ACT NOW: a Padova due giorni di formazione per proteggere i fondi UE da corruzione e frodi

Si è svolto il 21 e 22 gennaio a Padova, presso Palazzo Moroni, il corso di formazione “Proteggere i fondi dell’UE dalla corruzione e dalle frodi: l’azione di prevenzione degli Enti locali”, nell’ambito del progetto ACT NOW – Active Citizens Together Now, finanziato dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e realizzato da Avviso Pubblico con il centro di ricerca RE-ACT, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Padova.

Il percorso formativo, rivolto a dirigenti, funzionari e dipendenti della Pubblica Amministrazione e ad amministratori locali, ha rappresentato un’occasione di formazione intensiva per rafforzare competenze operative e strumenti di prevenzione in materia di anticorruzione e antifrode, con particolare attenzione alla tutela dei fondi europei. L’iniziativa ha inoltre posto le basi per la costruzione di una rete europea di enti locali, impegnati a collaborare per migliorare le capacità di contrasto ai fenomeni corruttivi in tutti gli Stati membri dell’Unione europea.

Ai lavori hanno preso parte autorevoli rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari, dirigenti della pubblica amministrazione e ricercatori in ambito nazionale e internazionale. Tra gli interventi, quelli di Diego Bonavina, Assessore del Comune di Padova, Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico, Pierdanilo Melandro, Direttore del Dipartimento Gare, Acquisti, Contratti Pubblici e PNRR di PagoPA S.p.A., Anna Messina, Segretaria Generale dell’Unione Comuni delle Colline Matildiche, Laura Paglia, Caposettore Servizi Istituzionali e Avvocatura del Comune di Padova, Paola Lovo, Caposettore Programmazione, Controllo e Statistica, Nicola Capello e Lorenzo Segato, rispettivamente Direttore Operativo e Direttore Scientifico di RE-ACT e Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico.

«Il contrasto alla corruzione passa prima di tutto dalla prevenzione, che è una responsabilità diretta degli enti locali, sia sul piano amministrativo sia nella capacità di costruire relazioni positive e consapevolezza nelle comunità. L’esperienza italiana dimostra che i Comuni possono essere argine ed esempio, ma oggi questa sfida è europea: mafie e corruzione sono una minaccia concreta per la democrazia e la concorrenza in tutta l’Unione. Per questo è necessario condividere strumenti, competenze ed esperienze tra città europee, rafforzando il ruolo degli enti locali come presidio di legalità», ha dichiarato il Presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà in apertura del seminario.

«L’esperienza amministrativa insegna quanto strumenti come il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) siano centrali per rendere concreta la legalità e la trasparenza nelle amministrazioni locali», gli fa eco Diego Bonavina, assessore alla Legalità al Comune di Padova. «Nel nostro ente abbiamo investito su un PIAO innovativo, chiaro e accessibile, che non resta un adempimento formale ma diventa uno strumento di crescita per l’ente. Questo percorso è stato possibile anche grazie al supporto di Avviso Pubblico, una rete di cui siamo orgogliosi di far parte e con cui abbiamo costruito pratiche di legalità condivise e partecipate».

Il Veneto è un territorio caratterizzato da una forte vitalità economica e da una posizione strategica che lo rendono attrattivo per investimenti pubblici e privati, ma anche esposto al rischio di infiltrazioni mafiose e criminali di tipo economico-affaristico. Le indagini giudiziarie e i provvedimenti interdittivi degli ultimi anni confermano la presenza di interessi riconducibili in particolare alla ’ndrangheta, oltre a operazioni di riciclaggio e reati economico-finanziari legati anche ad altre matrici mafiose e a gruppi criminali stranieri.

I dati restituiscono un quadro significativo: in Veneto risultano oltre 200 beni confiscati e decine di aziende sottratte alla criminalità, con una concentrazione rilevante nella provincia di Padova. Elevato anche il numero di segnalazioni di operazioni sospette, a conferma di un contesto economico esposto a tentativi di frode e riciclaggio. Sul piano istituzionale, pur in assenza di scioglimenti per mafia, resta alta l’attenzione per il fenomeno delle intimidazioni agli amministratori locali: dal 2010 al 2024 Avviso Pubblico ha censito 230 atti intimidatori in Veneto, rendendo la regione una delle più colpite del Nord Italia.

«Nel ciclo dei contratti pubblici le scelte discrezionali sono numerose e attraversano tutte le fasi, dalla programmazione all’esecuzione, rappresentando i principali punti di rischio sul piano anticorruttivo. La sola iper-regolamentazione non è sufficiente: è fondamentale che ogni stazione appaltante tenga conto delle proprie specificità e si doti di regole e strumenti capaci di guidare il responsabile unico di progetto nelle decisioni più delicate. In questo modo è possibile prevenire errori, cattiva gestione e utilizzi strumentali degli appalti pubblici», aggiunge Pierdanilo Melandro, Direttore Dipartimento Gare, Acquisti, Contratti Pubblici e PNRR di PagoPA S.p.A.

«Come Università di Padova studiamo da anni il rapporto tra mafie ed economia, analizzando le caratteristiche delle aziende legate alla criminalità organizzata e il loro impatto sui mercati. Le mafie utilizzano le imprese sia per riciclare capitali illeciti sia per presentarsi come soggetti “puliti”, ampliando il proprio potere economico e sociale e distorcendo la concorrenza. Da questa ricerca è nato un algoritmo di valutazione del rischio, oggi utilizzato dallo spin-off universitario Rozes Intelligence, che contribuisce a rendere l’economia più trasparente e sostenibile», conclude Antonio Parbonetti, Prorettore dell’Università di Padova e ideatore della start-up Rozes, che si serve del primo algoritmo in grado di intercettare in anticipo i rischi di infiltrazioni criminali nell’economia.

Il corso di Padova conferma l’importanza di investire nella formazione degli enti locali come presidio essenziale di legalità e come primo livello di difesa contro corruzione e frodi, a tutela delle risorse pubbliche e dell’interesse collettivo.

Condividi