Avviso Pubblico esprime solidarietà alla sindaca di Forlimpopoli, Milena Garavini, per i cartelli di minaccia comparsi nei suoi confronti, e condanna con fermezza un gesto che supera i limiti della civile espressione del dissenso.
Nel caso specifico il messaggio trae origine da scelte amministrative sgradite. Il confronto pubblico, anche duro, e la critica alle decisioni politiche sono elementi essenziali della democrazia. I cittadini hanno pieno diritto di manifestare la propria contrarietà, contestare le scelte degli amministratori e chiedere conto del loro operato. Tuttavia, questo deve avvenire a viso scoperto e nel rispetto delle regole della convivenza civile.
L’anonimato e la minaccia non sono strumenti di protesta. Il dissenso non può tradursi in forme intimidatorie con l’obiettivo di colpire chi ricopre una carica pubblica.
«Esprimo la mia piena solidarietà alla sindaca Milena Garavini. Le minacce non possono mai essere considerate una forma accettabile di dissenso. Chi amministra un Comune deve poter svolgere il proprio incarico con serenità e senza subire pressioni intimidatorie. Il confronto democratico richiede coraggio, trasparenza e responsabilità: si discute a viso aperto, senza ricorrere all’intimidazione. Anche quando una decisione amministrativa genera forte malcontento, il rispetto delle persone e delle istituzioni deve restare un punto fermo della nostra convivenza civile», dichiara Maria Costi, coordinatrice regionale di Avviso Pubblico e consigliera regionale dell’Emilia-Romagna.
«Esprimo piena solidarietà e vicinanza a Milena Garavini. Un’amministratrice che subisce minacce anonime per il solo fatto di svolgere il proprio mandato è un episodio che riguarda tutti noi, perché colpisce una persona e, con lei, l’istituzione che rappresenta. Il confronto sulle scelte del territorio, comprese quelle più delicate come viabilità e insediamenti logistici, è legittimo e necessario. Deve però restare nel perimetro del rispetto e della democrazia: l’intimidazione non è dibattito.
Ha fatto bene Milena a informare subito Questore e Carabinieri e a sporgere denuncia: è la strada giusta, e invito tutti gli amministratori a seguirla ogni volta che accade, senza minimizzare». È il commento di Filippo Scogli, sindaco di Bertinoro e coordinatore provinciale di Avviso Pubblico.
Secondo i dati pubblicati nell’ultimo report Amministratori sotto tiro di Avviso Pubblico, dal 2010 al 2025 l’Emilia-Romagna è in decima posizione per atti di intimidazioni a sindaci, assessori, consiglieri comunali e dipendenti della Pubblica Amministrazione, con 212 casi registrati e 68 Comuni colpiti. Nello stesso periodo sono stati oltre 6.000 gli episodi a livello nazionale. Mentre nel 2025 la nostra associazione ha censito 11 azioni violente contro amministratori locali nella regione.
Nello stesso periodo i casi di minacce dirette e indirette che hanno visto coinvolte le donne sono stati il 16% del totale. Per le amministratrici quasi un caso su quattro (il 24% del totale) si è consumato attraverso i social network, a seguire gli incendi (23% dei casi) e le minacce verbali (18%).
Alla sindaca Garavini e all’intera amministrazione di Forlimpopoli va il sostegno dell’intera rete di Avviso Pubblico. Con la consapevolezza di quanto sia fondamentale tutelare le amministratrici e gli amministratori locali, affinché possano svolgere il proprio mandato senza subire minacce o tentativi di condizionamento.