{"id":80044,"date":"2026-03-16T13:07:54","date_gmt":"2026-03-16T12:07:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=80044"},"modified":"2026-03-26T18:30:44","modified_gmt":"2026-03-26T17:30:44","slug":"referendum-sulla-riforma-della-giustizia-informazioni-per-votare-con-consapevolezza-e-responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/referendum-sulla-riforma-della-giustizia-informazioni-per-votare-con-consapevolezza-e-responsabilita\/","title":{"rendered":"Referendum sulla riforma della giustizia. Informazioni per votare con consapevolezza e responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il 22 e 23 marzo, le cittadine e i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sul referendum costituzionale confermativo, relativo alla cosiddetta <strong>\u201criforma della giustizia\u201d,<\/strong> che interviene sull\u2019ordinamento della magistratura.<\/p>\n<p>I punti cardine del disegno di legge costituzionale &#8211; approvato definitivamente dal Senato il 30 ottobre 2025, in seconda votazione, con maggioranza assoluta, ma non dei due terzi \u2013 sono rappresentati dalla separazione tra carriera giudicante e requirente, l&#8217;istituzione di due Consigli superiori della magistratura &#8211; eletti attraverso il sistema del sorteggio &#8211; e l&#8217;istituzione di un&#8217;Alta Corte disciplinare che avr\u00e0 il compito di giudicare i magistrati in relazione ad abusi, negligenze e comportamenti che non rispettano la deontologia professionale.<\/p>\n<p><strong>Il dibattito politico<\/strong> sviluppatosi in questi mesi in relazione alla riforma costituzionale, <strong>\u00e8 stato caratterizzato da una forte polarizzazione e dall\u2019utilizzo<\/strong>, in diverse occasioni, di toni accesi che purtroppo non hanno <strong>favorito un confronto costruttivo tra gli schieramenti tale da permettere alle cittadine e ai cittadini di comprendere a fondo l\u2019importanza della proposta di riforma costituzionale<\/strong> sulla quale sono chiamati ad esprimersi con il referendum.<\/p>\n<p>Le visioni sulla proposta di riforma sono contrapposte. Da un lato, essa viene descritta come necessaria per risolvere diversi problemi che da anni attanagliano il sistema giustizia, tra cui il garantire la terziet\u00e0 del giudice, l\u2019evitare l\u2019influenza delle cosiddette \u201ccorrenti\u201d e la politicizzazione della magistratura; dall\u2019altro chi, al contrario, considera la riforma non solo inadatta ad affrontare le criticit\u00e0 del sistema giustizia, ma una minaccia, seria e concreta, all\u2019indipendenza e all\u2019autonomia della magistratura.<\/p>\n<p><strong>Avviso Pubblico considera l\u2019appuntamento referendario del 22 e 23 marzo come un momento molto importante della storia italiana.<\/strong> In casi come questi, a prescindere dal colore politico delle maggioranze parlamentari, l\u2019Associazione cerca \u2013 come ha sempre fatto in questi trent\u2019anni \u2013 di guardare al merito delle proposte, a partire da un\u2019osservazione oggettiva della realt\u00e0 e dello stato delle cose.<\/p>\n<p><strong>Avviso Pubblico,<\/strong> richiamandosi alle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica nella seduta del Consiglio superiore della magistratura del 18 febbraio 2026, <strong>invita i rappresentanti di tutte le istituzioni ad assumere comportamenti di rispetto reciproco e di confronto democratico<\/strong>, in modo da garantire l\u2019autorevolezza dello Stato, il perseguimento degli interessi del Paese e di non alimentare il senso di sfiducia che da tempo permea la societ\u00e0 italiana che si riflette, tra l\u2019altro, in un tasso di astensionismo elettorale crescente.