Da Joe Petrosino ai giorni nostri: la buona prassi del Comune di Padula per prevenire la corruzione

La comunità di Padula, grazie alla presenza della Casa Museo Joe Petrosino, simbolo internazionale della lotta alla criminalità organizzata, è riuscita ad impegnarsi, tramite il coinvolgimento dei giovani, in maniera responsabile sul tema della prevenzione della corruzione e della trasparenza, trasmettendo questi valori in maniera significativa attraverso il progetto “Prevenzione della corruzione – testimonianze – da Joe Petrosino ai giorni nostri”.
Il Comune di Padula, capofila del progetto, ha coinvolto diverse realtà nella realizzazione dello stesso: dalla Prefettura di Salerno al Liceo Scientifico “Pisacane” di Padula, dalla Casa Museo Petrosino alle Associazioni Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie – e Legambiente. Il progetto, nato per ridurre il diametro di percezione tra l’applicazione della norma e il suo attuale livello di riconoscimento sociale, presentando un altro modo di essere Pubblica amministrazione, ha l’obiettivo di partire dalle “testimonianze” di coloro i quali oggi, sul modello di Joe Petrosino, combattono con coraggio e in prima linea la mafia e la criminalità organizzata. Grazie ai temi sviluppati i Comuni di Padula (SA) e Castelverde (CR) hanno stretto un patto di gemellaggio, e i Comuni di Palermo e Napoli hanno concesso il loro patrocinio ufficiale al progetto. Abbiamo intervistato il Dott. Francesco Cardiello, Segretario Generale del Comune di Padula, per saperne di più.

Quando e come nasce l’idea di realizzare il progetto?
L’idea di realizzare questo progetto nasce in modo contestuale al mio arrivo presso il Comune di Padula come Segretario Generale, a fine 2016, nella fase di preparazione del nuovo Piano Triennale della prevenzione della corruzione. Uno degli elementi base della costruzione del piano è quello dell’analisi di contesto. Non conoscendo l’ambiente, mi sono chiesto come poter fare questa analisi. Ho quindi chiesto agli studenti del Liceo, in quanto rappresentanti del nostro futuro ma anche attenti osservatori del presente, di costruire il Piano in modo partecipato, cercando di invertire il paradigma, cioè dall’anticorruzione alla costruzione di un piano di buona amministrazione. Ed è stato un bellissimo esperimento.

Quali sono state le figure all’interno dell’ente che ne hanno permesso la realizzazione?
L’Amministrazione Comunale di Padula guidata dal sindaco Paolo Imparato, in modo specifico tramite la progettualità portata avanti dall’Assessorato alla Cultura, ha colto immediatamente l’invito a tentare questa strada su mia proposta. Il progetto si è basato su collaborazioni a titolo gratuito sia di altri segretari comunali di varie parti d’Italia sia di tutti coloro che hanno portato la loro testimonianza all’interno del progetto. Il livello progettuale si è diviso in due fasi: il primo anno abbiamo curato molto con i ragazzi il rapporto con i modelli di costruzione dei piani, quindi ci sono stati vari incontri con altri segretari comunali; nel secondo anno di attività, ci siamo invece concentrati sulle testimonianze e abbiamo allargato in qualche modo la visione procedurale ad altri aspetti vicini all’anticorruzione. Abbiamo trattato tanti argomenti, tra cui il tema dei beni confiscati insieme all’Associazione Libera, il tema della tutela dell’ambiente con l’Associazione Legambiente e quello relativo ai testimoni di giustizia. Oggi siamo al terzo anno e sia le collaborazioni che le analisi del progetto si sono incrementate.

Quali difficoltà ci sono state nel creare il partenariato tra i diversi enti-associazioni?
Non ci sono state difficoltà, anzi grazie all’aiuto del Viceprefetto di Salerno, Vincenzo Amendola, abbiamo avuto la possibilità di sottoscrivere immediatamente con la Prefettura di Salerno il Protocollo d’intesa. All’inizio ne facevano parte soltanto il Comune di Padula, il Liceo Scientifico di Padula e la Prefettura di Salerno; oggi, invece, il progetto vede la presenza fissa di Libera, di Legambiente ed è stato oggetto di gemellaggio con un altro Comune, Castelverde, in provincia di Cremona. Il programma, inoltre, ha ricevuto il patrocinio dei Comuni di Napoli e di Palermo. Il protocollo d’intesa ha, quindi, permesso di far partire il progetto e poi di poterlo presentare a Washington nel novembre 2017 all’Ambasciata d’Italia. Voglio sottolineare la fondamentale collaborazione con gli studenti del Liceo Scientifico “Pisacane” di Padula, con i docenti e con la dirigente scolastica Liliana Ferzola.

Quali sono gli obiettivi?
L’obiettivo principale è stato quello di coinvolgere gli studenti tentando di individuare la loro percezione in riferimento alla Pubblica amministrazione. Il percorso del primo anno è stato accompagnato da due psicologhe che hanno fatto un test d’ingresso sulla percezione e un test di uscita per capire cosa pensavano i ragazzi dopo il percorso. I risultati ci hanno permesso di capire che i ragazzi, se sono pienamente coinvolti, cambiano anche atteggiamento rispetto ad una visione negativa di partenza nei confronti della Pubblica amministrazione in generale.

A chi è rivolto il progetto?
Il progetto è rivolto principalmente agli studenti ma anche ai dipendenti, che hanno seguito nel primo anno del progetto la parte organizzativa della preparazione del Piano. Il progetto ha, inoltre, permesso ai dipendenti di approfondire la propria formazione sulla prevenzione della corruzione.

Come si articola il progetto?
La visione del progetto è stata incentrata sulla logica del triangolo della frode. Il primo anno abbiamo parlato di organizzazione, il secondo e il terzo anno di testimonianze connesse alla prevenzione della criminalità organizzata e della corruzione: dalla gestione dei beni confiscati alla cura dell’ambiente. Abbiamo affrontato il tema della lotta alla criminalità incontrando alcuni testimoni di giustizia. Infatti, proprio a Padula, è stata istituita la sede dell’Associazione Nazionale dei Testimoni di Giustizia, con la quale abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa ufficiale alla presenza degli studenti.

Quali sono stati i risultati sinora ottenuti e quali vi ponete nei prossimi anni?
La prevenzione della corruzione non si fa né con i piani né si impone per legge, la prevenzione si fa solo con una crescita culturale complessiva, per cui noi intendiamo proseguire e portare avanti questo esperimento, migliorandolo annualmente il più possibile. Ovviamente, quando si fa prevenzione, è difficile analizzare i risultati, perché misurare gli impatti e gestire rischi non è semplice. Quello che possiamo dire è che, attraverso questo progetto, riusciamo a trasmettere delle informazioni e conoscenze che la maggior parte dei ragazzi e anche della cittadinanza non conoscono e questo può aiutare certamente a formare una cittadinanza più consapevole e responsabile, che abbia a cuore il bene e il rispetto del territorio e del Paese.

 Per maggiori informazioni sul sito di Avviso Pubblico nella sezione dedicata alle Buone prassi, sottosezione Anticorruzione è possibile scaricare la scheda del progetto.

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