{"id":81183,"date":"2026-06-04T10:59:38","date_gmt":"2026-06-04T08:59:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=81183"},"modified":"2026-06-10T16:48:09","modified_gmt":"2026-06-10T14:48:09","slug":"agromafie-tratta-e-caporalato-la-politica-che-continua-a-non-vedere-un-contributo-di-marco-omizzolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/agromafie-tratta-e-caporalato-la-politica-che-continua-a-non-vedere-un-contributo-di-marco-omizzolo\/","title":{"rendered":"Agromafie, tratta e caporalato: la politica che continua a non vedere. Un contributo di Marco Omizzolo"},"content":{"rendered":"<h4><em><strong>Proseguono le indagini sulla <\/strong><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/06\/02\/video-omicidio-braccianti-pachistani-amendolara-cosenza\/8406137\/\"><strong>tragica uccisione dei quattro braccianti pachistani, morti bruciati nel cosentino<\/strong><\/a><strong>. Parallelamente, \u00e8 necessario riprendere con forza l\u2019analisi per rispondere con provvedimenti, non emergenziali, al dilagare di un fenomeno criminale che in tutto il territorio nazionale, si collega ad agromafie, tratta internazionale e caporalato.<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Erano quattro braccianti, tre afghani e un pachistano, e\u00a0<a href=\"https:\/\/laltravoce.com\/italia\/2026\/06\/02\/braccianti-bruciati-vivi-fermati-due-connazionali-portiere-bloccate\/\">sono morti carbonizzati<\/a>\u00a0in una macchina, dopo una lunga giornata di lavoro trascorsa nelle campagne della Sibaritide. Sono stati trovati in una piazzola di sosta nei pressi del Comune di Amendolara, nel cosentino, e solo la Magistratura chiarir\u00e0 le ragioni di un <strong>omicidio brutale e di un sistema punitivo tipico delle agromafie e del caporalato<\/strong>, magari con collegamenti internazionali.<\/p>\n<p>Al momento, <strong>ogni ricostruzione deve essere provata in maniera certa, a partire dalle ragioni che hanno spinto gli autori a compiere un omicidio con modalit\u00e0 mai riscontrate finora in Italia<\/strong>. Anche l\u2019ipotesi di un raid punitivo condotto tra pachistani, nell\u2019ambito di un sistema di tratta internazionale o di caporalato, richiede cautela e un\u2019attivit\u00e0 investigativa sofisticata. Sarebbe in questo caso, peraltro, un fatto criminale che cambierebbe solo in parte le riflessioni su quanto accade da decenni nel nostro Paese.<\/p>\n<h4><em><strong>Agromafie, la filiera da Nord a Sud<\/strong><\/em><\/h4>\n<p><strong>Da Nord a Sud, infatti, l\u2019Italia presenta una consolidata articolazione produttiva agromafiosa, caratterizzata da un sistema piramidale di interessi criminali, anche internazionali, che si consolidano e radicano di anno in anno.<em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 un sistema illegale pericolosissimo<\/strong>, propenso alla violenza per regolare conti e presunti torti subiti, mancati impegni, gli atti di coraggio come una denuncia o una intervista; un sistema capace di esprimere forme di criminalit\u00e0 organizzata, spesso con collegamenti internazionali e in continua evoluzione.<\/p>\n<h4><em><strong>Retribuzioni da 2 euro l\u2019ora<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 purtroppo anche drammaticamente sottovalutato, come anche le condizioni di vita e di lavoro di braccianti stranieri e italiani spesso costretti a carichi di fatica quotidiana che arrivano alle <strong>quattordici ore per retribuzioni di circa 2 o 3 euro l\u2019ora<\/strong>. Questo sistema fattura, secondo l\u2019ultimo <a href=\"https:\/\/eurispes.eu\/news\/8-rapporto-eurispes-coldiretti-i-dati\/\">rapporto Agromafie di Eurispes, ben 25,2 miliardi di euro l\u2019anno.<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00c8 caratterizzato dallo stato persistente di vulnerabilit\u00e0 e ricattabilit\u00e0 di circa 450 mila lavoratori e lavoratrici, che vivono la quotidiana esperienza della subordinazione e della marginalit\u00e0 nell\u2019agroalimentare italiano.<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h4><em><strong>La tratta internazionale<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Persone che spesso sono anche <strong>vittime di tratta internazionale a scopo di sfruttamento<\/strong> lavorativo, obbligate alla <strong>sottoscrizione di un debito economico contratto gi\u00e0 nel loro paese di origine<\/strong> con trafficanti loro connazionali per riuscire a giungere nel nostro Paese e lavorare nelle campagne sotto padrone italiano e caporale straniero.<\/p>\n<p><strong>Un debito che viene ripagato mediante lo sfruttamento lavorativo,<\/strong> gestito dal padronato e dal caporalato, e che pu\u00f2 richiedere, da parte dei trafficanti e loro affiliati, nei confronti dei loro connazionali trafficati, comportamenti violenti se non anche omicidi in caso di mancato pagamento delle quote prestabilite, o di loro ribellione. <strong>Anche per questa ragione \u00e8 difficile ottenere, da parte dei lavoratori immigrati sfruttati e trafficati, la denuncia dei loro aguzzini, se non a fronte di rischi elevati per loro e le loro famiglie residenti nei paesi di origine.