TORNA LA PAURA DELLE BOMBE A MONTE SANT’ANGELO (FOGGIA): LA SOLIDARIETÀ DI AVVISO PUBBLICO AL SINDACO E A TUTTA LA COMUNITÀ

«Il danno più grande siete voi criminali: voi che piazzate bombe, voi che delinquete, voi che pensate di farci paura con atti intimidatori», è il lucido sfogo di Pierpaolo D’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo (Foggia) e coordinatore di Avviso Pubblico per la Puglia, all’episodio di violenza, probabilmente di matrice mafiosa, che ha scosso la città la notte scorsa. Un boato, infatti, ha squarciato la notte di Monte Sant’Angelo (Foggia), svegliata dall’esplosione di una bomba che ha dilaniato l’ingresso di una farmacia. È il ritorno preoccupante delle bombe a scopo intimidatorio nella cittadina protagonista di numerosi episodi di minacce.

L’ordigno, che ha causato ingenti danni alla farmacia, potrebbe però essere un messaggio indiretto. La titolare del negozio, infatti, è la compagna del comandante della locale stazione dei carabinieri. «Sono andato a trovare Raffaella (questo il nome della proprietaria) per far sentire forte la nostra vicinanza e quella di tutta la comunità – ha spiegato ancora il sindaco D’Arienzo in un post Facebook che in poche ore è diventato virale –. Assieme ai suoi collaboratori, era già intenta a risistemare per tornare subito a lavorare. Aveva la voce tremante, ma nonostante tutto è pronta a ripartire. Le ho detto che non è sola, che non sono soli e che tutta la Città è con loro».

«Alla farmacista, al sindaco D’Arienzo e all’intera comunità di Monte Sant’Angelo va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Un pensiero anche ai militari dell’Arma che in queste ore stanno indagando sull’accaduto e l’auspicio che i responsabili siano individuati quanto prima», è il commento del sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio, Vicepresidente di Avviso Pubblico. «Quello che è successo la notte scorsa è incredibile ma non tanto – prosegue Abbaticchio –. Lo avevamo preannunciato. Il senso di impunità delle organizzazioni criminali è aumentato a dismisura e non si preoccupano neanche dei riflettori che lo Stato, ci auguriamo, accenderà su tutto questo».

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