Minacce al sindaco di Collegno Matteo Cavallone: la solidarietà di Avviso Pubblico

Avviso Pubblico esprime ferma condanna per le gravi minacce rivolte al sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, e manifesta piena solidarietà e vicinanza a lui, alla sua famiglia – colpita direttamente insieme a lui da queste intimidazioni – e all’intera comunità di Collegno.

Si tratta di un episodio particolarmente preoccupante perché le minacce non si limitano a colpire il sindaco nel suo ruolo istituzionale, ma investono la sua sfera privata e familiare. Un salto di qualità nell’intimidazione che mira a colpire la persona oltre che la funzione pubblica che rappresenta.

Questi atti non riguardano solo chi amministra, ma colpiscono l’intera comunità, perché tentano di condizionare la libertà e l’autonomia delle istituzioni democratiche e di intimidire chi svolge con responsabilità il proprio mandato pubblico.

«Quanto accaduto al sindaco di Collegno conferma, purtroppo, quanto il fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali sia ancora diffuso e preoccupante. In questo caso colpisce in modo particolare il fatto che, per vicende che non rientrano direttamente nelle competenze dell’amministrazione comunale, si sia arrivati a una minaccia esplicita nei confronti del sindaco, dei suoi familiari e della sua rete personale, con riferimenti persino alla sua residenza. Si tratta di un segnale molto grave, che dimostra come questi episodi mirino sempre più spesso a condizionare le scelte amministrative e a intimidire chi esercita funzioni pubbliche», afferma Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico.

«Per questo ribadiamo la necessità di mantenere alta l’attenzione e di rafforzare concretamente gli strumenti di tutela per gli amministratori locali. Episodi come questo dimostrano ancora una volta quanto sia fondamentale confermare lo stanziamento del fondo del Viminale da sei milioni di euro destinato al sostegno degli amministratori locali vittime di intimidazioni. Allo stesso tempo, rivolgiamo un appello alle forze dell’ordine e alla magistratura affinché sia posta la massima attenzione all’insieme delle circostanze che portano a questi atti, così da individuare rapidamente i responsabili e garantire piena tutela alle istituzioni democratiche», conclude Montà.

Nel suo Rapporto Amministratori sotto tiro, in 15 anni Avviso Pubblico ha censito in Piemonte 167 atti di intimidazione e minaccia, attestandosi all’undicesimo posto della macabra classifica. La provincia più bersagliata è Torino con 116 casi (quattordicesima a livello nazionale). Mentre ad essere colpiti sono stati finora 67 comuni della regione nell’arco del quindicennio, ovvero il 6% del totale presenti sul territorio regionale. Per saperne di più vai sul sito www.avvisopubblico.it e scarica gratuitamente il rapporto Amministratori sotto tiro.

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