“Legalità on Air”: i giovani di Carmagnola ci raccontano le mafie in un podcast

Si è concluso da qualche settimana “Legalità on Air a Carmagnola”, il progetto promosso dal Comune insieme ad Avviso Pubblico e Libera Radio (testata della cooperativa sociale Open Group di Bologna).

Ha coinvolto circa 250 studenti – dalle primarie alle secondarie di secondo grado – ed ha avuto come filo conduttore la storia di Peppino Impastato.

Il percorso didattico e radiofonico ha preso le mosse dal reading crossmediale di Libera Radio intitolato Felicia, madre e ribelle, rappresentato nell’Auditorium della Scuola Baldessano Roccati di Carmagnola.

Le classi coinvolte nei laboratori di giornalismo, guidati dall’autore radiofonico Federico Lacche, hanno prodotto 35 puntate di un grande podcast, per lo più ispirate al reading e quindi dedicate alle vicende della breve vita di Peppino Impastato e a quelle della sua indomabile madre, Felicia Bartolotta. Un viaggio nella memoria e nelle due esistenze esemplari che hanno portato gli studenti a occuparsi anche del contesto sociale, culturale e storico in cui essi vissero.

Di qui, le puntate su altre “femmine ribelli”, come Franca Viola e Rita Atria. E poi ancora quelle su Capacivia D’Amelio e sui magistrati che hanno reinterpretato l’antimafia, sulla loro immensa e assai poco valorizzata contemporaneità. Ma i confini dei racconti sono stati attraversati anche dalle narrazioni dedicate a Piersanti Mattarella, agli agenti delle scorte uccisi in servizio, ai diritti umani e civili e – a partire dalla Radio Aut di Peppino – alle radio libere italiane, come pure alle dipendenze e alle ecomafie.

Gli studenti e le studentesse di Carmagnola hanno spiegato le mafie anche con ricerche e riflessioni sulla natura e le attività che caratterizzano i sistemi criminali, le loro rappresentazioni televisive e cinematografiche, come del resto l’antimafia che viaggia sulle note e le parole delle canzoni.

Lo hanno fatto con le loro voci acerbe, dolcissime e potenti, con un messaggio chiaro che più di una volta ha parafrasato le parole di Giovanni Falcone o di Rita Atria: “Questo è il mondo in cui viviamo e dove ci sono anche le mafie. Nessuno e niente vive in un mondo a parte. Le mafie ci rassomigliano e dobbiamo sconfiggerle a partire da noi stessi”. Del tutto originali, infine, le puntate dedicate al magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino nel 1983, grazie all’incontro dei ragazzi con le emozionanti testimonianze della figlia Paola e della nipote Martina Fracastoro.

I podcast possono essere ascoltati qui 

Qui il video-servizio del giornale Il Carmagnolese che ci racconta il dietro le quinte del progetto con interviste esclusive:

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