Inchiesta sul voto di scambio in Calabria. Avviso Pubblico: può e deve esistere una politica senza rapporti con la mafia

Se non può esistere mafia senza rapporti con la politica, può e deve esistere una politica senza rapporti con la mafia. Avviso Pubblico ribadisce con forza questo principio alla luce di quanto sta emergendo dall’inchiesta svolta in Calabria dai carabinieri del Ros e dalla procura di Reggio Calabria, da cui emerge un articolato sistema di voto di scambio, gestito da noti rappresentanti delle ’ndrine in accordo con alcuni candidati politici, in occasione delle elezioni regionali e comunali del 2020.

Le intercettazioni rese note restituiscono l’immagine dell’ennesimo spaccato nel quale il voto, diritto/dovere di ogni cittadino, viene considerato una merce di scambio per poter mantenere privilegi o arrogarsene ulteriori da parte delle organizzazioni mafiose del territorio e allo stesso tempo un mezzo per assicurare posizioni di prestigio a quei rappresentanti politici che chiedono la mediazione a coloro di cui conoscono il potere criminale. Non mancano gli attacchi diretti a giornalisti che tale realtà, attraverso un lavoro libero e competente, aiutano a far emergere.

“Ringraziamo le forze di polizia e la magistratura per l’importante lavoro che hanno svolto e che stanno svolgendo – ha dichiarato il Coordinatore regionale di Avviso Pubblico, Giuseppe Politanò – e manifestiamo la nostra vicinanza e il nostro sostegno ai giornalisti e agli amministratori locali che in terra di Calabria tengono la schiena dritta e praticano il loro lavoro nel rispetto dei principi e dei valori della Costituzione nonché della deontologia professionale”.

“Come ripetuto recentemente in un Appello che Avviso Pubblico ha lanciato insieme a Libera ai candidati e alle candidate, tocca alle forze politiche scegliere con responsabilità le persone da inserire nelle liste elettorali e ai cittadini di votare con attenzione persone oneste e competenti. Laddove c’è trasparenza, partecipazione civica e informazione libera le mafie perdono. Sempre”, ha concluso Politanò.

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