{"id":82855,"date":"2026-10-21T17:28:42","date_gmt":"2026-10-21T15:28:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=82855"},"modified":"2026-10-21T17:28:42","modified_gmt":"2026-10-21T15:28:42","slug":"il-ritorno-alla-normalita-dopo-il-carnevale-della-protesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-ritorno-alla-normalita-dopo-il-carnevale-della-protesta\/","title":{"rendered":"Il ritorno alla normalit\u00e0 dopo il \u201ccarnevale della protesta\u201d?"},"content":{"rendered":"<h4><em><b>Strade, piazze e autostrade del nostro paese sono animate dalle proteste. A destare maggiore attenzione \u00e8 quanto <\/b><a href=\"https:\/\/www.milanotoday.it\/cronaca\/boutique-montenapoleone-chiudono-paura-proteste.html\"><b>\u00e8 accaduto a Milano nella prospettiva dello scontro e del ripristino dell\u2019ordine pubblico.<\/b><\/a><b> Le cronache giornalistiche, come pure le istanze della politica e delle istituzioni sembrano convergere su un\u2019unica modalit\u00e0 di racconto e di risposta, ma restano domande centrali insolute che bisogna analizzare e portare avanti nella logica del confronto democratico necessario.<\/b><\/em><b><\/p>\n<p><\/b><\/h4>\n<h5>di Roberto Cornelli*<\/h5>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cCarovita, guerriglia a Milano. Saccheggi in centro, 200 fermi. L&#8217;annuncio: &#8220;Ci saremo ogni sabato&#8221;. Dalle proteste al caos urbano, feriti da entrambe le parti, oltre 200 fermati: l&#8217;80% \u00e8 minorenne. Meloni convoca un vertice sull\u2019ordine pubblico\u201d (fonte: RaiNews.it, 19 ottobre 2026)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo le <strong>manifestazioni contro il carovita dei pi\u00f9 giovani<\/strong>, sfociate in scontri con la polizia, saccheggi, feriti e fermi, arriva il luned\u00ec, giornata del ritorno alla normalit\u00e0 dopo il \u201ccarnevale della protesta\u201d. <strong>Uso il termine carnevale in senso tecnico: non per deridere o etichettare, ma per comprendere cosa stia accadendo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel giorno dopo, lo sgomento di fronte alla violenza e ai disordini che hanno coinvolto molti minorenni segna l\u2019<strong>urgenza di ricercare una possibilit\u00e0 di comprensione o anche solo una definizione di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto e sta accadendo<\/strong>. Queste ricerche di senso mettono in gioco la nostra emotivit\u00e0, le nostre convinzioni e le nostre esperienze vissute in tempi pi\u00f9 o meno lontani ed \u00e8 spesso attorno a queste che ci arrovelliamo per capirci qualcosa. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ho provato, in queste ore, a fare una sintesi di alcune delle principali tesi che circolano tra social, media tradizionali, commenti di esperti, comunicati ufficiali e chiacchiere nei luoghi di lavoro o nei bar. Le interpretazioni, infatti, rimbalzano tra saperi esperti, rappresentazioni istituzionali e discorsi informali, alimentando quella <\/span><strong><i>folk criminology<\/i><\/strong><span style=\"font-weight: 400;\"><strong> il cui rapporto con la criminologia ufficiale va indagato con sempre maggiore attenzione<\/strong> (si veda, per esempio, il bel libro di Simone Tuzza in tema di <\/span><a href=\"https:\/\/www.mondadoriuniversita.it\/libri-universitari\/criminologia-pop-simone-tuzza\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">pop criminology<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">).<\/span><\/p>\n<p><b><i>Tesi dei baby guerriglieri<\/i><\/b><b>. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 la pi\u00f9 semplice, perch\u00e9 coerente con l\u2019immagine degli adolescenti veicolata negli ultimi anni (si pensi a espressioni come baby-gang, baby-killer, ma anche a eco-terroristi o eco-guerriglieri) e im-mediata nel legare la descrizione alla soluzione, senza porsi troppe domande: se sono solo baby guerriglieri non c\u2019\u00e8 altra via che usare il pugno di ferro, ampliando gli strumenti penali e di polizia preventiva nei loro confronti. <\/span><\/p>\n<p><b>\u00c8 una tesi che, per la sua semplicit\u00e0 e immediatezza, trova spazio nei titoli dei giornali, \u00e8 facilmente rappresentabile per immagini (basta un ragazzo incappucciato con del fumo intorno ed \u00e8 gi\u00e0 \u201cvera\u201d) ed \u00e8 una risorsa formidabile per chi \u00e8 chiamato a dimostrare di avere la soluzione pronta.