Presentato il Rapporto UIF 2025: nell’era dell’IA e dell’innovazione tecnologica aumentano i profili di rischio

Martedì 16 Giugno 2026 è stato presentato, a Roma, il Rapporto annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia sulle attività svolte nel 2025. Per Avviso Pubblico era presente il Coordinatore nazionale, Pierpaolo Romani.

I dati relativi al 2025

Nel 2025, la UIF ha ricevuto circa 162.000 segnalazioni di operazioni sospette (SOS), in rilevante aumento rispetto all’anno precedente (+11,5%). L’incremento è dipeso principalmente dalla crescita di SOS connesse con il riciclaggio di proventi riconducibili a truffe e frodi informatiche (31.600 SOS nel 2025).

Tra i soggetti segnalanti:

  • Banche e Poste: +26,8% rispetto al 2024 (è il settore da cui proviene il maggior numero di segnalazioni);
  • Altri intermediari finanziari: -20,3%;
  • Prestatori di servizi di gioco: +13,3% (nel Rapporto si segnalano, tuttavia, carenze nel contributo all’iter segnaletico delle reti di vendita fisica, anche per l’assenza di adeguate iniziative formative e di controllo da parte dei concessionari);
  • Pubbliche Amministrazioni: -58,8% (da 1.264 nel 2024 a 521 nel 2025): l’apporto delle PA resta marginale rispetto al totale complessivo.

Nella distribuzione territoriale delle segnalazioni si conferma il primato della Lombardia, con un’incidenza del 19,5% sul totale, seguita da Campania (12,9%), Lazio (9,8%), Emilia-Romagna (6,9%), Veneto (6,5%), Sicilia (5,6%) e Piemonte (5,5%).

Antiriciclaggio e organizzazioni mafiose

I dati sull’attività della Direzione Investigativa Antimafia evidenziano che le segnalazioni hanno contribuito alla formulazione di oltre la metà delle misure di prevenzione, rappresentando rispettivamente il 70% degli asset sequestrati e il 36% di quelli confiscati. In altri termini, le SOS sono uno strumento centrale per intercettare i beni illecitamente acquisiti dalle organizzazioni mafiose da sottoporre a sequestro e confisca.

Le segnalazioni che appaiono direttamente riconducibili a interessi della criminalità organizzata sono state circa il 14% del totale. Il fenomeno è più ampio se si considerano anche i collegamenti indiretti desumibili dal contesto. Viene evidenziato l’interesse delle organizzazioni criminali per il settore degli appalti, delle energie rinnovabili e delle agevolazioni pubbliche; resta diffuso l’utilizzo di schemi di frodi nelle fatturazioni.

Nell’ambito delle attività di riciclaggio, le analisi confermano ampi collegamenti con i contesti di criminalità organizzata.

Queste considerazioni si saldano con le analisi della UIF sulla debolezza finanziaria delle imprese: uno Studio recente ha, infatti, dimostrato che la probabilità di infiltrazione mafiosa aumenta significativamente in seguito all’insorgere del rischio di insolvenza di un’impresa, in particolare in comparti ad alto rischio di riciclaggio, come l’edilizia e il mercato immobiliare. La criminalità organizzata sembra operare talvolta come finanziatore di ultima istanza, consentendo la continuità di imprese che non sarebbero competitive in un mercato sano.

I nuovi profili di rischio nell’era dell’IA

La Presentazione del Direttore della UIF si concentra, in modo significativo, sui nuovi profili di rischio connesse con le innovazioni tecnologiche.

I tradizionali fattori di rischio (corruzione, estorsione, evasione fiscale, narcotraffico, reati societari, gioco d’azzardo, traffico illecito di rifiuti, truffa e usura) assumono nuove connotazioni a seguito dell’innovazione finanziaria e tecnologica: l’aumento delle transazioni online, l’espansione dei servizi digitali, l’innovazione nei servizi di pagamento e l’affermarsi dell’IA hanno trasformato i rischi esistenti, contribuendo ad accrescere la complessità delle attività criminali.

Anche le criptoattività risultano sempre più utilizzate a fini di riciclaggio. Le loro caratteristiche (ampia eterogeneità, opacità delle identità, scarsa tracciabilità) le rendono particolarmente critiche.

Gli schemi di riciclaggio e gli alert della UIF

La presentazione evidenzia alcuni schemi di riciclaggio da tenere costantemente monitorati:

  • Condotte di riciclaggio connesse con l’indebita percezione di misure pubbliche di sostegno (con il coinvolgimento, tra l’altro, di consulenti, professionisti e dipendenti infedeli);
  • SOS connesse con contesti corruttivi, in particolare nell’ambito degli appalti: schemi operativi complessi con cui si occultano indebite utilità a esponenti politici e funzionari della Pubblica amministrazione con ruoli decisionali su agevolazioni e appalti pubblici. In questo senso la UIF ha pubblicato una specifica Comunicazione sulla prevenzione di attività illecite connesse con agevolazioni e contratti pubblici;
  • Pratiche di “professional money laundering”: si tratta di schemi transfrontalieri complessi, che utilizzano criptoattività, virtual IBAN e carte virtuali e che sfruttano arbitraggi normativi per compiere processi di riciclaggio mediante il trasferimento di risorse finanziarie verso altri paesi;
  • Operazioni di riciclaggio basate sulla creazione e sulla circolazione di crediti fiscali generati artificiosamente.

Infine, il Direttore della UIF ha ricordato che dal 1° Luglio 2026 saranno in vigore le nuove Istruzioni per la rilevazione e la segnalazione di operazioni sospette (rivolte agli intermediari bancari e finanziari, agli altri operatori finanziari, ai professionisti, agli operatori non finanziari, ai prestatori di servizi di gioco, agli operatori compro oro, ai soggetti operanti nella gestione di strumenti finanziari).

Qui il video della presentazione, il testo della relazione del Direttore della UIF e il Rapporto completo

 

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