{"id":80993,"date":"2026-05-18T18:09:50","date_gmt":"2026-05-18T16:09:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=80993"},"modified":"2026-05-29T11:56:29","modified_gmt":"2026-05-29T09:56:29","slug":"la-quarta-mafia-a-foggia-attenzione-e-impegno-per-tornare-liberi-un-contributo-di-daniela-marcone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/la-quarta-mafia-a-foggia-attenzione-e-impegno-per-tornare-liberi-un-contributo-di-daniela-marcone\/","title":{"rendered":"La quarta mafia a Foggia: attenzione e impegno per tornare liberi. Un contributo di Daniela Marcone"},"content":{"rendered":"<h4><em><strong>Il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha rilasciato <\/strong><a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-schede-2668-da_foggia_la_denuncia_del_procuratore_antimafia_melillo_situazione_grave\"><strong>una dichiarazione netta sulla pericolosit\u00e0 della situazione delle mafie a Foggia<\/strong><\/a><strong>. Durante la conferenza stampa successiva all\u2019esecuzione di 21 misure cautelari per reati commessi nella citt\u00e0 pugliese, ha ribadito come \u201cqui regga ancora un patto di omert\u00e0 tra mafiosi e vittime.\u201d Parole che scuotono chi, come Daniela Marcone, figlia di <\/strong><a href=\"https:\/\/vivi.libera.it\/storie-778-francesco_marcone\"><strong>Francesco Marcone, vittima innocente delle mafie,<\/strong><\/a><strong> ogni giorno si impegna per tenere alta l\u2019attenzione e stimolare l\u2019impegno della societ\u00e0 civile della sua citt\u00e0.<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Scrivere di Foggia e della sua grande provincia, la cosiddetta Capitanata, non potr\u00e0 mai essere per me un esercizio teorico. \u00c8 un atto che attraversa le ferite della mia storia personale e si intreccia, in modo indissolubile, con il percorso della comunit\u00e0 di cui faccio parte.<\/p>\n<p>Quando racconto della criminalit\u00e0 nella mia terra, non mi riferisco solo agli indici statistici pubblicati sui quotidiani di tiratura nazionale, che pongono Foggia invariabilmente agli ultimi posti per qualit\u00e0 della vita e ai primi per la presenza della criminalit\u00e0, bens\u00ec di un <strong>vero e proprio sistema che continua a soffocare la bellezza e la libert\u00e0, di un fenomeno, oggi noto come \u201cQuarta mafia\u201d,<\/strong> che per troppo tempo \u00e8 stato colpevolmente sottovalutato, quasi fosse un caso di folclore locale e non la feroce organizzazione mafiosa che ha iniziato a muovere i primi passi fin dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso.<\/p>\n<h4><em><strong>Silenzio e paura<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Per decenni, la Capitanata ha vissuto sotto un cono d\u2019ombra. Mentre l\u2019attenzione mediatica e investigativa di alto livello era rivolta altrove, qui la criminalit\u00e0 affinava i suoi metodi: un mix arcaico di violenza rituale e una modernissima capacit\u00e0 di infiltrazione economica. Dal racket delle estorsioni che strozza il commercio, al controllo spietato delle campagne attraverso la tratta degli esseri umani e il caporalato, fino alla capacit\u00e0 di infiltrarsi nella gestione pubblica, come testimoniano i numerosi scioglimenti per infiltrazione mafiosa delle amministrazioni comunali dei grandi centri cittadini della provincia e del capoluogo stesso.<\/p>\n<p><strong>Subire, per molti anni, la ferocia delle bombe e la negazione di quanto accadeva, ha permesso alle organizzazioni mafiose di crescere a dismisura e la percezione della comunit\u00e0 locale si \u00e8, di pari passo, allineata, rendendo il silenzio della paura terreno fertile per l&#8217;omert\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;affermazione che a Foggia la mafia non esistesse \u00e8 stato il pi\u00f9 grande regalo fatto ai clan. Mio padre, Francesco Marcone, proprio negli anni pi\u00f9 bui della sottovalutazione della situazione in citt\u00e0, pag\u00f2 con la vita le sue segnalazioni e denunce, effettuate nell&#8217;ambito del suo ruolo di Direttore dell&#8217;ufficio del Registro di Foggia, tentando di far emergere l&#8217;esistenza di un sistema corruttivo che rischiava di danneggiare gravemente la comunit\u00e0. <strong>Era il 31 marzo del 1995 e la sua morte, come quella delle altre vittime innocenti della criminalit\u00e0 locale, non \u00e8 stata assolutamente un &#8220;fatto privato&#8221;, come alcune persone hanno provato a farci credere, ma un attacco diretto allo Stato e alla nostra stessa dignit\u00e0 di cittadini.