Avviso Pubblico esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Gianfranco Toffanin, padre di Matteo Toffanin, il giovane ucciso a Padova nella notte tra il 2 e il 3 maggio 1992 da sicari mafiosi che lo scambiarono per un’altra persona.
Per oltre trent’anni Gianfranco Toffanin, insieme alla sua famiglia, ha custodito con tenacia la memoria del figlio, affrontando non solo il dolore della perdita, ma anche l’amarezza di inchieste archiviate e di una giustizia che non è mai arrivata. Quel dolore, anziché piegarlo, è diventato la forza di un instancabile impegno civile per la ricerca della verità e della giustizia, accompagnato dalla costante volontà di richiamare l’attenzione sulla presenza e sulla pericolosità delle mafie anche nel Nord Italia.
«Con Gianfranco Toffanin scompare una persona che ha saputo trasformare una tragedia personale in una straordinaria testimonianza di impegno civile», dichiara Claudio Piron, Coordinatore regionale di Avviso Pubblico per il Veneto e sindaco di Selvazzano Dentro. «La sua determinazione nel chiedere verità e giustizia per Matteo rappresenta un esempio prezioso per tutti noi. La sua voce ci ricorda che la memoria non può limitarsi al ricordo, ma deve tradursi ogni giorno in responsabilità, partecipazione e impegno concreto contro le mafie e a difesa della legalità democratica».
Avviso Pubblico si stringe con affetto alla famiglia Toffanin, esprimendo le più sentite condoglianze e rinnovando la propria gratitudine per l’eredità morale che Gianfranco lascia a tutta la comunità: un esempio di coraggio, dignità e perseveranza nella ricerca della verità.
La quercia dedicata a Matteo, simbolo di memoria, giustizia e speranza, accoglie oggi idealmente anche Gianfranco. La sua chioma continuerà a proteggere e a ispirare l’intera comunità padovana, custodendo il ricordo di chi ha scelto di trasformare il dolore in responsabilità collettiva.
- Per approfondire la storia di Matteo Toffanin vi consigliamo due graphic novel:- “Matteo Toffanin. Quanto può crescere una quercia” (Becco Giallo editore) di Antonio Massariolo e Giorgio Romagnoni;
– “Storie di vittime innocenti di Mafia” (Becco Giallo editore) di Valeria Scafetta, in cui, oltre a quella di Matteo Toffanin, è contenuta la storia di altre 16 vittime di mafia.