Strage di via d’Amelio: a 27 anni dall’eccidio del 19 luglio 1992, Avviso Pubblico ricorda Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina

Sono le 16,58 del 19 luglio 1992 e il cuore di Palermo e dell’Italia tutta, appena 57 giorni dopo la strage di Capaci, è nuovamente dilaniato da un eccidio. In via d’Amelio salta in aria una Fiat 126 imbottita di esplosivo al plastico, parcheggiata davanti al palazzo in cui abita la madre di Paolo Borsellino. L’esplosione spazza via il magistrato e cinque uomini della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. Unico sopravvissuto ma in gravi condizioni è l’agente Antonino Vullo.

Una nuova strage con l’intento di seminare terrore elimina l’altra metà del duo Falcone-Borsellino, gli uomini simbolo di una memorabile stagione in cui lo Stato ha rialzato la testa contro Cosa nostra, infliggendole colpi durissimi, culminati nelle condanne definitive del maxiprocesso, sancite dalla Cassazione il 30 gennaio 1992.

Dopo la strage di via d’Amelio, sulla spinta di una fortissima mobilitazione da parte di un’opinione pubblica addolorata, arrabbiata ed impaurita ma, allo stesso tempo, volonterosa di reagire, il Parlamento approva una serie di leggi e provvedimenti che rafforzano il contrasto alle mafie. Diversi boss vengono trasferiti nelle carceri speciali di Pianosa e Asinara. Negli anni successivi, saranno catturati i più importanti esponenti di Cosa nostra latitanti da decenni, a partire dal capo Totò Riina.

Nella giornata delle celebrazioni dell’anniversario della strage di via d’Amelio, va ricordato che nel corso delle indagini sull’assassinio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta è stato messo in atto uno dei più gravi depistaggi della storia italiana. Depistaggio attorno al quale ruotano ancora tante, troppe domande senza risposta. Domande a cui uno Stato democratico ha il dovere di rispondere.

Dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 19 luglio 2019

Per saperne di più, proponiamo due puntante della trasmissione La storia siamo noi e una serie di documenti resi disponibili dal Consiglio Superiore della Magistratura:

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