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Non \u00e8 un caso che il Governo stia gi\u00e0 pensando a introdurre anche per i minorenni il cd. fermo preventivo di polizia (gi\u00e0 altamente problematico per gli adulti) e l\u2019arresto in flagranza differita, proseguendo, in breve, il percorso di adultizzazione del sistema penale minorile gi\u00e0 iniziato con il decreto Caivano. <\/span><\/p>\n<p><b>Non solo, \u00e8 una tesi che pi\u00f9 di altre consente agli adulti di allontanare da s\u00e9 il problema, liberandosi da ogni responsabilit\u00e0 che pure, in qualche modo, sentono di avere<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. La teoria che sostiene questa tesi \u00e8 rinvenibile in quella corrente di neo-punitivismo che si \u00e8 affermata negli Stati Uniti degli anni Ottanta a partire dalla proposizione della scelta razionale come unico criterio di lettura del fenomeno criminale e della punizione come costo capace di annullare i benefici della commissione del reato.<\/span><\/p>\n<p><b><i>Tesi della pentola a pressione<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Secondo questa interpretazione, <\/span><b>emozioni come la rabbia e la frustrazione legate alla percezione di assenza del futuro, l\u2019insicurezza e le paure legate alla precariet\u00e0 dell\u2019esistenza, le tensioni rispetto a forme di discriminazione o abusi vissuti quotidianamente portano alcuni individui, quelli meno capaci di gestire e decomprimere questo carico emotivo, ad agire violenza come unica valvola di sfogo della tensione accumulata<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa tesi, che porta a interrogarsi sull\u2019emotivit\u00e0 dei pi\u00f9 giovani, spesso concependola come peculiare delle nuove generazioni, sulle responsabilit\u00e0 degli adulti di aver costruito una societ\u00e0 in cui <strong>regnano frustrazione e angoscia ma anche di non essere stati capaci di costruire altri canali di espressione emotiva<\/strong>, \u00e8 molto diffusa nei contesti socio-educativi e richiama da vicino le teorie criminologiche che lavorano sulla tensione: da quella classica della frustrazione-aggressivit\u00e0 di Dollard e Miller del 1939, secondo cui l&#8217;aggressivit\u00e0 \u00e8 sempre la conseguenza di uno stato di frustrazione accumulata e non canalizzata, a quella pi\u00f9 recente di Agnew del 1992 secondo cui la tensione si accumula quando una persona vive fallimenti personali, le vengono tolti stimoli positivi (come la fine di una relazione o la perdita del lavoro) o quando \u00e8 sottoposta a stimoli nocivi (abusi, bullismo, forti pressioni sociali) e, in assenza di meccanismi di difesa sani, esplode, proprio come una pentola a pressione.<\/span><\/p>\n<p><b><i>Tesi della rottura della cinghia di trasmissione<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Questa tesi, decisamente pi\u00f9 attenta alla questione politica, afferma che <\/span><b>i giovani hanno sempre meno canali di comunicazione con chi prende le decisioni sulle loro vite per esprimere loro urgenze e aspirazioni; non essendo n\u00e9 ascoltati n\u00e9 coinvolti \u2013 ma, anzi, sempre pi\u00f9 spesso compressi nelle loro libert\u00e0 e nella loro vitalit\u00e0 quando non direttamente criminalizzati in termini generazionali ma anche su base etnica, di reddito o di residenza (centro-periferia) \u2013 non hanno altro modo di essere visti e riconosciuti se non attraverso modalit\u00e0 espressive tanto eclatanti quanto inconcludenti e, in definitiva, controproducenti<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa tesi sembra richiamare le analisi delle trasformazione delle societ\u00e0 post-industriali e neo-liberali nelle quali emerge spesso la metafora della rottura della cinghia di trasmissione per indicare la crisi degli organismi intermedi (come, solo per fare alcuni esempi non esaustivi: partiti, sindacati, famiglia, parrocchia) e pi\u00f9 in generale della rappresentativit\u00e0 democratica a tutti i livelli che, nei fatti, fa venir meno le mediazioni collettive e produce una distanza incolmabile tra le istanze sociali e le strutture di potere. <\/span><\/p>\n<p><b>Il risultato \u00e8 che, non incanalandosi in percorsi di rappresentanza codificati, queste istanze prendono strade pi\u00f9 frammentate e individualistiche. Ovviamente, poi, quando le cinghie di trasmissione politiche e sociali si rompono, anche per via di una riduzione della spesa pubblica, lo Stato smette di governare il conflitto sociale attraverso l&#8217;inclusione o il welfare e delega questo compito interamente al sistema penale. \u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nelle manifestazioni di questi giorni <\/span><b>mi sembra, tuttavia, che ci siano delle questioni che sfuggono a queste due ultime tesi <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">(quella della pentola a pressione e della rottura della cinghia di trasmissione) e che possono integrarle per avere una migliore comprensione di quanto sta accadendo. