‘Ndrangheta in Veneto: l’indagine “Nuova frontiera” fa emergere significative infiltrazioni nel tessuto economico della regione. Il comunicato di Avviso Pubblico

L’indagine “Nuova Frontiera”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia, ha condotto all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare portate a termine dai Carabinieri di Venezia, e all’iscrizione nel registro degli indagati di circa 60 persone coinvolte, a vario titolo, nel reato di associazione per delinquere finalizzata alle consumazione di truffe, bancarotte fraudolente, riciclaggio e violenza privata, con l’aggravante di aver agito avvalendosi di metodi mafiosi.

Nell’inchiesta viene fuori il legame tra l’ipotizzata associazione a delinquere e i clan Pesce e Mancuso, tra le più potenti e ramificate ‘ndrine della criminalità organizzata calabrese. Secondo gli inquirenti l’associazione a delinquere acquisiva aziende in difficoltà, creando società fittizie e servendosi di prestanome in modo da rimettersi sul mercato. Ordinava grossi quantitativi di merce ai fornitori per poi chiudere le società entro il termine dei 90 giorni previsti per il pagamento. La liquidità, secondo l’ipotesi investigativa, veniva messa a disposizione dai clan della ‘ndrangheta.

La truffa, pari a 12 milioni di euro, fa emergere un danno al tessuto economico del territorio con effetti “devastanti” sulle aziende fornitrici, impossibilitate a pagare i dipendenti. Sarebbero oltre 150 le aziende finite in questa rete, intessuta da ricettatori e fiancheggiatori sparsi per il Paese che ricollocavano la merce in Calabria.

Avviso Pubblico, nel volgere il proprio plauso alla magistratura e alle forze dell’ordine per il fondamentale lavoro svolto, esprime preoccupazione per lo spaccato che emerge dall’inchiesta “Nuova Frontiera”, ovvero la forte presenza ‘ndranghetista in Veneto, in grado di infliggere un danno enorme al tessuto economico della regione.

«Rivolgo le mie congratulazioni all’Arma dei Carabinieri e alla Procura per l’azione di repressione verso la presenza della ‘ndrangheta sul nostro territorio – ha dichiarato Andrea Cereser, Coordinatore regionale di Avviso Pubblico e Sindaco di San Donà di Piave –  Indagini del genere provano, purtroppo, che non c’è più solo un problema di infiltrazioni della criminalità organizzata sul nostro territorio, ma siamo di fronte a forme di radicamento. Un pensiero speciale alla Compagnia Carabinieri di San Donà e al suo comandante Dario Russo, per l’impegno profuso e la brillantezza dei risultati ottenuti”.

L’inchiesta della DDA di Venezia impone una volta di più una riflessione sull’importanza di non abbassare la guardia in territori dove la presenza mafiosa viene erroneamente considerata marginale.

A tale scopo Avviso Pubblico, assieme alla Regione del Veneto e con la collaborazione del Forum Italiano sulla Sicurezza Urbana, ha realizzato il Piano formativo “Conoscere le mafie e costruire la legalità”, giunto alla seconda edizione e rivolto alle Polizie locali, ad Amministratori, dipendenti degli Enti Locali e cittadini della Regione Veneto.

Il 13 marzo è in programma a Belluno il primo dei tre moduli del ciclo formativo rivolto al personale della Polizia locale operante nell’ambito territoriale. Per tutte le informazioni sul Progetto: www.conoscerelamafie.it

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