Per rendere “carta viva” la Costituzione italiana, Istituzioni e Scuole lavorano insieme. Un contributo di Giusy Rosato

Il voto referendario ha restituito un dato fondamentale: la partecipazione democratica dei giovani. Le nuove generazioni hanno scelto di esprimere la volontà di difendere o di rinnovare gli articoli della Costituzione. La consapevolezza parte dall’impegno autonomo, ma anche dai diversi percorsi che si attivano sul tema nelle scuole. Uno di questi è “Un cammino nella Costituzione”, progetto promosso e condiviso dalla Prefettura di Cremona, in dialogo con la Provincia, i Comuni di Cremona, Crema e Casalmaggiore, la Camera di Commercio Cremona-Mantova-Pavia e l’Associazione Industriali. I destinatari sono studenti e cittadinanza. Ne racconta il valore la coordinatrice tecnica, docente di Lettere del Liceo “D. Manin” di Cremona.

“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità”. Così si rivolgeva Piero Calamandrei agli studenti milanesi nel suo famoso discorso sulla Costituzione del 1955.

Impegno, spirito, volontà, responsabilità: una quaterna armonica su cui la Prefettura di Cremona, in dialogo con la Provincia, i Comuni di Cremona, Crema e Casalmaggiore, la Camera di Commercio Cremona-Mantova-Pavia e l’Associazione Industriali ha riflettuto per strutturare un percorso“Un cammino nella Costituzione” appunto – che accompagnasse studenti, docenti e dirigenti scolastici, quindi, l’intera comunità cittadina verso gli 80 anni della Repubblica.

La Prefettura, in quanto rappresentanza territoriale del Governo, funge da ponte tra le Istituzioni centrali e i cittadini. In questo contesto, si sono volute aprire le porte del “palazzo” per mostrare che lo Stato non è un’entità astratta, ma un insieme di funzioni al servizio della comunità.

Il cammino si concentra sui principi fondamentali e sui diritti/doveri dei cittadini, con una selezione di articoli della nostra Costituzione, che costituiscono il fulcro intorno a cui incentrare, di volta in volta, lo sviluppo dell’incontro stesso, a seconda dei temi affrontati.

Il progetto

Sedici incontri coordinati dalla Prefettura, iniziati nel settembre 2025 che si concluderanno a giugno 2026, diventano trama e ordito di un racconto che fa dialogare il passato con il presente, la Storia con l’attualità, i Padri e le Madri Costituenti con gli uomini e le donne di oggi, in uno scenario politico, economico, sociale, culturale complesso e variamente articolato.

Qui il programma degli incontri

Non un evento sporadico, non una celebrazione formale, ma un vero e proprio “viaggio” didattico e istituzionale per rendere la Costituzione una “carta viva” nelle mani delle nuove generazioni.

Un cammino di consapevolezza verso il 2 giugno 2026, tappa dopo tappa, tessera dopo tessera, in un mosaico di conoscenza, di apprendimento, di ricostruzione storica, anche attraverso l’esame degli interessantissimi lavori preparatori dell’Assemblea Costituente. Un lavorio cavilloso, di cesello, che non è però orpello, ma sostanza, perché dietro la scelta di ogni singola parola della nostra Carta Costituzionale ci sono fiumi di discussioni, confronti, scontri, dibattimenti, dispute, intese.

L’Assemblea Costituente fu un vero e proprio “laboratorio” di democrazia, dove diverse anime politiche – comunisti, socialisti, democristiani, liberali – decisero di mettere da parte i propri conflitti ideologici per scrivere le regole del vivere comune.

Oggi, guardando verso giugno 2026, l’Assemblea Costituente ci insegna che la democrazia non è l’assenza di contrasti, ma la capacità di trasformare il conflitto in dialogo attraverso regole condivise.

Senza quel lavoro corale, l’Italia non avrebbe avuto la struttura per rialzarsi dalle macerie della guerra e del fascismo. Quale grande lezione di vita, quale grande eredità ci consegna!

La sinergia con le scuole

Coinvolgere le scuole in questo percorso garantisce che la memoria storica si trasformi in cittadinanza attiva. L’obiettivo principale è far capire ai ragazzi che la democrazia non è una conquista scontata, ma un esercizio quotidiano di partecipazione. Il dialogo tra Scuole e Istituzioni non è una semplice integrazione del programma di Educazione Civica, ma il tentativo di trasformare lo studente da “spettatore” a protagonista della vita pubblica.

In vista degli 80 anni della Repubblica, questo rapporto si sta intensificando per passare dalla teoria dei libri alla pratica della cittadinanza. La sfida verso l’ottantesimo anniversario è evitare la celebrazione polverosa. Il dialogo serve a far sentire ai ragazzi che la res publica è anche loro.

Quando un Prefetto entra in una scuola o un insegnante entra in Prefettura, non a caso, la coordinatrice tecnica del progetto sono io, docente di Lettere del Liceo “D. Manin” di Cremona, avviene un passaggio di testimone importantissimo: la difesa della democrazia passa dai Padri e dalle Madri costituenti ai cittadini e alle cittadine di domani.

La comunione d’intenti tra Prefettura e mondo della Scuola rappresenta un’alleanza strategica fondamentale: da un lato, l’istituzione che garantisce la coesione dello Stato sul territorio; dall’altro, l’istituzione che forma le coscienze. Insieme, trasformano l’Educazione alla cittadinanza da materia scolastica a vera e propria esperienza di vita. La Scuola ha il compito di istruire, la Prefettura quello di garantire. Insieme, hanno il compito di ispirare.

 

* docente di Lettere del Liceo “D. Manin” di Cremona
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