<\/p>\n<p>L\u2019Associazione, rispettando profondamente le posizioni di tutte le forze politiche e richiamandosi allo spirito e all\u2019equilibro dei costituenti, ritiene che qualsiasi proposta di riforma costituzionale, vista la sua importanza e delicatezza, <strong>dovrebbe essere sempre fatta oggetto di un confronto parlamentare<\/strong>, accurato e profondo, allargato anche a studiosi ed esperti qualificati. Ogni riforma di natura costituzionale, infatti, deve garantire l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza tra i poteri dello Stato, elemento indispensabile per assicurare un equilibrato e corretto funzionamento delle istituzioni, il sistema di <em>check and balances<\/em>, la tutela dei principi e dei valori della nostra Costituzione unitamente a quelli della democrazia liberale.<\/p>\n<p>Il senso del termine \u201criforma\u201d rimanda all\u2019idea di un miglioramento della situazione esistente, per realizzare il quale \u00e8 necessario che le persone chiamate ad operare in seno alle istituzioni, anche del potere giudiziario, siano espressione di competenza, autorevolezza e responsabilit\u00e0. Questi elementi si garantiscono attraverso una selezione basata non su criteri casuali ma, al contrario, su criteri rigorosi e oggettivi, al fine di garantire il perseguimento di interessi generali e non particolari.<\/p>\n<p><strong>Senza adeguati investimenti in risorse umane, economiche e strumentali nessuna riforma potr\u00e0 veramente definirsi tale.<\/strong> Questo vale anche per il sistema giudiziario italiano.<\/p>\n<p><strong>Avviso Pubblico invita tutte le cittadine e tutti i cittadini ad andare a votare il 22 e 23 marzo e di farlo in modo informato, consapevole e responsabile<\/strong>. Per questo, nelle pagine che seguono vengono forniti informazioni, dati e statistiche ufficiali sul sistema giudiziario italiano, materiali parlamentari sulla proposta di riforma e, da ultimo, la segnalazione di articoli, libri e video di coloro che sostengono le ragioni del S\u00ec e del No al referendum.<\/p>\n<h3><em><strong>I problemi della giustizia in Italia<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>La narrazione sui problemi vede la giustizia italiana afflitta da diverse criticit\u00e0. Le principali sono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>lentezza dei procedimenti penali e civili<\/strong>, che genera incertezze, non solo nei cittadini ma anche nelle imprese e negli investitori;<\/li>\n<li><strong>carenza di risorse umane<\/strong>, sia relativamente al numero dei magistrati che in tema di personale amministrativo;<\/li>\n<li><strong>inefficienza, <\/strong>a fronte di una carenza di risorse umane, il nostro Paese spenderebbe pi\u00f9 della media europea;<\/li>\n<li><strong>scarsa informatizzazione, <\/strong>indicata come una delle concause della lentezza dei procedimenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Fonti e dati alla mano, andiamo ad analizzare tale narrazione.<\/p>\n<h4><em><strong>Il divario di durata dei procedimenti in Italia e in Europa<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Uno degli indicatori fondamentali per comprendere il funzionamento della giustizia \u00e8 la sua <strong>capacit\u00e0 di fornire risposte alle esigenze della cittadinanza<\/strong> attiene alle sue tempistiche.