Interdittiva antimafia, strumento fondamentale per prevenire le infiltrazioni mafiose negli appalti: le buone pratiche di ACER Bologna

L’interdittiva antimafia rappresenta una misura amministrativa preventiva, strumento fondamentale volto ad evitare che ad alcuni procedimenti relativi ad attività della Pubblica Amministrazione – scelta del contraente in materia di contrattualistica pubblica e concessioni – possano partecipare imprese infiltrate o nei cui confronti si siano verificati tentativi di infiltrazione di stampo mafioso.

Per questo motivo Avviso Pubblico ritiene importante mettere in evidenza una recente sentenza del TAR Campania, che ha rigettato il ricorso di un’impresa contro l’interdittiva antimafia adottata nei confronti della stessa ditta dalla stazione appaltante ACER Bologna, Azienda Casa Emilia-Romagna della Provincia di Bologna.

ACER Bologna è un  ente pubblico economico dotato di personalità giuridica e di autonomia organizzativa, patrimoniale e contabile, istituita nel 2001 con legge della Regione Emilia-Romagna, ente socio di Avviso Pubblico, che gestisce patrimoni immobiliari tra cui gli alloggi ERP e la fornitura di servizi tecnici relativi ad interventi edilizi e urbanistici. Attività di cui possono avvalersi Comuni, Province ed enti pubblici.

“L’impresa ricorrente si era aggiudicata nel 2017 un appalto per il recupero edilizio di un fabbricato di edilizia residenziale pubblica per complessivi 38 alloggi e 44 autorimesse alla Bolognina – evidenzia ACER Bologna in un comunicato –  La notizia delle possibili infiltrazioni mafiose nell’impresa, alla quale apparteneva un imprenditore imputato e sottoposto in una prima fase a misure cautelari, aveva spinto ACER a sospendere lo stesso giorno i lavori, mettendo in mora ogni pagamento, e dopo tre giorni a recedere dal contratto con l’impresa. La sentenza del TAR della Campania costituisce un precedente molto rilevante in tema di legalità negli appalti pubblici e di rafforzamento delle misure preventive amministrative. Testimonia che la strada seguita da ACER era valida e in anticipo rispetto ai provvedimenti oggi confermati nella loro efficacia e validità dalla sentenza”.

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