Narrare le mafie, il progetto del Comune di Bologna in collaborazione con Avviso Pubblico

La conoscenza del fenomeno criminale e mafioso è il solo modo per difendersi da chi ogni giorno impone regole distorte e propone affari sporchi. Con questo presupposto nasce il progetto del Comune di Bologna “Narrare le mafie. Sguardi sul contemporaneo tra azioni di contrasto e valorizzazione della cultura della legalità”, realizzato nell’ambito di un Accordo di programma con la Regione Emilia-Romagna sostenuto dalla Legge regionale n. 18/2016, con il patrocinio di Avviso Pubblico e in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna.

Il progetto ha come obiettivo principale quello di porre al centro dell’azione di contrasto ai fenomeni criminali la formazione trasversale. Nel territorio emiliano-romagnolo la presenza delle organizzazioni mafiose è sempre stata silente e poco percepita. Nonostante i processi tenutisi nella nostra città, come ad esempio Black Monkey, la cittadinanza a tutti i livelli non ha saputo avvertire il pericolo della sempre più crescente infiltrazione mafiosa e, negli anni, il suo progressivo radicamento. Ciò che emerge anche dalla maxi inchiesta Aemilia è proprio il massiccio coinvolgimento di professionisti e mondo politico, che in particolare la ‘ndrangheta ha saputo sfruttare a proprio vantaggio, arricchendosi e facendo affari, inquinando la nostra economia e la nostra democrazia.

In questo scenario il Comune di Bologna ha scelto di puntare su giovani e professionisti, futuro e presente di un mondo economico e sociale che ha bisogno di informazioni e strumenti in continuo aggiornamento per contrastare i fenomeni mafiosi e portare avanti una cultura della legalità, necessaria per diventare ed essere cittadinanza attiva e responsabile.

Il progetto Narrare le Mafie è articolato in due azioni formative fondamentali.

La prima è la creazione di un Osservatorio permanente per la legalità e il contrasto alla criminalità organizzata del Comune di Bologna, un organismo con funzioni consultive, propositive, centro studio, ricerca, documentazione, formazione e iniziativa sociale a sostegno della legalità e contrasto alle diverse forme di criminalità organizzata nei vari settori della vita economica e amministrativa del nostro territorio comunale. L’Osservatorio, proprio in virtù della sua funzione di strumento utile per le attività comunali a sostegno di azioni di promozione della legalità e di prevenzione dei fenomeni criminali, sarà composto da diverse figure. Ne faranno parte i rappresentanti delle istituzioni pubbliche, i dirigenti dei settori amministrativi interessati alle attività e ai progetti in seno all’Osservatorio stesso; le associazioni del terzo settore dedicato ai suddetti temi del territorio; le associazioni di categoria professionali, economiche e non, del territorio; le organizzazioni sindacali; la Prefettura e le forze dell’ordine a tutti i livelli.

L’osservatorio vuole essere uno strumento in grado di attuare un maggiore controllo del territorio e un coordinamento tra tutti gli attori sociali e istituzionali, che ne condividono gli obiettivi e modalità di realizzazione attraverso la definizione di strumenti e misure, che non solo tutelino i cittadini e i beni comuni, ma che impediscano tentativi di corruzione, turbativa negli appalti o traffici illeciti nel nostro territorio. La sinergia tra i vari soggetti coinvolti fa si che questo organismo sia anche e soprattutto uno strumento di vigilanza su tutte le attività che possano essere appetibili per la criminalità organizzata.

Nell’ambito dell’osservatorio verranno organizzati incontri di formazione per professionisti, amministratori e ai docenti universitari, con il riconoscimento di crediti formativi.

La seconda azione formativa è quella rivolta agli studenti e alle loro famiglie con il percorso Educalè.

Nella scorsa edizione il progetto Educalè ha ottenuto risultati importanti: più di 900 adolescenti bolognesi hanno partecipato ai percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva e responsabile, organizzati dal Comune di Bologna e cofinanziati dalla Regione Emilia-Romagna, in nove istituti scolastici, un ente di formazione professionale e quattro centri di aggregazione giovanile. Risultati ottenuti grazie alla professionalità e alla dedizione delle realtà vincitrici del bando, che hanno coinvolto i ragazzi in attività info-formative di qualità e capaci di far sentire loro l’importanza del tema, e grazie all’impegno degli insegnanti coinvolti, che hanno ancora una volta dimostrato la volontà e l’esigenza, soprattutto in particolari contesti scolastici, di affrontare tematiche complesse. Quest’anno sono già 26 le scuole che hanno manifestato la loro volontà di partecipare ai laboratori.

Attraverso la discussione e il confronto ragazze e ragazzi hanno assunto maggiore consapevolezza e conoscenza dei fenomeni criminali che ribaltano le regole e le leggi e che possono intaccare e distruggere la loro quotidianità. I lavori portati durante la giornata dedicata alla restituzione del progetto hanno dimostrato che i ragazzi, ancora una volta, sono la testimonianza reale e concreta che la cultura è la risposta più forte contro l’illegalità.
Questi risultati hanno spinto il Comune a proseguire il percorso avviato lo scorso anno e molto richiesto dalle scuole. Il progetto mira non solo ad aumentare nei giovani la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno mafioso, ma grazie agli elaborati degli studenti, attraverso l’utilizzo di linguaggi non convenzionali, punta soprattutto a diffondere conoscenza e consapevolezza a un pubblico più vasto. In particolare quest’anno, sostenuti dalle richieste di alcuni insegnanti, si punterà a un coinvolgimento delle famiglie e agli alunni dell’ultimo anno della scuola primaria.

Anche quest’anno il percorso formativo sarà articolato in diversi moduli, toccando argomenti fondamentali come la Costituzione quale strumento primario di rispetto delle regole della convivenza democratica e del principio di legalità, l’approfondimento della conoscenza delle mafie italiane e straniere e il ruolo della criminalità mafiosa nei grandi settori di impresa, con un focus sul riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata come buona prassi di riscatto sociale.

Il progetto vedrà tutti gli studenti partecipanti insieme il 3 dicembre, al Teatro Testoni Ragazzi, per assistere allo spettacolo “Gli onesti della banda”, liberamente tratto dalla sceneggiatura della “Banda degli Onesti” di Age e Scarpelli, reinterpretato da Nest Napoli est teatro e Casa del Contemporaneo.

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