STRAGI DEL 1992, SALVO PALAZZOLO RACCONTA “I FRATELLI GRAVIANO” SU #CONTAGIAMOCIDICULTURA

Questa volta #CONTAGIAMOCIDICULTURA prova a capire chi sono i protagonisti della mafia stragista del 1992. Ecco la nuova puntata della rubrica di Avviso Pubblico nata per conoscere, analizzare e approfondire come prevenire e contrastare le infiltrazioni mafiose e i fenomeni corruttivi, per tentare di impedire che mafiosi e corrotti possano ancora continuare a danneggiarci.

Salvo Palazzolo, inviato speciale di Repubblica. Cronista, autore di libri e inchieste, è anche sceneggiatore di docu-fiction per la tv. Vive e lavora a Palermo, dove racconta le dinamiche del fenomeno mafioso, a partire dalle stragi del 1992 nelle quali vennero uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, protagonisti del primo grande scacco a Cosa nostra con il cosiddetto Maxiprocesso di Palermo. Con lui andremo alla scoperta di due figure chiave di quella stagione, Giuseppe e Filippo Graviano attraverso le pagine de “I fratelli Graviano – Stragi di mafia, segreti e complicità” (Editori Laterza, 2022).

«Intorno alle stragi Falcone e Borsellino, nonostante i trent’anni trascorsi e le molte sentenze giunte all’ultimo grado di giudizio – scrive l’autore – ci sono ancora molti misteri e opacità. Questo libro li affronta seguendo il filo rosso delle vite di Giuseppe e Filippo Graviano, capimafia del clan palermitano di Brancaccio. Pupilli di Salvatore Riina, Filippo è stato il regista di complesse operazioni finanziarie, Giuseppe uno spietato killer che ha vissuto la stagione delle bombe assieme a Matteo Messina Denaro».

Attraverso le strade del quartiere Brancaccio di Palermo e documenti inediti, Palazzolo ricostruisce la storia dei fratelli protagonisti di quella stagione. Dal carcere Giuseppe Graviano inviava al cugino Salvo pagine intere di barzellette piene di numeri, che in realtà nascondevano messaggi in codice per a fare investimenti o a recuperare soldi. E proprio quelle. Il libro è di estrema attualità, dice ancora Palazzolo. Di recente, infatti, «Giuseppe Graviano ha iniziato a iniziato a fare dichiarazioni al processo ‘Ndrangheta stragista, citando proprio il cugino a cui inviava le barzellette: Graviano non è un collaboratore di giustizia, resta un irriducibile.

Il libro svela tutte le sue bugie: non fu il nonno materno a investire capitali al Nord, ma il padre». In queste pagine Salvo Palazzolo svela quanto ancora non sappiamo su Cosa nostra e sulla sua storia criminale, ma racconta anche la storia di chi ha provato a fermare i boss che hanno insanguinato il nostro paese.

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