sezione del sito internet, che contiene tra l’altro mappe interattive, grafici e dati statistici riassuntivi con tutti i dati e documenti relativi alle Amministrazioni locali coinvolte dal 1991 ad oggi, oltre a una puntuale ricostruzione della normativa, della giurisprudenza dei giudici amministrativi e del dibattito parlamentare. E’ altresì disponibile un’analisi delle motivazioni alla base dei decreti di scioglimento adottati nell’ultimo anno e mezzo, utilizzando a tal fine le relazioni allegate ai decreti presidenziali, le recenti relazioni del Governo sull’attuazione della legge e le motivazioni delle sentenze di Tar e del Consiglio di Stato; questo studio consente una migliore comprensione del fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle Amministrazioni locali e l’individuazione delle misure più idonee per prevenire le diverse forme attraverso le quali si manifesta il condizionamento mafioso sugli enti locali.

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