Beni confiscati: la Relazione 2025 dell’ANBSC conferma il ruolo centrale degli Enti locali e registra una crescita delle vendite e dell’uso per fini di lucro

L’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati ha pubblicato la Relazione sull’attività svolta nel 2025. Qui è disponibile la Relazione completa.

Tra i dati principali riportati nel Report si segnala:

IMMOBILI DESTINATI

Totale immobili destinati al 31.12.25: 27.847 (erano 26.427 nel 2024). Di questi, 8.135 cespiti sono terreni e 6.533 sono appartamenti in condominio.

Per territorio, primeggia la Sicilia, seguita da Campania, Calabria, Lombardia, Puglia, Lazio.

Nel 74% dei casi la destinazione è in favore degli Enti territoriali. I Comuni complessivamente coinvolti sono 1.303. Tra i Comuni assegnatari, Palermo da sola ha 1.613 beni destinati.

Nel 70% dei casi, gli Enti territoriali usano i beni per finalità sociali.

Immobili destinati nel corso del 2025: 3.639 cespiti (erano 4.879 nel corso del 2024).

Di questi:

  • il 57% sono andati agli Enti territoriali,
  • il 26% sono stati venduti (+267% nel 2025 rispetto all’anno precedente),
  • il 16% sono stati mantenuti al patrimonio dello Stato (tra questi, 225 beni su 608 sono stati messi a disposizione del Progetto con il Ministero dell’Agricoltura per il riuso dei terreni agricoli a giovani imprenditori).

Il valore dei beni destinati nel 2025 ammonta a 234 milioni.

Tra i beni destinati agli Enti territoriali, il 70% ha visto progettualità in ambito sociale, prevalentemente tramite soggetti del terzo settore oppure erogando servizi in maniera diretta, spesso nell’ambito delle politiche legate all’emergenza abitativa. Sono in aumento anche le assegnazioni effettuate dagli Enti territoriali per fini di lucro con vincolo di reimpiego sociale dei proventi (un bene su cinque tra quelli trasferiti agli Enti territoriali nel 2025).

IMMOBILI IN GESTIONE (ANCORA DA DESTINARE)

Totale immobili in gestione al 31.12.25: 19.414 (erano 17.793 nel 2024), di cui 15.411 in confisca definitiva.

Per territorio, primeggia anche in questo caso la Sicilia (con 5.545 immobili in gestione), seguita da Campania, Lazio, Calabria, Lombardia ed Emilia-Romagna. I Comuni complessivamente coinvolti sono 1.367. Tra i Comuni con più beni in gestione, spicca Roma con 1.466 cespiti.

Rispetto agli immobili in gestione, la Relazione sottolinea che tra la confisca definitiva e l’effettiva destinabilità vi sono una serie di passaggi, come ad esempio:

  • sub-procedimento di verifica dei creditori, la cui durata è stimata in almeno 540 giorni (al netto delle notifiche);
  • casi di confisca parziaria;
  • casi di cespiti rimasti inoptati;
  • casi di revoca;
  • abusi/problemi tecnici, che impattano sull’80% del totale degli immobili in gestione (la Relazione ricorda che la Legge 80/2025 ha anticipato alla fase del sequestro le verifiche sugli abusi consentendo in tempi più rapidi la demolizione e l’acquisizione al Comune dell’area).

A fronte di ciò, la Relazione specifica che le “attività di destinazione possono concretamente riguardare un insieme non superiore al 40% dei beni in confisca definitiva, con una percentuale di successo stimabile intorno al 20% di tale sottoinsieme” (il che significa all’incirca 1.200 beni con stima di successo).

Dei 15.411 beni in confisca definitiva, il 3% sono stati pubblicati sulla Piattaforma Unica Destinazioni (PUD) o ha verifiche effettuate o approvate, mentre il 62% ha verifiche ancora in corso o da effettuare.

AZIENDE DESTINATE

Totale aziende destinate al 31.12.25: 2.482 (erano 2.122 nel 2024). Di queste, 2.335 sono state liquidate o cancellate(residuano 140 destinate alla vendita, 4 in affitto, 3 in cessione gratuita).

Il trend si conferma nel corso del 2025 con 255 aziende destinate, di cui 239 poste in liquidazione.

AZIENDE IN GESTIONE (ANCORA DA DESTINARE)

Totale aziende in gestione al 31.12.25: 3.629 (erano 3.265 nel 2024), di cui 2.209 in confisca definitiva.

Per territorio, primeggia anche in questo caso la Sicilia (con 914 aziende in gestione), seguita da Campania, Lazio, Calabria, Lombardia, Emilia-Romagna. Tra i settori, ricorrono le costruzioni, il commercio, i servizi, le attività immobiliari e le attività di alloggio/ristorazione. Le aziende confiscate in gestione sono principalmente società a responsabilità limitata (2.320) o imprese individuali (622).

La Relazione evidenzia che in molti casi le aziende confiscate sono prive di concreta operatività sin da prima della confisca, essendo sostanzialmente degli strumenti di accumulazione o occultamento di interessi economici illeciti. Accanto a queste, vi è un segmento di imprese che presentano potenziali margini di recupero e una quota residuale che mantiene livelli di operatività e capacità competitiva.

Nel portafoglio attuale dell’Agenzia vi sono 153 aziende attive in amministrazione (di cui 135 già in confisca definitiva e 18 ancora in fase giudiziaria). Esse sono principalmente in Sicilia, Lazio e Campania.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI

Comuni sciolti e beni confiscati.

Prendendo a riferimento i Comuni sciolti per mafia nel periodo 2020-2024, la Relazione evidenzia un totale di 2.635 beni confiscati insistenti in questi territori, di cui:

  • 1.693 già destinati;
  • 942 ancora in gestione.

La Relazione evidenzia che tra i beni destinati nei Comuni sciolti, la percentuale dei beni mantenuti al patrimonio dello Stato (37%) è oltre il doppio di quella generale (16,6%).

Atti in danno dei beni confiscati.

Un’altra tendenza sottolineata dalla Relazione è quella dell’incidenza dei danni arrecati ai beni confiscati: ne sono stati censiti 19 da inizio 2025 a Luglio 2026.

Come si destinano i beni confiscati: le Conferenze di servizi e la Piattaforma unica delle destinazioni (Pud).

La Relazione dà conto che nel corso del 2025 sono stati realizzati due cicli di conferenze di servizi: a fronte di 2.597 beni complessivamente presentati sono state presentate manifestazioni di interesse per 1.164 cespiti (44,8%). Nel periodo 2021-25, la percentuale di successo ammonta al 55,6%.

Per quel che concerne la Piattaforma Unica delle Destinazioni (PUD), una delle principali innovazioni realizzate dall’Agenzia nell’ultimo periodo, i dati mostrano che dalla sua messa in funzione a fine 2024 sono stati destinati 2.209 beni immobili e 43 beni mobili registrati.

La Relazione sottolinea, inoltre, la ricorrenza di bandi dei Comuni per l’assegnazione di beni confiscati che vanno deserti: nel triennio 2023-25 ciò si è verificato per 31 bandi relativi a 110 cespiti.

Emergenza abitativa.

La Relazione evidenzia una crescita nell’utilizzo dei beni confiscati per quel che riguarda le esigenze abitative. In particolare nel periodo 2021-2025 sono stati destinati all’emergenza abitativa 908 immobili (in forte crescita rispetto ai 395 del quinquennio precedente). Si tratta di una soluzione che interessa da vicino gli Enti territoriali.

Le esigenze abitative riguardano, inoltre, anche gli alloggi per le Forze dell’Ordine.