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>La prima riguarda la rivendicazione \u201cCi saremo ogni sabato\u201d<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> che pone quanto accaduto non pi\u00f9 semplicemente nel registro di un\u2019esplosione emotiva improvvisa o di una forma comunicativa frammentaria e individualizzata, ma semmai \u2013 anche con un certo grado di emulazione delle manifestazioni degli studenti francesi \u2013 di <\/span><b>modalit\u00e0 nuove di protesta collettiva, sia pure non ancora pienamente codificate in termini di auto-rappresentazione<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (chi siamo, cosa ci tiene insieme in piazza) e di comunicazione politica (cosa chiediamo, cosa vogliamo ottenere). <\/span><\/p>\n<p><b>In questo guado, anche le definizioni esterne (dei media, della politica, degli esperti, etc.) possono giocare un ruolo fondamentale nell\u2019attivare percorsi di coscientizzazione anche in chiave politica; in loro assenza, le modalit\u00e0 di azione distruttiva o predatoria rischiano di diventare il collante principale per la costruzione di identit\u00e0 collettive altrimenti fragili e facilmente revocabili<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Insomma, \u201cdistruggere e saccheggiare\u201d pu\u00f2 arrivare a sostituire la rivendicazione di misure contro il caro vita o per il miglioramento dei servizi educativi o di welfare<\/strong>, dando modo a quei giovani di riconoscersi in qualcosa che va oltre la propria individualit\u00e0. <strong>\u00c8 un rischio che si corre se la politicit\u00e0 della protesta viene negata.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><b>Una seconda questione \u00e8 legata, invece, all\u2019aspetto carnevalesco della protesta<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, in cui si percepisce nei giovani un\u2019effervescenza esaltante nel distruggere e saccheggiare. Il criminologo Mike Presdee in <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Cultural Criminology and the Carnival of Crime<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> analizza il rapporto tra trasgressione, piacere e controllo sociale, utilizzando proprio la metafora del carnevale, periodo dell&#8217;anno in cui storicamente le regole sociali venivano temporaneamente sospese, le gerarchie si ribaltavano e i comportamenti proibiti venivano tollerati. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Presdee sostiene che nella societ\u00e0 contemporanea le persone mantengono un profondo bisogno di trasgressione, caos ed edonismo<\/strong> (&#8220;effervescenza collettiva&#8221;) ma che, essendo gli spazi reali per celebrare il carnevale sempre pi\u00f9 limitati socialmente e istituzionalmente, <strong>la spinta trasgressiva viene perlopi\u00f9 canalizzata, individualizzata e mercificata attraverso l\u2019industria dell&#8217;intrattenimento<\/strong>, che fa sempre pi\u00f9 leva su violenza, macabro e perturbante per espandersi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il punto, che spesso si tace per non aumentare lo sgomento, \u00e8 che <strong>l\u2019atto di trasgredire si accompagna a una complessit\u00e0 emotiva<\/strong> in cui il piacere gioca un ruolo per nulla secondario. I criminologi lo sanno, perch\u00e9 \u00e8 uno degli scogli principali quando si progettano percorsi di risocializzazione.<\/span><\/p>\n<p><b>Ora, l\u2019industria dell\u2019intrattenimento passa sempre di pi\u00f9 dai social media, ma i social media sono diventati anche uno strumento di comunicazione peer-to-peer e luogo di nuove identit\u00e0 collettive, in cui la trasgressione \u00e8 presente, anzi, \u00e8 centrale proprio perch\u00e9 attrae followers. Affrontare fino in fondo gli sviluppi di questo aspetto carnevalesco dell\u2019uso dei social, tanto nel guardare quanto nel produrre contenuti, penso sia utile per comprendere che certamente ci sono frustrazioni compresse e istanze non riconosciute, ma ci sono anche forme nuove di costruzione identitaria in cui la trasgressione non viene pi\u00f9 incanalata e controllata dall\u2019alto, ma circola in modo pi\u00f9 orizzontale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Di fronte a questo scenario, temo che gli strumenti tradizionali del controllo formale non siano adeguati ma, anzi, entrino nel \u201cgioco della trasgressione\u201d alimentandola ulteriormente.