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019ultimo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sistemapenale.it\/it\/documenti\/efficacia-e-qualita-della-giustizia-in-europa-pubblicato-il-rapporto-2024-cepej-sui-sistemi-giudiziari-europei\">rapporto CEPEJ 2024\u00a0<\/a>(dati 2022), la <strong>durata media dei procedimenti penali<\/strong> <strong>in\u00a0Europa<\/strong>\u00a0\u00e8 pari a\u00a0133 giorni in primo grado,\u00a0110 in secondo grado\u00a0e\u00a0101 in terzo grado: totale <strong>344 giorni<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo il Ministero della Giustizia (sezione <a href=\"https:\/\/datiestatistiche.giustizia.it\/page\/it\/obiettivi-nazionali-riduzione-disposition-time\">dati e statistiche<\/a>, I semestre 2025), <strong>in Italia il tempo di trattazione<\/strong> \u2013 cosiddetto <em>disposition time<\/em> \u2013 penale \u00e8 di 313 giorni in Tribunale, 476 in Corte d\u2019Appello e 77 in Cassazione: totale <strong>866 giorni<\/strong>. In <strong>sede civile<\/strong> il disposition time italiano \u00e8 di <strong>1.814 giorni<\/strong> (458 giorni in Tribunale, 467 in Corte d\u2019Appello e 889 in Cassazione).<\/p>\n<h4><em><strong>La mole dei procedimenti pendenti che ostacola la giustizia<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Uno dei fattori che pi\u00f9 incide sui tempi \u00e8, naturalmente, quello della pendenza dei procedimenti nelle varie sedi.<\/p>\n<p><strong>In sede civile<\/strong>, secondo il Ministero della Giustizia (sezione <a href=\"https:\/\/datiestatistiche.giustizia.it\/page\/it\/obiettivi-nazionali-riduzione-disposition-time\">dati e statistiche<\/a>, III trimestre 2025) <strong>risultano pendenti quasi 1 milione e mezzo di provvedimenti<\/strong> (cos\u00ec suddivisi: 1,2 milioni in Tribunale, 147mila in Corte d\u2019Appello, e 80mila in Cassazione). Rispetto alla base-line 2019, il calo \u00e8 del 23%, quando erano quasi 1,9 milioni (al calo contribuiscono maggiormente Corte d\u2019Appello e Cassazione, mentre la media dei Tribunali si attesta intorno al 20%).<\/p>\n<p><strong>In sede penale, risultano pendenti circa 1 milione di procedimenti<\/strong> (821mila in Tribunale, 164mila in Corte d\u2019Appello e 13mila in Cassazione). Rispetto alla base-line 2019, il calo in questo caso si assesta al 30% (in primo grado \u00e8 al 28,7%).<\/p>\n<h4><em><strong>La carenza di personale<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Un altro tema cruciale \u00e8 quello del personale. Secondo l\u2019ultimo\u00a0<a href=\"https:\/\/public.tableau.com\/app\/profile\/cepej\/viz\/QuantitativeDataEN\/Tables\">rapporto CEPEJ 2024\u00a0<\/a>(dati 2022), in Italia ci sono:<\/p>\n<ul>\n<li>nel settore civile: 5,95 giudici ogni 100mila abitanti (media europea: 14,34);<\/li>\n<li>nel settore penale: 5,31 giudici ogni 100mila abitanti (media europea: 6,20) e 3,8 PM ogni 100.000 abitanti (media europea: 11,2).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>In Italia ci sono circa 9200 magistrati: il 13,4% in meno rispetto all\u2019organico fissato dalla legge.<\/strong> Sul piano amministrativo, la <a href=\"https:\/\/www.giustizia.it\/giustizia\/page\/it\/relazione_su_amministrazione_giustizia\">Relazione<\/a> del Ministero sull\u2019amministrazione della giustizia (anno 2025) evidenzia che la scopertura nazionale di personale amministrativo attualmente e\u0300 pari al 30,61%.<\/p>\n<h4><em><strong>Ufficio per il Processo: la questione della stabilizzazione del personale<\/strong><\/em><\/h4>\n<p><strong>La struttura dell\u2019Ufficio per il processo<\/strong> (UPP), prevista dal PNRR, con l\u2019obiettivo di contribuire alla <strong>riduzione dell\u2019arretrato<\/strong> e della durata dei processi, ha potuto contare su <strong>assunzioni a tempo determinato di circa 9mila addetti<\/strong> con compiti di studio, ricerca, redazione di bozze di provvedimenti, e di quasi 3mila unit\u00e0 di personale amministrativo e tecnico, a supporto delle cancellerie e di altri progetti in essere.<\/p>\n<p>Come tutti gli investimenti PNRR, anche questo \u00e8 soggetto a scadenza nel 2026.