{"id":79961,"date":"2026-03-11T10:33:48","date_gmt":"2026-03-11T09:33:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=79961"},"modified":"2026-03-18T09:58:12","modified_gmt":"2026-03-18T08:58:12","slug":"beni-confiscati-numeri-e-storie-di-una-realta-da-raccontare-e-sostenere-un-contributo-di-toni-mira","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/beni-confiscati-numeri-e-storie-di-una-realta-da-raccontare-e-sostenere-un-contributo-di-toni-mira\/","title":{"rendered":"Beni confiscati: numeri e storie di una realt\u00e0 da raccontare e sostenere. Un contributo di Toni Mira"},"content":{"rendered":"<h4><em><strong>Sono 23.026 i beni immobili confiscati e destinati, erano in tutto 30mila, dieci anni fa, mentre sono 1.332 i soggetti della societ\u00e0 civile organizzata che li gestiscono in 19 regioni e in 448 comuni, dieci anni fa erano 524 in 16 regioni. I dati che emergono dal rapporto presentato da Libera per il trentennale della legge 109 del 1996 raccontano l\u2019efficacia della norma e l\u2019esistenza di un Belpaese che deve essere conosciuto, al lavoro ogni giorno per rappresentare il valore dello stato contro le mafie.<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Aumentano i beni confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata, ma aumentano ancora di pi\u00f9, quasi tre volte in dieci anni, i soggetti della societ\u00e0 civile organizzata che li gestiscono, belle storie di rinascita. E\u2019 quanto emerge dal <a href=\"https:\/\/www.libera.it\/it-schede-2810-raccontiamo_il_bene_una_nuova_edizione_del_report_sul_riutilizzo_sociale_dei_beni_confiscati_alle_m\">rapporto di Libera \u201cRaccontiamo il bene\u201d<\/a>, presentato in occasione del trentennale della <a href=\"https:\/\/www.libera.it\/it-schede-855-la_legge_n_109_96_per_l_uso_sociale_dei_beni_confiscati_alle_mafie_compie_ventitre_anni\">legge 109 del 1996 <\/a>che introdusse il riutilizzo ai fini sociali dei beni tolti ai mafiosi.<\/p>\n<h4><em><strong>La legge<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Una norma che completava la <a href=\"https:\/\/archiviopiolatorre.camera.it\/l-impegno-parlamentare-nazionale\/legge-rognoni-la-torre\">legge Rognoni-La Torre del 1982<\/a> che aveva introdotto la confisca delle ricchezze dei mafiosi e si collegava al lavoro del pool antimafia di Palermo. Non a caso la proposta di legge, presentata il 15 dicembre 1994, aveva come primo firmatario Giuseppe Di Lello, ex componente del pool antimafia di Falcone e Borsellino, e poi parlamentare dei Progressisti e di Rifondazione comunista.<\/p>\n<p>Tra gli altri firmatari l\u2019attuale Capo dello Stato, Sergio Mattarella (Dc e Ppi), l\u2019ex presidente della Commissione antimafia e della Camera, Luciano Violante (Pci e Pds), il fondatore della Federazione italiana antiracket, Tano Grasso (Pds), Giuseppe Ayala (Pri e Alleanza democratica), PM al \u201cmaxiprocesso\u201d. <strong>Davvero una proposta trasversale. E che ha funzionato e sta funzionando<\/strong>.<\/p>\n<h4><em><strong>I numeri<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Attualmente sono <strong>23.026<\/strong> i beni immobili confiscati e destinati, mentre sono <strong>20.848<\/strong> quelli ancora in gestione dell&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata. Erano in tutto circa <strong>30mila<\/strong> dieci anni fa, in occasione del primo rapporto di Libera.<\/p>\n<p>Dati imponenti ma ancora pi\u00f9 importanti sono quelli prodotti dalla legge di 30 anni fa: sono i <strong>1.332<\/strong> soggetti della societ\u00e0 civile organizzata che gestiscono beni confiscati, in <strong>19<\/strong> regioni e in <strong>448<\/strong> comuni. Belle e efficaci realt\u00e0, che hanno ridato vita e libert\u00e0 a questi beni. Un dato in fortissima crescita. Dieci anni fa erano <strong>524<\/strong> in <strong>16<\/strong> regioni. Cinque anni fa, in occasione del 25mo anniversario della legge erano <strong>871<\/strong>, le regioni <strong>17 <\/strong>e i comuni <strong>350<\/strong>.