<\/span><\/p>\n<h4><em><b>Necessario mantenere aperto il dialogo\u00a0<\/b><\/em><\/h4>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gi\u00e0, ma se aumentare la repressione alimenta cortocircuiti pericolosi, che si fa? <\/span><b>Nessuno ha la verit\u00e0 in tasca e pu\u00f2 essere certo che quello che propone possa funzionare davvero. Bisogna andare per tentativi ma nella mia esperienza l\u2019attivazione di momenti di dialogo e confronto rimane cruciale, nelle scuole, nel rapporto tra giovani e operatori di polizia, nelle famiglie<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di progetti sperimentati da attivare ce ne sono molti (per esempio le \u201cscuole riparative\u201d, che potrebbero allargare il proprio perimetro e affrontare queste \u201cnuove\u201d rotture del legame sociale), e occorre farlo in una \u201clogica carnevalesca\u201d, di sovvertimento di quelle regole sempre pi\u00f9 rigide che vedono i minori come incapaci di relazionarsi perch\u00e9 alienati, inetti, sdraiati, passivi, disagiati, bulli, antisociali o \u201cmaranza\u201d, dando anzitutto la voce a loro perch\u00e9 possano raccontarsi per come vogliono essere visti. <\/span><b>Perch\u00e9 non sospendere le lezioni per qualche giorno per creare questa possibilit\u00e0? \u00a0<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo quanto successo in questi giorni, non pu\u00f2 tornare tutto come prima, come se niente fosse, fino al prossimo sabato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">P.S.: c\u2019\u00e8 <\/span><b>un\u2019ulteriore tesi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che non ho voluto esplorare perch\u00e9 riguarda un tema di cui mi sono occupato molto, la gestione dell\u2019ordine pubblico nelle manifestazioni di piazza. La definirei <\/span><b>\u201ctesi della circolarit\u00e0 della violenza\u201d secondo la quale gli scontri di piazza sono tanto pi\u00f9 probabili quanto pi\u00f9 le pratiche di gestione dell\u2019ordine pubblico s\u2019irrigidiscono<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Mi riprometto di discuterla in altro momento, partendo da una semplice domanda: cosa sarebbe accaduto se le forze di polizia fossero intervenute nelle strade del Sud Italia bloccate dagli autotrasportatori, caricando per disperderli e fermandone alcuni per poi contestare loro il reato di blocco stradale?<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><em>*Professore di Criminologia, Universit\u00e0 di Milano. Curatore con Isaia Sales di \u201cGiovani, fiducia e devianza nelle periferie. Conoscere per intervenire.\u201d Monografico della collana AP- profondimenti per Erickson editore.\u00a0<\/em><\/h5>\n<h5><em>**da <a href=\"http:\/\/www.crimepo.it\">www.crimepo.it<\/a>\u00a0<\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strade, piazze e autostrade del nostro paese sono animate dalle proteste. A destare maggiore attenzione \u00e8 quanto \u00e8 accaduto a Milano nella prospettiva dello scontro&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-ritorno-alla-normalita-dopo-il-carnevale-della-protesta\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Il ritorno alla normalit\u00e0 dopo il \u201ccarnevale della protesta\u201d?<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":652,"featured_media":75103,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[732,25,95],"tags":[],"class_list":["post-82855","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ap-profondimenti","category-notizie","category-slider"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82855","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/652"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82855"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82856,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82855\/revisions\/82856"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/75103"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}