<\/strong><\/p>\n<h4><em><strong>Edilizia, rider, badanti<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Lo stesso meccanismo viene applicato anche in altri settori quali l\u2019edilizia: lo attestano le tante <a href=\"https:\/\/www.milanotoday.it\/attualita\/protesta-sindacati-caporalato-consolato-usa.html\">inchieste della Procura milanese <\/a>\u00a0sullo sfruttamento e sul caporalato che in questi giorni hanno, ad esempio, scoperto che la costruzione del Consolato Usa nel centro di Milano, affidata a una grande multinazionale, si sostanzia del programmatico sfruttamento e asservimento di manodopera indiana. Vale anche per i <strong>rider, la logistica, l\u2019assistenza domiciliare, la cantieristica navale e molti altri settori<\/strong>, alcuni anche a forte investimento economico, manageriale e tecnologico.<\/p>\n<p>Ma, tornando alle <strong>agromafie<\/strong>, sempre secondo l\u2019Eurispes,<strong> nel corso di circa un decennio avrebbero praticamente raddoppiato il loro criminale volume d\u2019affari<\/strong>, estendendo la loro azione a nuovi ambiti: <strong>dal padronato alla falsificazione e sofisticazione dei prodotti alimentari<\/strong>, dal <strong>controllo della logistica all\u2019appropriazione di terreni agricoli e fondi pubblici, fino all\u2019usura, al furto e al cybercrime.<\/strong><\/p>\n<h4><em><strong>La repressione non basta<\/strong><\/em><\/h4>\n<p><strong>Eppure questa riflessione non entra, come invece sarebbe necessario, nel dibattito politico del Paese.<\/strong> Resta un fatto di cronaca, al massimo l\u2019esperienza di un lutto che dura qualche giorno. Non \u00e8 neanche sufficiente la pure fondamentale azione investigativa e poi processuale della Magistratura, la quale pu\u00f2 intervenire sui responsabili dei vari reati e degli omicidi, e non certo sulle <strong>cause sociali e normative che hanno condotto alla sedimentazione di interessi e comportamenti illeciti di questa natura<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Si tratta di un sistema criminale organizzato anche grazie alla collusione di alcuni professionisti italiani che agiscono con competenza sofisticata sfruttando le contraddizioni della burocrazia pubblica e della normativa vigente col solo scopo di agevolare la promozione del credito illegale, l\u2019acquisizione di aziende agricole e il riciclaggio del denaro, mentre gli imprenditori subiscono minacce e attentati al solo scopo di cedere ad anonimi faccendieri terre, crediti, magazzini e attivit\u00e0 produttive.<\/strong><\/p>\n<h4><em><strong>Ristorazione e mercati ortofrutticoli<\/strong><\/em><\/h4>\n<p><strong>Il radicamento delle agromafie si estende anche alla ristorazione, ai mercati ortofrutticoli e alla grande distribuzione<\/strong>, senza risparmiare le frodi alimentari, con prodotti adulterati o senza etichetta, spesso venduti nei discount di tutta Italia. I settori pi\u00f9 colpiti sono quelli del vino, dell\u2019olio, dei mangimi e del riso, senza trascurare il settore lattiero-caseario e quello floro-vivaistico, dove sono peraltro <strong>in crescita l\u2019uso di agrofarmaci e fitofarmaci vietati<\/strong>, <strong>spesso cancerogeni,<\/strong> e false certificazioni bio da importazioni dell\u2019Est Europa. Un capitolo a parte \u00e8 poi rappresentato dal <strong>dilagare dell\u2019Italian Sounding e delle frodi sul packaging<\/strong>.<\/p>\n<h4><em><strong>Intermediazione illecita<\/strong><\/em><\/h4>\n<p><strong>Particolarmente importante e ancora gravemente sottovalutata \u00e8 la consolidata presenza in Italia di organizzazioni criminali transnazionali<\/strong> <strong>che agiscono come agenzie informali di intermediazione illecita della manodopera agricola<\/strong> (e non solo), anche intervenendo su paesi molto lontani come quelli asiatici. Indagini recenti hanno rivelato come queste reti, sfruttando anche i decreti flussi, organizzino l\u2019arrivo di lavoratori e lavoratrici dall\u2019Asia, in cambio di ingenti somme e di un persistente stato di ricattabilit\u00e0 e sfruttamento dei reclutati al fine di saldare il debito contratto.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che non sia proprio in questa direzione che deve volgere lo sguardo degli investigatori per comprendere cosa \u00e8 accaduto nel cosentino, e perch\u00e9 un furgone con quattro lavoratori stranieri della stessa nazionalit\u00e0 venga dato alle fiamme, in un luogo pubblico, non lasciando scampo a nessuno di loro.<\/p>\n<h4><em><strong>Una procura nazionale contro le agromafie<\/strong><\/em><\/h4>\n<p><strong>Si tratta di una criminalit\u00e0 particolarmente pericolosa sulla quale <\/strong>la\u00a0<em>Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere<\/em>, attualmente presieduta dall\u2019On. Chiara Colosimo<strong>, dovrebbe avviare appositi approfondimenti e audizioni. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Sarebbe utile anche riflettere sulla costituzione di una Procura nazionale contro le agromafie, il caporalato e le morti sul lavoro, in grado di coordinare tutte le procure italiane, di fornire un quadro di riferimento di natura interpretativa omogeneo e adeguato.<\/strong> Anche questa \u00e8 per\u00f2 una proposta che non trova spazio nel dibattito politico. Una grave sottovalutazione che lascia alla sola Magistratura il compito della repressione, e alla stampa quello di continuare a raccontare fatti di cos\u00ec grave efferatezza con cadenza sempre pi\u00f9 ravvicinata.<\/p>\n<h5>*<strong><em>sociologo, docente e ricercatore dell\u2019Eurispes, membro del comitato scientifico di Avviso Pubblico<\/em><\/strong><\/h5>\n<h5><em>**contributo pubblicato sul quotidiano laltravoce.com, per concessione dell\u2019autore<\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proseguono le indagini sulla tragica uccisione dei quattro braccianti pachistani, morti bruciati nel cosentino. 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