<\/p>\n<p>Davvero un <strong>\u201cBelpaese<\/strong>\u201d, dove in silenzio opera una comunit\u00e0 alternativa a quella mafiosa, che lavora e si impegna a realizzare un nuovo modello di sviluppo territoriale: <strong>739 associazioni di diversa tipologia, 35 scuole, 282 cooperative sociali, 17 associazioni sportive dilettantistiche, 38 enti pubblici, 53 tra associazioni temporanee di scopo e di impresa, 41 fondazioni private e di comunit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Circa <strong>il 20% <\/strong>dei beni confiscati alle mafie e diventati esperienze di riutilizzo a fini sociali sono riconducibili all\u2019impegno della Chiesa italiana: diocesi, parrocchie, Caritas (67), gruppi scout (17), e varie decine di associazioni di volontariato e cooperative sociali. Ricordiamo in particolare i dieci beni confiscati presi in gestione dalla Diocesi di Locri-Gerace, <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/una-chiesa-su-una-terra-confiscata-alla-mafia-sara-luogo-santo_30409\">la prima chiesa realizzata su un terreno confiscato a Gioia Tauro (Diocesi Oppido-Palmi)<\/a>, le sei cooperative sociali sostenute dal <a href=\"https:\/\/www.progettopolicoro.it\/\">Progetto Policoro della Cei <\/a>per l\u2019imprenditorialit\u00e0 giovanile al Sud.<\/p>\n<p><strong>Novecento realt\u00e0 sono al Sud e nelle isole, 322 al Nord, 110 al Centro<\/strong>. La regione con il maggior numero \u00e8 la <strong>Sicilia con 384, segue la Campania con 205, la Lombardia con 193 e la Calabria con 154.<\/strong> Tra i comuni pi\u00f9 impegnati ricordiamo due simboli per anni del potere mafioso. <strong>A Corleone tutti i beni confiscati sono attualmente utilizzati. <\/strong><a href=\"http:\/\/www.invitalia.it\/news-media\/news\/beni-confiscati-casal-di-principe-nasce-una-scuola-su-unarea-sottratta-alla-camorra\"><strong>A Casal di Principe ben 5 scuole sono state realizzate in edifici confiscati <\/strong><\/a><strong>alla camorra,<\/strong> oltre ad altri assegnati a cooperative sociali.<\/p>\n<h4><em><strong>Un valore da sostenere<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Nella ricerca Libera ha ricostruito le attivit\u00e0 che si svolgono in questi beni: <strong>il 57,6%<\/strong> sono direttamente legate a servizi di welfare e politiche sociali per la comunit\u00e0; <strong>il 23,2%<\/strong> si occupano di promozione del sapere, del turismo sostenibile e della cultura e il <strong>9%<\/strong> sono nel mondo dell&#8217;agricoltura e ambiente.<\/p>\n<p>Davvero degli ottimi risultati ma Libera, che trenta anni fa sostenne la proposta di legge con la raccolta di un milione di firme, ora invita i cittadini a una nuova mobilitazione. E\u2019 la campagna <a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-schede-2506-diamo_linfa_al_bene_2_fug_riutilizzo_a_scopi_sociali_dei_beni_confiscati\">\u201c<\/a><a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-schede-2506-diamo_linfa_al_bene_2_fug_riutilizzo_a_scopi_sociali_dei_beni_confiscati\"><strong>Diamo linfa al bene\u201d:<\/strong><\/a> una firma per chiedere che il 2% del Fondo Unico Giustizia, che raccoglie il denaro confiscato ai mafiosi, venga destinato al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati.<\/p>\n<h5><em>* giornalista e scrittore<\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono 23.026 i beni immobili confiscati e destinati, erano in tutto 30mila, dieci anni fa, mentre sono 1.332 i soggetti della societ\u00e0 civile organizzata che&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/beni-confiscati-numeri-e-storie-di-una-realta-da-raccontare-e-sostenere-un-contributo-di-toni-mira\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Beni confiscati: numeri e storie di una realt\u00e0 da raccontare e sostenere. 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