Indice di Percezione della Corruzione: nella classifica di Transparency International, l’Italia perde un punto rispetto all’anno scorso

Il 10 Febbraio si è tenuta, a Roma, la presentazione dell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) per il 2025 stilato come ogni anno da Transparency International.

Cos’è il CPI? Il CPI è l’Indice di Percezione della Corruzione. Le misurazioni percettive, viene spiegato dal Presidente della sezione italiana Michele Calleri, hanno limiti e vantaggi: esse, in particolare, offrono un filo rosso tra numerosi paesi con ordinamenti giuridici differenti. L’Indice percettivo consente, dal 2012, di comparare i dati provenienti da tredici fonti esterne relativi a Paesi e contesti molto diversi tra loro. I punteggi riflettono, nello specifico, le opinioni di esperti e di imprenditori (non sono interviste a tutta la popolazione).

Cosa emerge dal CPI 2025? Il dato principale è un arretramento complessivo della lotta e della prevenzione alla corruzione.

Globalmente, la percezione della corruzione è in aumento anche nelle democrazie cd. più evolute. Il punteggio medio globale è di 42 su 100, il livello più basso negli ultimi dieci anni. Sono solo 5 i Paesi al mondo con un punteggio superiore a 80 (su 100): erano 12 dieci anni fa. 122 Paesi monitorati su 182 hanno un punteggio inferiore a 50. Tra i Paesi più virtuosi emergono Danimarca, Finlandia, Singapore, ma anche questi hanno visto scendere il loro punteggio.

In Europa, dal 2012 a oggi, tredici Paesi hanno registrato un peggioramento significativo, mentre solo sette hanno ottenuto miglioramenti di rilievo. A dicembre 2025, l’Ue ha raggiunto un accordo provvisorio sulla Direttiva Anticorruzione e questo potrebbe aiutare a invertire la tendenza. Per l’Europa Occidentale e l’Unione Europea il punteggio medio è di 64 su 100.

L’Italia conferma la 52esima posizione su 182 Paesi (come l’anno scorso) e ha un punteggio di 53/100, in calo di un punto rispetto al 2024.

La tendenza è chiara: nel 2012 l’Italia aveva 42 punti; il massimo è stato raggiunto tra il 2021 e il 2023 con 56 punti (in un trend costante di crescita). Dal 2024 è iniziata la discesa: l’anno scorso a 54 punti e quest’anno a 53 punti su 100.

Quali sono i punti di attenzione sull’Italia? Secondo Transparency International, i punti di attenzione sull’Italia riguardano:

  • L’indebolimento delle misure anticorruzione tra cui la depenalizzazione dell’abuso d’ufficio. L’Italia ha anche contrastato, nel 2025, l’inserimento dell’abuso d’ufficio tra i reati perseguiti nell’UE tramite la Direttiva Anticorruzione.
  • La perdurante assenza di una disciplina sul lobbying. È stata approvata alla Camera una proposta in prima lettura, ma l’assenza di una disciplina ad oggi resta un punto debole. C’è un reato (traffico di influenze illecite), per cui la parte “patologica” in qualche modo è considerata, ma manca ancora una disciplina completa su questo.
  • La mancanza di una disciplina sul tema del conflitto in interessi e la sospensione del registro dei titolari effettivi.

Qui sono disponibili i dettagli sul Report presentato.

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