\u00a0 Il Decreto Legge 19\/2024 (art. 22) detta i criteri per la stabilizzazione del personale che \u00e8 stato assunto. <strong>Il Ministero della Giustizia prevede risorse per la stabilizzazione di 9.368 lavoratori<\/strong>, sul totale di 11.211. Sulla base di queste stime, restano ancora da stabilizzare quasi 2mila unit\u00e0 di personale.<\/p>\n<h4><em><strong>La spesa italiana per la giustizia: la questione dell\u2019utilizzo delle risorse<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Secondo l\u2019ultimo\u00a0<a href=\"https:\/\/public.tableau.com\/app\/profile\/cepej\/viz\/QuantitativeDataEN\/Tables\">rapporto CEPEJ 2024\u00a0<\/a>(dati 2022), in Italia <strong>il budget per il sistema giustizia ammonta a 100,6 euro per abitante<\/strong>, pari allo 0,31% del PIL nazionale. <strong>La media europea si assesta su una spesa di 85,4 euro per abitante<\/strong> e su un rapporto col PIL pari a quello italiano.<\/p>\n<p>La riflessione che va fatta \u00e8, dunque, su come vengono utilizzate da parte del Ministero della Giustizia le risorse stanziate. \u00c8 un tema che riguarda, in particolare:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019allocazione delle risorse sul personale che opera nel settore;<\/li>\n<li>gli strumenti che vengono messi a disposizione per informatizzare il sistema.<\/li>\n<\/ul>\n<h4><em><strong>Digitalizzazione: migliorare sul procedimento penale \u00a0<\/strong><\/em><\/h4>\n<p><strong>L\u2019uso della tecnologia digitale nei sistemi giudiziari \u00e8 un aspetto cruciale<\/strong>. Dati interessanti su questo aspetto li raccoglie ed elabora la Commissione europea con il Report <strong><em>\u201cJustice Scoreboard\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, stando ai dati europei 2025, mostra dati complessivamente positivi sulla digitalizzazione, soprattutto nei Tribunali, mentre sul piano delle soluzioni digitali per condurre e seguire i procedimenti penali nelle Procure<strong> il lavoro da compiere \u00e8 ancora lungo, tant\u2019\u00e8 che il nostro Paese \u00e8 fanalino di coda nella statistica europea<\/strong>.<\/p>\n<h3><em><strong>Documentazione parlamentare<\/strong><\/em><\/h3>\n<ul>\n<li>Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare: <a href=\"https:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/01474731.pdf\"><strong><em>dossier dei Servizi Studi di Camera e Senato<\/em><\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.senato.it\/leggi-e-documenti\/disegni-di-legge\/scheda-ddl?tab=docAcquisiti&amp;did=58803\"><strong><em>Documenti acquisiti dalla 1\u00aa Commissione permanente<\/em><\/strong><\/a> (Affari Costituzionali)<\/li>\n<\/ul>\n<h3><em><strong>A sostegno del S\u00cc<\/strong><\/em><\/h3>\n<blockquote>\n<h3><em><strong>Articoli<\/strong><\/em><\/h3>\n<ul>\n<li>\n<h4><a style=\"font-family: Montserrat, Arial, sans-serif; font-size: 0.875rem; font-weight: bold; background-color: #ffffff;\" href=\"https:\/\/www.rivistailmulino.it\/a\/liberare-la-giustizia-e-i-magistrati?&amp;utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Strada+Maggiore+37+%7C+19+gennaio+%5B10348%5D\"><strong>Nicol\u00f2 Zanon,<em> Liberare la giustizia e i magistrati<\/em><\/strong><\/a><\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><a style=\"font-family: Montserrat, Arial, sans-serif; font-size: 0.875rem; font-weight: bold; background-color: #ffffff;\" href=\"https:\/\/sisepara.