A quarant’anni dall’inizio del Maxiprocesso di Palermo, Pietro Grasso con U Maxi – Dentro il processo a Cosa Nostra (Feltrinelli, 2026) ci accompagna dentro uno dei momenti più decisivi della storia repubblicana.
Giudice a latere del processo, Pietro Grasso, che è stato Procuratore nazionale antimafia, Presidente del Senato prima di fondare Scintille di Futuro, traccia un racconto vivo che porta il lettore nell’aula bunker, restituendo volti, voci e tensioni di un processo che ha cambiato per sempre il modo di guardare alla mafia.
L’autore intreccia la dimensione giudiziaria con quella umana, mostrando come dietro le carte processuali si nascondano storie di coraggio, dolore e ricerca di giustizia.
«Il maxiprocesso non fu soltanto una battaglia vinta nelle aule di giustizia, ma una vera e propria scelta di civiltà. La dimostrazione è che lo Stato, quando si riconosce come comunità, può sconfiggere qualsiasi fenomeno che condizioni la libertà dei cittadini». Parole che restituiscono il senso profondo di quell’esperienza collettiva, frutto – come ricorda lo stesso autore – del lavoro condiviso di magistrati – in testa a tutti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino -, forze dell’ordine, istituzioni e cittadini.
Accanto alla riflessione, emerge con forza anche la memoria personale: «Il primo ricordo che mi viene in mente è la fortissima emozione al primo ingresso nell’aula bunker. Davanti ai miei occhi c’erano centinaia di toghe nere. Poi le celle, le tribune colme di pubblico e di giornalisti». Un’emozione che culmina nel momento più solenne: il giuramento dei giudici popolari, chiamati ad affermare verità e giustizia, ricorda Grasso.
U Maxi è così anche una testimonianza diretta: una rilettura consapevole che ci ricorda come la lotta alle mafie non sia mai definitiva, ma richieda impegno continuo e responsabilità collettiva.