E’ disponibile online e a breve in libreria il monografico “Giovani, fiducia e devianza nelle periferie. Conoscere per intervenire.” Il testo, promosso da Avviso Pubblico, curato dai professori Roberto Cornelli e Isaia Sales, inaugura la collana AP-profondimenti con la casa editrice Erikson. Nella prefazione, Roberto Montà e Andrea Bosi spiegano perché, con questa opera, si voglia fornire un contributo di idee, di esperienze e di proposte nel dibattito pubblico sulla condizione giovanile.
Occuparsi dei giovani e della loro condizione di vita, attuale e futura, dovrebbe essere uno dei compiti prioritari della politica. A partire da quella che si esercita a livello locale, nei Comuni, le istituzioni più vicine alla cittadinanza. La famiglia in cui nascono, le relazioni che coltivano, le opportunità e gli spazi aggregativi che un territorio gli offre o gli nega, la scuola, l’università, le associazioni e i circoli che frequentano o meno, sono elementi che contribuiscono a formare il carattere e la cultura delle giovani generazioni.
Da tempo, purtroppo, la politica si occupa poco dei giovani e della loro condizione di vita. E quando lo fa, parte generalmente da una situazione di criticità. Negli ultimi tempi, ad esempio, i giovani sono divenuti oggetto di attenzione politica e mediatica per il cosiddetto fenomeno delle “baby gang”, per l’uso di armi da taglio a scuola, per la “movida” che genera risse e tafferugli nei centri urbani, per il bullismo, particolarmente presente in ambito scolastico.
Si tratta di fatti gravi che meritano la massima attenzione: ma i giovani sono soltanto questo? I ragazzi che compiono gesti sbagliati e reati particolarmente gravi sono da classificarsi, sic et simpliciter, “delinquenti” da punire severamente? Non vanno, forse, ascoltati, seguiti, accompagnati e, quando serve, anche curati?
Partiamo dai dati
I giovani sono pochi e, secondo le proiezioni demografiche, saranno sempre di meno. In Italia, la popolazione giovanile è stimata attorno ai 12 milioni di persone. Al 1° gennaio 2025, secondo l’Istat, i residenti tra gli 11 e i 19 anni erano poco più di 5 milioni e rappresentavano l’8,7% della popolazione residente, contro una media europea del 9,5%. Secondo uno studio della Cgia di Mestre, tra il 2014 e il 2024, la popolazione italiana nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni è diminuita di quasi 750 mila unità.
L’inverno demografico dimostra come in vent’anni l’Italia ha perso oltre un quinto dei giovani, diventando ultima in Europa per la presenza di under 35, com’è evidenziato nel Rapporto curato dal Consiglio nazionale di giovani e dall’Agenzia italiana per la gioventù.
La vita dei giovani di oggi, pur ricca di opportunità formative e accompagnata da uno sviluppo tecnologico, tanto significativo quanto rischioso, non è particolarmente facile. Insieme a tanti che si impegnano, studiano, lavorano e fanno volontariato, vi sono molti ragazzi e molte ragazze, purtroppo, che abbandonano la scuola prima di avere completato il ciclo di studi, diventando manovalanza criminale in certi contesti o Neet in altri.
Altri soffrono di disturbi mentali, non riescono a gestire la loro rabbia e fragilità e, insieme alle loro famiglie, faticano a trovare persone e strutture idonee ad affrontare i loro casi; altri ancora, per allontanare sofferenze e crisi o alla ricerca di un divertimento basato sullo sballo, abusano di sostanze stupefacenti, che è sempre più facile trovare e acquistare a basso prezzo grazie ad un’efficace politica di marketing mafioso. Altri ancora, trovano lavori che non corrispondono agli studi svolti. Spesso si tratta di impieghi precari, discontinui e sottopagati che non garantiscono né un’esistenza dignitosa nel presente né una pensione futura.
Più di un milione di giovani in Italia vive in povertà e quest’ultima è anche culturale oltre che materiale. Tutto questo rende difficile il cammino verso una condizione di vita autonoma dalla famiglia di origine e la costruzione del proprio futuro. Per questo, ad esempio, tanti giovani talentuosi – 78 mila solo nel 2024, secondo un rapporto del Cnel – decidono di varcare i confini nazionali, mettendo così a disposizione le loro intelligenze e le loro competenze in favore di altri paesi europei o extraeuropei. Una perdita di capitale enorme, sociale, intellettuale oltre che economico.