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/espresso-30012026.pdf\"><strong>Giandomenico Caiazza, <em>Il referendum ci garantir\u00e0 giudici terzi<\/em><\/strong><\/a><\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><a style=\"font-family: Montserrat, Arial, sans-serif; font-size: 0.875rem; font-weight: bold; background-color: #ffffff;\" href=\"https:\/\/www.libertaeguale.it\/col-si-alla-separazione-delle-carriere-approviamo-una-riforma-liberale\/\"><strong>Augusto Barbera, <em>Separazione delle carriere, una riforma liberale<\/em><\/strong><\/a><\/h4>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h3><em><strong>Libri<\/strong><\/em><\/h3>\n<ul>\n<li>\n<h4><strong>Carlo Nordio<\/strong>, <em>Una nuova giustizia<\/em>, Guerini &amp; Associati, 2026<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><strong>Emilia Rossi,<\/strong> <em>Certo che si! Il referendum tra realt\u00e0 e propaganda, <\/em>Castelvecchi, 2026<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><strong>Lorenzo Zilletti e Gian Domenico Caiazza<\/strong>, <em>La verit\u00e0 sulla riforma della magistratura \u2013 Perch\u00e9 \u00e8 giusto votare s\u00ec<\/em>, Liberilibri, 2026<\/h4>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<h3><em>A sostegno del NO<\/em><\/h3>\n<blockquote>\n<h3><em><strong>Articoli<\/strong><\/em><\/h3>\n<ul>\n<li>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.rivistailmulino.it\/a\/le-ragioni-del-no?&amp;utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Strada+Maggiore+37+%7C+19+gennaio+%5B10348%5D\"><strong>Rocco Gustavo Maruotti, <em>Le ragioni del no<\/em><\/strong><\/a><\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.giustiziainsieme.it\/articolo\/3832-giovanni-melillo-contro-la-riforma-nordio\"><em><strong>Giovanni Melillo contro la riforma Nordio<\/strong><\/em><\/a><\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.giustiziainsieme.it\/articolo\/3837-perche-no-secondo-giorgio-lattanzi\"><em><strong>Perch\u00e9 No, secondo Giorgio Lattanzi<\/strong><\/em><\/a><\/h4>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h3><em><strong>Libri<\/strong><\/em><\/h3>\n<ul>\n<li>\n<h4><strong>Antonella Mascali, Piergiorgio Morosini<\/strong>, <em>Mani legate. La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia<\/em>, Paper First, 2026<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><strong>Stefano Passigli,<\/strong> <em>Nordio. Ragioni e pericoli di una riforma<\/em>, Passigli editore, 2026<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><strong>Nello Rossi e Armando Spataro<\/strong>, <em>Le ragioni del no \u2013 La posta in gioco nel referendum costituzionale, <\/em>Laterza, 2026<\/h4>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<h3><\/h3>\n<blockquote>\n<h3><em><strong>VIDEO<\/strong><\/em><\/h3>\n<ul>\n<li>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/live\/6Uq6DzstJMs?si=5ReU5NaSiwaldK1K\"><strong>Riforma della giustizia: S\u00ec o No? Dibattito organizzato da Avviso Pubblico a Torino il 10\/02\/2026<\/strong><\/a><\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=3_W5u3up7ic&amp;t=15s\"><strong>Referendum Giustizia: le ragioni del s\u00ec e del no a confronto con gli avvocati<\/strong><\/a><\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ItMc4u3A8zo\"><strong>\u201cSeparare i magistrati s\u00ec o no?\u201d Piercamillo Davigo e Francesco Paolo Sisto<\/strong><\/a><\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.la7.it\/omnibus\/video\/referendum-giustizia-il-confronto-tra-gherardo-colombo-e-gian-domenico-caiazza-20-02-2026-633879\"><strong>Referendum Giustizia, il confronto tra Gherardo Colombo (Ragioni del No) e Gian Domenico Caiazza (Ragioni del S\u00ec)<\/strong><\/a><\/h4>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 22 e 23 marzo, le cittadine e i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sul referendum costituzionale confermativo, relativo alla cosiddetta \u201criforma della giustizia\u201d,&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/referendum-sulla-riforma-della-giustizia-informazioni-per-votare-con-consapevolezza-e-responsabilita\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Referendum sulla riforma della giustizia. 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