“25 ANNI DI AVVISO PUBBLICO: QUALE PRESENTE E … QUALE FUTURO?”: NE ABBIAMO DISCUSSO A MODENA IL 20 SETTEMBRE IN UN SEMINARIO INTERNO

“Dobbiamo rafforzare la presenza della nostra Associazione nei territori, provare ad essere più presenti, stare a fianco dei nostri colleghi amministratori in difficoltà, perché è fondamentale sottrarre risorse a quel welfare di prossimità in mano alle mafie, soprattutto in questo periodo in cui stiamo uscendo sì dalla crisi sanitaria, ma con un fronte aperto su quella sociale che è in gran parte ancora imprevedibile e di cui i gruppi criminali sapranno approfittare”. Apre così Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico, la giornata di lavori del Seminario interno del 20 settembre a Modena, presso la Fondazione San Carlo, che ha coinvolto il gruppo dirigente nazionale e locale e lo staff dell’associazione.

Una giornata di riflessioni, proposte e dibattiti, a partire dal documento “25 anni di Avviso Pubblico: quale presente e… quale futuro?” per fare il punto, a venticinque anni dalla nascita di Avviso Pubblico, sullo stato delle attività e dei progetti che l’Associazione sta sviluppando, anche alla luce del nuovo quadro politico, economico e sociale dello scenario italiano.

“Un saluto particolare agli amministratori minacciati dalle mafie”, è arrivato dal sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, che ha ospitato i lavori dell’Associazione. “L’impegno del Comune di Modena ad Avviso Pubblico, contro le mafie e la corruzione è e continua ad essere la ragione principale della nostra amministrazione. Perché ce n’è bisogno e insieme si è più forti; continueremo a fare fino in fondo la nostra parte e a segnalare tutte le illiceità alle Forze dell’Ordine così come già fatto anche di recente nel caso di un investimento criminale che ruotava attorno alla costruzione di una sala da gioco nella nostra città”.

“La scelta di questo seminario è un tentativo di provare a ripartire da una riflessione fatta a febbraio 2020 a Bologna sapendo che il mondo è cambiato”, ha rilanciato il Presidente Avviso Pubblico Roberto Montà. “È evidente che lo scenario in cui operiamo, aggravato dall’emergenza Covid, rende centrale il tema della presenza delle mafie nelle istituzioni. Perché la presenza mafiosa si fa sentire di più in momenti di difficoltà come questo. Serve un grande senso di responsabilità per ridisegnare il futuro dei territori, a partire dalla gestione delle grandi risorse che provengono dal Recovery Fund, sviluppare una capacità di prendersi cura delle persone, sottraendo linfa ai gruppi criminali. In questo senso dobbiamo rafforzare la rete di supporto ai nostri colleghi. Pensiamo ad esempio a chi fa questo mestiere a Sud, dove il togliere consenso alle mafie passa attraverso il mettersi in primo piano pagando conseguenze a volte troppo pesanti”.

Quella di Modena è stata l’occasione per ridisegnare un nuovo futuro dell’Associazione, attraverso la costruzione di nuove progettualità, come il progetto “Amici di Avviso Pubblico”, che da una parte ha l’obiettivo di creare un contenitore che permetta a chi non è più amministratore di continuare a fornire la propria esperienza e competenza, ovvero un braccio operativo al servizio degli amministratori che combattono sul campo e dall’altra può rappresentare un volano per Avviso Pubblico per crescere. Avere più amministrazioni impegnati sui temi dell’Associazione significa creare risorse e progettualità nuove.

Da più parti è emerso che il senso e la percezione della legalità spesso si declina in modo differente a seconda del territorio in cui si opera. Per questo è necessario recuperare un sentimento comune, condividendo uno stesso codice di comunicazione soprattutto con le comunità. Ed ecco perché tra le idee emerse c’è un ripensamento in senso più dinamico e attivo del ruolo della Commissione Consultiva di Avviso Pubblico, una sorta di “comitato tecnico-scientifico” che produce idee e che ci aiuti a capire come leggere gli scenari del presente e disegnare proposte per il futuro.

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