Beni confiscati: il Comune di Bitonto consegna altri tre terreni confiscati alla criminalità organizzata

beneDopo l’appartamento di via Ragni, gestito dalla cooperativa Auxilium per l’accoglienza dei richiedenti asilo, e l’appartamento di via Muciaccia, assegnato all’associazione Anatroccolo per la realizzazione di un modulo di residenzialità temporanea destinata soggetti con disabilità non motoria, il Comune di Bitonto ha assegnato altri tre terreni confiscati alla criminalità organizzata. 

Nello spirito della legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, il Comune di Bitonto martedì 20 dicembre ha consegnato ad altre due associazioni tre terreni confiscati alle mafie per favorire l’agricoltura sociale e la ricaduta occupazionale. Si tratta in particolare di due uliveti siti in contrada Selva de Rubeis e Megra, dati in gestione all’associazione “La Mandragora”, che ha proposto un progetto di tecniche agricole rigenerative attente allo sfruttamento delle risorse naturali senza l’impiego di prodotti chimici, e un terzo sito in contrada Selva de Rubeis, assegnato all’associazione “Mowgli”, sul quale sarà attivato il progetto “Canapa culturae”, che mediante la coltivazione di canapa mira ad affermare un concetto di agricoltura alternativo.

benebitontoAlla cerimonia di consegna dei terreni confiscati hanno partecipato il Sindaco di Bitonto e Vicepresidente di Avviso Pubblico, Michele Abbaticchio, e una delegazione degli studenti dell’ISSS Volta-De Gemmis di Bitonto, scuola polo della legalità, nonché alcuni rappresentanti del presidio di Libera di Bitonto, delle forze dell’ordine, del corpo dei vigili urbani e delle guardie campestri.

“Il Comune di Bitonto ha deciso di indire un bando comunale, che si affianca a quello nazionale lanciato dall’Associazione con il Sud per le regioni del meridione (inserire link), per fare in modo che le associazioni abbiano accesso anche a finanziamenti per il recupero dei beni confiscati – ha dichiarato il Sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, durante la cerimonia di riconsegna – Spesso infatti il problema della poca partecipazione ai bandi pubblici lanciati per riconsegnare alla società i beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata è dovuto al fatto che tali beni per essere riutilizzati hanno bisogno di essere ristrutturati e sono pochissime le associazioni che possono permettersi un investimento economico di questo tipo. Per questo è importante, oltre che far conoscere ai ragazzi le diverse modalità di utilizzo dei beni confiscati e le buone pratiche presenti sul territorio, dare loro la possibilità di poter accedere a finanziamenti che gli permettano di recuperare i beni sottratti alla criminalità e alle mafie per la loro ristrutturazione e riqualificazione ai fini del loro riutilizzo sociale e civile”.

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