Sono stati presentati durante una conferenza stampa svoltasi questa mattina presso il Comune di Verona i dati relativi al 2025 su sovraindebitamento e gioco d’azzardo.
Alla conferenza stampa sono intervenuti:
Stefania Zivelonghi, Assessora Legalità e Trasparenza del Comune di Verona
Michele Bertucco, Assessore Bilancio del Comune di Verona
Maurizio Framba, Federconsumatori Verona
Marco De Pasquale, Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico
Di seguito i principali dati emersi dall’incontro
Sovraindebitamento e gioco d’azzardo: fenomeni in crescita
Lo Sportello Antiusura del Comune di Verona presenta i dati aggiornati al 2025 sul fenomeno del gioco d’azzardo e del sovraindebitamento nel territorio veronese, confermando la necessità di un impegno costante nella prevenzione e nel supporto ai cittadini in difficoltà economica.
A seguito del convegno del 3 dicembre 2024 sul gioco d’azzardo, lo Sportello Antiusura del Comune di Verona ha scelto di approfondire il tema del sovraindebitamento, fenomeno che rappresenta spesso l’anticamera dell’usura.
Il quadro nazionale
Secondo il IV Rapporto annuale sul sovraindebitamento 2025:
- Oltre 7 milioni di persone in Italia affrontano situazioni di sovraindebitamento.
- Circa 1 milione di individui si trova in crisi cronica.
- Il 62% delle istanze depositate presso gli Organismi di Composizione della Crisi (OCC) è presentato da consumatori, il 38% da imprese minori, ditte individuali ed ex imprenditori.
- Le domande da parte di consumatori sono cresciute del 22%, mentre quelle dei piccoli imprenditori sono calate del 9%.
- La metà di chi avrebbe diritto alle procedure di liberazione dai debiti rinuncia a tutelare i propri diritti.
Il confronto con gli altri Paesi europei è impietoso: la Germania gestisce circa 100.000 pratiche l’anno, l’Italia appena 7.500. Nei Paesi che adottano il principio del “Fresh Start” – come Germania, Austria, Regno Unito e Stati Uniti – il percorso è semplice, spesso gratuito, e porta all’esdebitazione in circa 12 mesi. In Italia, al contrario, tempi incerti e procedure complesse rischiano di trasformare lo strumento di salvezza in un percorso a ostacoli.
L’attività dello Sportello nel 2025 – primo quadrimestre 2026
Lo Sportello Antiusura del Comune di Verona opera su due sedi, per un totale di 18 ore settimanali di apertura al pubblico: 10 ore presso Palazzo Barbieri e 8 ore presso la sede di Federconsumatori.
Nel periodo di attività considerato sono stati effettuati:
- 21 primi colloqui di approfondimento con cittadini in difficoltà economica.
- 9 incontri successivi con persone la cui situazione ha richiesto un approfondimento specifico.
- Per 3 casi sono in corso valutazioni sul percorso più adeguato da intraprendere.
- Fatti due incontri pubblici sull’argomento collegati al gioco d’azzardo.
Lo Sportello Antiusura del Comune di Verona continua a essere un punto di riferimento per i cittadini veronesi che si trovano in situazioni di sovraindebitamento o a rischio usura. L’obiettivo è intercettare precocemente le situazioni di fragilità economica, prima che degenerino in crisi più gravi.
Il gioco d’azzardo: i numeri del territorio
I dati elaborati dalla Fondazione Isscon (Istituto Studi Sul Consumo) e quelli contenuti nella Relazione sul settore dei giochi pubblici 2025 – presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 14 aprile scorso – offrono un quadro aggiornato del giocato complessivo, distinto tra canale fisico e online, a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale.
Dati 2025 – Giocato complessivo (fisico e online)
| Livello | Totale | Online | Fisico |
| Italia | € 165,3 miliardi | € 101,9 mld (61,6%) | € 63,4 mld (38,3%) |
| Veneto | € 9,26 miliardi | € 4,47 mld (48,3%) | € 4,79 mld (51,6%) |
| Prov. Verona | € 1,95 miliardi | € 969,6 mln (49,7%) | € 980,4 mln (50,3%) |
| Comune Verona | € 534,7 milioni | € 248,4 mln (46,5%) | € 286,3 mln (53,5%) |
Dati 2024 – Giocato complessivo (per confronto)
| Livello | Totale | Online | Fisico |
| Italia | € 157,4 miliardi | € 92,1 mld (58,5%) | € 65,3 mld (41,5%) |
| Veneto | € 9,02 miliardi | € 4,02 mld (44,6%) | € 5,0 mld (55,4%) |
| Prov. Verona | € 1,87 miliardi | € 846,3 mln (45,3%) | € 1,02 mld (54,7%) |
| Comune Verona | € 531,8 milioni | € 232,2 mln (43,7%) | € 299,6 mln (56,3%) |
Elementi di riflessione
- A differenza del dato nazionale (dove il giocato online supera il 61%), nel Comune e nella Provincia di Verona il gioco fisico rimane ancora prevalente, superando il 50% del totale.
- Il divario tra fisico e online si sta progressivamente riducendo, allineandosi alla tendenza nazionale.
- I dati sono in continua crescita: tra il 2024 e il 2025 il giocato nel Comune di Verona è aumentato da 531,8 a 534,7 milioni di euro.
Il gioco d’azzardo: la normativa
I dati sul gioco d’azzardo mostrano l’esistenza di un vero e proprio boom in Italia e nei territori. In primo luogo, va sottolineata l’importanza di pubblicare i dati: ciò consente una discussione pubblica adeguata sul fenomeno e rappresenta il primo passo, fondamentale, per compiere scelte legislative ponderate.
“Oggi siamo alla vigilia di un riordino normativo dell’azzardo tanto cruciale quanto delicato. Fino ad ora, in assenza di un quadro normativo nazionale compiuto, sono stati Regioni e Comuni ad intervenire per porre un freno agli effetti negativi del proliferare dell’azzardo sui territori. In questo quadro, sono stati perfezionati strumenti importanti come distanziometro e limiti orari. Un patrimonio di esperienze, validate dalla giurisprudenza amministrativa, da non disperdere”, ha dichiarato Marco De Pasquale dell’Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico durante la conferenza stampa che si è svolta questa mattina.
“Non sono ancora disponibili i testi ufficiali del futuro decreto di riordino, ma alcune richieste sono già note: tra queste, la posizione della Conferenza delle Regioni che chiede, da tempo, una compartecipazione al gettito fiscale dell’azzardo senza vincolo di destinazione. Per tante realtà che si occupano delle ricadute negative dell’azzardo sulla salute delle persone e dei territori, un approccio di questo tipo rappresenterebbe un passo indietro: legare un pezzo dei bilanci delle Regioni al gioco può comportare, nei fatti, un indebolimento delle politiche di prevenzione e contrasto al gioco patologico. La stessa attenzione va mantenuta anche rispetto a distanziometro e limiti orari: eventuali rimodulazioni che consentano una maggiore offerta di gioco sui territori potrebbero comportare un’ulteriore crescita dei consumi di azzardo”, ha concluso Marco De Pasquale.