Minacce, insulti, aggressioni e omicidi in Puglia. Avviso Pubblico: “Strategia mafiosa per indebolire il tessuto democratico”

Avviso Pubblico esprime forte preoccupazione per la lunga sequenza di minacce, aggressioni, incendi dolosi e insulti, spesso a sfondo sessista, che negli ultimi mesi hanno colpito amministratrici e amministratori locali in tutta la Puglia.

A rendere ancora più grave il quadro è il recente omicidio avvenuto a Bisceglie, episodio drammatico e non isolato, che riporta alla memoria uno dei periodi più oscuri della storia nazionale, quando il controllo del territorio e le guerre di mafia si consumavano attraverso una violenza cieca, sfrontata e diffusa.

“Colpire candidati alle elezioni, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni e seminare terrore nelle città, fino al punto da far percepire come insicuro qualsiasi luogo della vita quotidiana, è il sintomo del senso di impunità e onnipotenza con cui le organizzazioni criminali tentano di riaffermare il proprio potere. Una strategia che punta a intimidire chi esercita funzioni pubbliche e a indebolire il tessuto democratico e civile delle comunità locali”, dichiara il coordinatore regionale Pierpaolo d’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo. “Tocca a noi e a tutta la società civile organizzare una risposta forte e concreta, capace di unire istituzioni, cittadini e realtà associative in un fronte comune di legalità e partecipazione. Solo attraverso l’impegno condiviso, il coraggio quotidiano e la fiducia nei valori democratici sarà possibile respingere ogni forma di intimidazione e costruire comunità più sicure, coese e libere.”

“La nostra rete esprime una ferma condanna di questi atti e auspica che le forze dell’ordine, la magistratura e le istituzioni di governo intervengano con determinazione per affrontare quella che appare ormai una vera emergenza democratica e sociale”, continua il coordinatore per la provincia di Bari Corrado De Benedittis, sindaco di Corato.

La preoccupazione cresce ulteriormente alla luce dell’avvio della campagna elettorale per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. Secondo i dati raccolti da Avviso Pubblico in sedici anni di monitoraggio del fenomeno degli amministratori sotto tiro, le campagne elettorali rappresentano uno dei momenti più delicati e vulnerabili per chi si candida a ricoprire incarichi pubblici. Dal 2010 al 2025 sono stati censiti oltre 6mila atti intimidatori nei confronti di amministratori locali e più di 400 hanno riguardato candidati e candidate.

Particolarmente esposti risultano i piccoli Comuni e i territori che hanno vissuto scioglimenti per infiltrazioni mafiose, contesti nei quali le organizzazioni criminali tentano spesso di recuperare consenso, influenza e controllo del territorio attraverso intimidazioni, pressioni e gestione del voto di preferenza. Un clima politico e sociale sempre più esasperato, in cui la competizione democratica rischia di trasformarsi in conflitto aggressivo e delegittimazione personale

È fondamentale mantenere alta l’attenzione istituzionale e sociale su ogni episodio di minaccia, violenza o pressione nei confronti di chi svolge un ruolo pubblico. Difendere amministratori, candidati e cittadine e cittadini significa proteggere la qualità della nostra democrazia e il diritto delle comunità a vivere libere dalla paura e dai condizionamenti criminali.

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