Educare alla bellezza per sconfiggere le mafie. Intervista a Renato Natale, Sindaco di Casal di Principe

A Casal di Principe, in provincia di Caserta, c’è un edificio che dal 21 giugno al 21 ottobre ospita una mostra d’arte dal titolo ‘La luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe‘. L’edificio è stato intitolato alla memoria di Don Peppe Diana, il sacerdote assassinato dalla camorra il 19 marzo del 1994. La luce è quella che intende dare concreta speranza e forza alla volontà di rinascita delle popolazioni vittime di anni di oscurità e oppressione, generate della presenza della camorra. Avviso Pubblico ha intervistato il Sindaco della città, Renato Natale, per saperne di più.

Il Sindaco di Casal di Principe, Renato Natale

Il 21 giugno è stata inaugurata a Casal di Principe, in un bene confiscato alla camorra, la mostra “La luce vince l’ombra”. Da dove nasce l’idea?

L’idea nasce da una serie di eventi e combinazioni. Nell’ottobre del 2014 sono stato a Firenze per un incontro del “Progetto San Francesco” dove ho parlato della Terra dei fuochi. Al mio fianco c’era Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, il quale dopo aver sentito il mio intervento sulla Resistenza, sorpreso da alcune mie affermazioni, mi chiese se ero interessato a fare qualcosa insieme.

Da lì venne l’idea di portare alcune delle opere degli Uffizi a Casal di Principe, di farle rivivere e conoscere oltre le mura della Galleria. La cosa non era semplice, ma grazie all’aiuto di Alessandro de Lisi, direttore del centro studi sociali contro le mafie “Progetto San Francesco”, divenuto poi curatore del progetto, di Giacinto Palladino, Presidente di First Social Life, e di tantissime altre associazioni, enti e organismi vari, pubblici e privati, che hanno sostenuto e finanziato la realizzazione del progetto, ci siamo messi all’opera e alla fine siamo riusciti ad organizzare questa bellissima mostra.

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Il giorno dell’inaugurazione della mostra: da sinistra Renato Natale, Antonio Natali

Cosa rappresenta questa iniziativa per un territorio come Casal di Principe?

L’idea della location, un edificio intitolato a Don Peppe Diana, non è stata casuale. Volevamo dare un segnale di riscatto a questa città e un concreto e significativo segnale di rinascita di questa terra. Credo che ci siamo riusciti.

Cosa significa essere e fare il Sindaco nella sua città e come sta procedendo questa sua esperienza?

Fare il Sindaco di Casal di Principe, comune sciolto per infiltrazioni mafiose ben tre volte, non è semplice ma era un sogno che coltivavo da sempre: far diventare questo luogo, conosciuto da più come terra di camorra, in una terra di riscatto e di rinascita.

Sono tantissime le difficoltà e gli ostacoli che mi sono trovato ad affrontare per tornare alla normalità. Ne cito alcune: pochi dipendenti negli uffici; dissesto finanziario; strutture paragonabili a quelle del Terzo mondo (un terzo della popolazione della nostra città vive ancora senza acqua); abuso edilizio; discariche abusive che prendono fuoco e tante altre situazioni di disagio con pochissimi strumenti per affrontarle. Un altro enorme problema è rappresentato dalla burocrazia. Oggi, nel portare avanti la nostra azione sentiamo sempre meno la pressione del crimine organizzato, ma sentiamo molto quella di una burocrazia imponente. E questo rischia di vanificare il cambiamento.

Il suo Comune ha deciso di aderire ad Avviso Pubblico. Può illustrarci le ragioni di questa scelta?

L’adesione ad Avviso Pubblico è stata una delle prime cose che ho deciso di fare, un atto simbolico per indicare con chiarezza verso quale direzione sarei andato. Avviso Pubblico è, in grande, la realizzazione di quello che io voglio fare nel mio Comune – combattere la criminalità organizzata – e mi fa sentire, credere e pensare di essere parte di un sogno che spero che prima o poi si realizzi: fare in modo che la nostra Italia possa vivere senza le mafie.

Uno strumento per combattere la camorra e le altre forme di mafia è puntare sulla crescita del livello culturale. Quali altre iniziative avete pensato per la rinascita casalese?

Stiamo portando avanti un progetto con tutte le scuole del territorio, dalle materne alle superiori, con la collaborazione anche della Facoltà di Lettere “Federico II” di Napoli. Vogliamo dare un nuovo senso d’identità a questa città. Ecco perché stiamo cercando di recuperare storie come quella di Francesco detto “Il napoletano”, che insieme ad altri partigiani ha lottato contro il fascismo, o come quella di Don Peppe Diana. Vogliamo dare a queste figure l’importanza che gli è dovuta. Vogliamo far sì che i cittadini si riconoscano in questa parte di storia. Vogliamo abituare i nostri ragazzi al bello.

A cura di Giulia Migneco

[box type=”info”]Breve biografia di  Renato Natale

Renato Franco Natale  è nato a Casal di Principe il 26 agosto del 1950. Medico, volontario  politico è Sindaco della città dal 9 giugno 2014, dopo esserlo brevemente stato tra il 1993 e il 1994. È considerato il primo e unico Sindaco di Casal di Principe ad aver posto come priorità assoluta la trasparenza e la lotta alla camorra nella terra dei Casalesi. La sua prima gestione politica è stata brevissima, spezzata poco dopo l’uccisione del parroco ed amico Don Giuseppe Diana, oggi simbolo dell’anticamorra. È fondatore, insieme ad altri medici, dell’associazione Jerry Essan Masslo, impegnata nella tutela della salute degli immigrati e del loro reinserimento sociale. È fondatore del Comitato Don Peppe Diana. Dal 2014 è membro dell’esecutivo della Rete italiana del dialogo interculturale (RIDE).

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