A fronte di questo scenario, stimolato dal suo Comitato scientifico, Avviso Pubblico ha sentito forte il bisogno di svolgere un’analisi e di pubblicare un libro sulla condizione giovanile, con un focus particolare sulla devianza e le periferie, mettendo in evidenza non solo le criticità, ma anche le esperienze e le progettualità positive messe in atto, in diversi parti d’Italia, in Comuni grandi e piccoli.
Grazie al prezioso lavoro di curatela svolto dal Prof. Roberto Cornelli e dal Prof. Isaia Sales, e con il contributo di validi studiosi e rappresentanti di realtà del terzo settore, Avviso Pubblico ha realizzato un libro – che inaugura la collana AP-profondimenti con la casa editrice Erikson – che contiene e mette a disposizione conoscenze ed esperienze utili per tutti coloro che amministrano un territorio.
Il libro è anche uno strumento pensato per contribuire a dare forza e autorevolezza alla pratica della politica, a valorizzare le competenze, a trasformare la speranza in concreta possibilità di cambiamento, ad allontanare la rassegnazione e l’indifferenza.
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Questo libro, tuttavia, è stato immaginato anche per stimolare un dibattito pubblico sulla condizione dei giovani e delle periferie e sul ruolo degli enti locali, partendo da alcune convinzioni. I giovani sono una risorsa, prima che un problema. Le periferie sono luoghi di vita dove ci stanno tante persone oneste e non possono essere considerate luoghi dimenticati, posti insicuri o ghetti in cui confinare alcuni ceti sociali.
Gli enti locali, che rappresentano l’ossatura della democrazia, non possono continuare ad accettare che le risorse messe a loro disposizione siano progressivamente ridotte ad ogni legge di bilancio, quando nelle relazioni ufficiali del Ministero dell’economia e delle finanze si legge che l’economia non osservata – sommerso economico ed economia illegale – ha un valore superiore a quello del PNRR.
I Comuni, in particolare, sono il campo in cui si gioca una partita che ha nella prevenzione e nella coesione sociale la sfida per una reale ricomposizione di territori sempre più fragili.
Purtroppo, insieme alla riduzione delle risorse, tanti amministratori locali devono affrontare anche una strumentale diffusione di un clima di paura e insicurezza che, da una parte, viene utilizzato per alimentare un malsano consenso e, dall’altra, genera sfiducia nella politica e nelle istituzioni, trasformandosi in rabbia sociale e in azioni di minaccia e intimidazione verso i rappresentanti istituzionali.
Prestare attenzione ai giovani e alle periferie, cercando di prevenire la devianza, significa tante cose, tra cui: l’investire sul lavoro di networking per creare reti di impegno organizzato e investire sulle politiche sociali; la progettazione dell’urbanistica e la possibilità di offrire spazi di aggregazione attrezzati in cui opera personale adeguatamente formato; il rafforzamento della presenza sul territorio di assistenti sociali, educatori, psicologi; l’attivazione di serie politiche di accoglienza e di integrazione; il coniugare, in modo equilibrato, prevenzione e repressione.
Tutto questo può aiutarci a vivere meglio, a costruire comunità solidali, educanti e coese, a ridurre il senso di insicurezza che pervade tanta parte della popolazione. Da ultimo, a dare speranza per il futuro dei giovani. Si tratta di una sfida importante, che dobbiamo avere il coraggio di iniziare a mettere in atto da subito, anche se oggi viviamo un tempo in cui le relazioni tra gli stati e le persone tendono ad essere regolate dalla forza piuttosto che dal rispetto delle regole. Tuttavia, come ha scritto il premio Nobel per la lettura Anatole France “per realizzare grandi cose non dobbiamo solo agire, ma anche sognare. Non solo progettare, ma anche credere”.
*Presidente di Avviso Pubblico
**Vicepresidente di Avviso Pubblico, delegato al progetto AP-profondimenti