<\/strong><\/p>\n<h4><em><strong>Attenzione, impegno e rischi<\/strong><\/em><\/h4>\n<p><strong>Oggi la &#8220;Quarta Mafia&#8221; non \u00e8 pi\u00f9 invisibile.<\/strong> Importanti operazioni giudiziarie e investigative hanno fornito strumenti di lettura a tutte e tutti coloro che negli anni si sono impegnate\/i come semplici cittadine e cittadini. Qui esiste un coordinamento provinciale e numerosi presidi cittadini istituiti dalla rete associativa di Libera da decenni, che non solo hanno resistito, ma non si sono arresi alle criticit\u00e0 di una realt\u00e0 cos\u00ec complessa, in cui le problematiche sociali presentano molteplici sfaccettature e il campo d&#8217;impegno \u00e8 molto vasto.<\/p>\n<p>Vivere in questa terra, decidendo ogni giorno di restarci, continua a non essere semplice: \u00e8 evidente che la battaglia \u00e8 tutt\u2019altro che conclusa. Lo leggiamo anche nelle dichiarazioni di qualche giorno fa, del Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo: parole che probabilmente destano meraviglia in qualcuno, ma per me non sono che la conferma di quanto percepisco nel mio quotidiano.<\/p>\n<p>La criminalit\u00e0 foggiana ha senza dubbio subito forti colpi inferti dai numerosi arresti, ma non \u00e8 ancora giunto il momento di tirare un sospiro di sollievo<strong>. Dalle notizie legate alle operazioni investigative, emerge un grave controllo capillare del territorio da parte della criminalit\u00e0 organizzata, mentre la guerra interna tra clan continua a insanguinare le nostre strade, mettendo a rischio anche i passanti casuali. A questo, si aggiunge la presenza di ulteriori forme di criminalit\u00e0 e violenza e una circolazione di armi da fuoco e da taglio molto preoccupante.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Ritengo che dalle mie parole si percepisca il dolore e il disagio che provo ogni volta che un \u201cfatto\u201d di sangue accade a Foggia. Eppure, ogni volta che mi sento scoraggiata, guardo alla grande rete di persone di cui faccio parte, in particolare alle <strong>tante famiglie di vittime innocenti delle mafie che hanno trasformato il dolore in impegno<\/strong>. Anche io, nel mio piccolo, ho provato a operare questa trasformazione, avvertendo la necessit\u00e0 di incoraggiare tutte le persone che vivono in Capitanata a fare altrettanto, affinch\u00e9 ci sia una generalizzata consapevolezza e reazione coraggiosa.<\/p>\n<p>Probabilmente, per\u00f2, ci sono ancora sacche di popolazione che vivono quanto accade come qualcosa che non le riguardi davvero. <strong>Io continuo a nutrire la speranza attraverso l&#8217;impegno della memoria collettiva, nella profonda consapevolezza che il luogo in cui vivo non \u00e8 solo la citt\u00e0 della \u201cSociet\u00e0\u201d foggiana, \u00e8 anche la citt\u00e0 di chi resiste, di chi denuncia, dei giovani che decidono di restare nonostante tutto. Ed \u00e8 la citt\u00e0 di Francesco Marcone, che qui \u00e8 nato e vissuto non come semplice spettatore, bens\u00ec scegliendo, non senza profonde preoccupazioni, cosa fosse giusto fare per dare un senso reale alla parola \u201clegalit\u00e0\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 penso che tutte e tutti noi non possiamo essere gli spettatori di una guerra altrui: siamo i protagonisti di una ricostruzione necessaria. <strong>Foggia merita di respirare un&#8217;aria che non sappia di polvere da sparo, ma di futuro.<\/strong> Solo cos\u00ec la nostra terra potr\u00e0 smettere di essere terra di mafia per tornare a essere terra di uomini e donne liberi.<\/p>\n<h5><em>*referente Area Memoria di Libera<\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha rilasciato una dichiarazione netta sulla pericolosit\u00e0 della situazione delle mafie a Foggia. 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