Corruzione e appalti, il rapporto ANAC: in oltre sei anni 141 procedimenti e 994 persone coinvolte

Sono 141 i procedimenti penali relativi a fenomeni corruttivi negli appalti pubblici esaminati da ANAC tra il gennaio 2020 e il maggio 2026. È il dato centrale del rapporto “Corruzione e appalti in Italia: Analisi gennaio 2020 – maggio 2026”, che analizza le vicende giudiziarie comunicate all’Autorità e non intende rappresentare la dimensione complessiva della corruzione nel Paese.

I procedimenti, provenienti da 100 Procure, coinvolgono 994 persone, 490 imprese, 212 stazioni appaltanti e 533 contratti.

Fra i reati rilevati, il più frequente è la turbativa della gara o del procedimento di scelta del contraente, che rappresenta il 28,3% dei casi. Seguono la corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio (22,2%) e la corruzione dal lato del privato (21,2%). Mentre il settore più esposto è quello dei lavori pubblici, dove si concentra oltre il 40% delle vicende analizzate. A seguire i servizi e le forniture.

La fotografia di ANAC mostra una particolare esposizione al fenomeno degli enti locali. I Comuni sono coinvolti in 98 delle 212 stazioni appaltanti analizzate, pari al 46,2%. Se si aggiungono gli altri enti territoriali, si arriva a quasi il 53% del totale. Gli enti pubblici sanitari rappresentano il 20,8%, le società pubbliche il 14,2%.

ANAC evidenzia inoltre come le condotte corruttive si realizzino solo raramente attraverso forme di costrizione esercitate dal soggetto pubblico e, più frequentemente, attraverso un accordo tra le parti: è il privato a offrire o promettere denaro o altre utilità e il pubblico ufficiale ad accettare la dazione o la promessa.

“La molteplicità e durata degli accordi illeciti è anche suffragata dalla presenza, in svariate situazioni, di una pluralità di appalti indiziati affidati nel corso anche di più anni. Poche sono le vicende isolate“, scrive ANAC.

Significativo è anche il dato sulle persone coinvolte all’interno delle stazioni appaltanti: il 79% sono funzionari e dipendenti, mentre il 21% appartiene agli organi politici. Un elemento che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare competenze, controlli e presìdi di prevenzione lungo tutte le fasi delle procedure di gara.

La Sicilia concentra quasi il 24% dei procedimenti, seguita da Campania (oltre 18%), Lombardia (10,4%), Lazio (9,6%) e Puglia (8,1%).

ANAC invita tuttavia a leggere con cautela la distribuzione territoriale: un numero basso di procedimenti, infatti, non significa necessariamente una minore presenza del fenomeno, poiché l’analisi riguarda esclusivamente i casi emersi e comunicati all’Autorità giudiziaria.

In questo quadro gli estensori del rapporto insistono sulla centralità dell’attività di prevenzione. Tra il 2020 e il maggio 2026 ANAC ha rilasciato 5.773 pareri su 1.687 procedure di affidamento, relative a opere e servizi per un valore complessivo superiore a 2,5 miliardi di euro. Nelle procedure sottoposte ad alta sorveglianza, rileva l’Autorità, non sono emersi casi di corruzione accertata.

La fotografia restituita dal rapporto conferma quindi l’importanza di affiancare alla repressione dei reati un sistema efficace di prevenzione, formazione, trasparenza e controllo, soprattutto negli enti chiamati ogni giorno a gestire risorse pubbliche e procedure di appalto.

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