CONTRASTO PREVENTIVO ALLE MAFIE: IL RUOLO DELLE COMMISSIONI E DEGLI OSSERVATORI REGIONALI

Continua con la sua 26esima puntata la rubrica “Politica resiliente” curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani.

Lo scorso 26 gennaio il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha approvato l’istituzione dell’Osservatorio regionale antimafia. Un passo importante nella regione che negli ultimi anni ha dovuto prendere coscienza del radicamento ‘ndranghetista sul proprio territorio, sia attraverso importanti inchieste giudiziarie – Geenna su tutte – che mediante l’intervento del Governo che nel 2020 ha decretato lo scioglimento del consiglio comunale di Saint-Pierre, primo Ente locale valdostano dissolto per infiltrazioni mafiose.

Ma la Valle d’Aosta è solo l’ultima Regione in ordine di tempo a dotarsi di un organismo per monitorare il fenomeno della criminalità organizzata e promuovere iniziative di contrasto preventivo alle illegalità.

In alcuni casi si tratta di Commissioni d’inchiesta o di indagine, istituite direttamente in seno al Consiglio regionale, in altri di Osservatori che, pur avendo natura politica, si affidano ad esperti e a rappresentanti di diverse Amministrazioni statali per condurre le proprie indagini, con vari gradi di coinvolgimento.

Possono esservi svolte audizioni e interrogazioni oppure può essere commissionato lo svolgimento di indagini. Allo stesso modo possono anche profilarsi diverse modalità di dialogo con associazioni impegnate localmente nel contrasto alla criminalità organizzata, attraverso forme di collaborazione all’interno di un organo a composizione mista, consultazioni e affidamento diretto delle attività di ricerca e monitoraggio.

LE COMMISSIONI REGIONALI

In Calabria è stata istituita nel 2002 una Commissione consiliare contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, la quale può produrre proposte legislative sui temi strettamente connessi agli interessi mafiosi, oltre a svolgere attività di promozione dei principi di legalità e sensibilizzazione presso il mondo delle scuole e della società civile in generale.

È partito dal lavoro di questa Commissione l’iter che ha condotto all’approvazione della legge 26 aprile 2018 n. 9, ovvero il cd. Testo unico regionale contro la ‘ndrangheta.

In Sicilia opera fin dal 1991, la Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia, che nel corso dell’attuale legislatura ha redatto numerose relazioni su temi di interesse locale e nazionale.

In Campania è insediata una Commissione consiliare speciale di inchiesta anticamorra e beni confiscati, istituita la prima volta nel 2000 e rinnovata ad ogni legislatura. Si tratta dei uno dei primi organismi nati come “osservatorio” dei fenomeni legati alla criminalità organizzata, che collabora con altri soggetti istituzionali e della società civile, locali e nazionali.

La Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, istituita nel 2016, ha invece contribuito fattivamente alla stesura del Testo unico per la Legalità approvato nel 2019.

La Commissione speciale antimafia del Consiglio regionale della Lombardia, nata nel 2013 in risposta alle inchieste della magistratura che hanno certificato il radicamento mafioso, soprattutto ‘ndranghetista, nella più popolosa regione d’Italia, svolge attività di studio e valutazione dei possibili interventi normativi per prevenire e contrastare fenomeni di infiltrazione della criminalità organizzata.

In tema di intimidazioni criminali agli amministratori locali, la Commissione ha inviato nel 2017 un questionario ai Comuni lombardi per ottenere informazioni sulle possibili forme di intimidazione subite dai membri di assemblee elettive locali. Di recente la Commissione ha realizzato e inoltrato un vademecum introduttivo sui beni confiscati destinato agli Enti locali.

Nel 2015 inoltre la Regione, con la legge n. 17/2015, ha istituito un Comitato tecnico-scientifico per la legalità e il contrasto alle mafie, coordinato da Nando Dalla Chiesa, il quale dirige anche l’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano che, poche settimane or sono, ha prodotto un corposo Rapporto sull’Antimafia sociale.

L’OSSERVATORIO LAZIALE

Nel Lazio l’Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza nasce con la legge regionale n.15 del 2001, quale organismo di supporto per le attività della Regione in relazione alle funzioni di programmazione e valutazione degli interventi regionali per la sicurezza, la legalità e la lotta alla corruzione.

Dal 2015 elabora e pubblica l’importante Rapporto denominato “Mafie nel Lazio”, dettagliata panoramica della presenza criminale sul territorio. Nel corso dell’attuale legislatura la I Commissione regionale ha inglobato la commissione sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata, istituita nel 2015.

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