{"id":79230,"date":"2026-01-27T11:33:43","date_gmt":"2026-01-27T10:33:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=79230"},"modified":"2026-02-05T16:43:55","modified_gmt":"2026-02-05T15:43:55","slug":"per-amministrare-il-presente-e-costruire-il-futuro-della-calabria-serve-una-sfida-quotidiana-e-condivisa-contro-mafie-e-infiltrazioni-un-contributo-di-giuseppe-politano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/per-amministrare-il-presente-e-costruire-il-futuro-della-calabria-serve-una-sfida-quotidiana-e-condivisa-contro-mafie-e-infiltrazioni-un-contributo-di-giuseppe-politano\/","title":{"rendered":"Per amministrare il presente e costruire il futuro della Calabria serve una sfida quotidiana e condivisa contro mafie e infiltrazioni. Un contributo di Giuseppe Politan\u00f2"},"content":{"rendered":"<h4><em>La Calabria \u00e8 una delle regioni dove \u00e8 pi\u00f9 complesso amministrare. Seconda per numero di intimidazioni subite dagli amministratori negli ultimi 15 anni, \u00e8 la pi\u00f9 colpita dagli scioglimenti per infiltrazioni mafiose da quando, nel 1991, \u00e8 stata istituita la legge. Un quadro che non mostra segni di inversione, anzi, tra cronaca e segnalazioni, dimostra una continuit\u00e0 preoccupante su cui bisogna mantenere alta l\u2019attenzione e approfondire.<\/em><\/h4>\n<p>In Calabria \u00e8 tornata a manifestarsi, con modalit\u00e0 diverse e sempre pi\u00f9 insidiose, <strong>una violenza <\/strong>che non colpisce solo i singoli amministratori, ma\u00a0il cuore stesso delle istituzioni locali e il <strong>tessuto sociale ed economico delle nostre citt\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Le comunit\u00e0 locali non possono rimanere indifferenti o impassibili: <strong>serve un fronte civile unito e consapevole, capace di reagire con fermezza e dignit\u00e0<\/strong>. Le istituzioni non si difendono da sole; hanno bisogno della\u00a0vicinanza dei cittadini, della responsabilit\u00e0 condivisa e di una partecipazione attiva\u00a0che restituisca fiducia e senso di tutela del bene comune.<\/p>\n<p>Il 2025 non \u00e8 stato un anno \u201cdi passaggio\u201d o \u201cdi tregua\u201d, ma si inserisce in una tendenza che resta alta e che continua a generare un<strong> clima di pressione diffusa<\/strong>. Una pressione che non riguarda solo chi amministra, ma che interroga l\u2019intera societ\u00e0 calabrese sul proprio ruolo di difesa della democrazia locale.<\/p>\n<p>Non parlerei di territori condannati per natura.<\/p>\n<p><strong>Ogni territorio pu\u00f2 diventare vulnerabile quando la politica \u00e8 debole, quando mancano reti istituzionali solide e quando non si riesce a chiamare le cose per nome, a sfidare apertamente i fenomeni di infiltrazione e di \u2019ndrangheta diffusa.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Le aree pi\u00f9 esposte sono quelle in cui il sindaco resta solo, senza una comunit\u00e0 amministrativa coesa, senza un raccordo stabile con Prefetture, forze dell\u2019ordine, scuola, associazioni e mondo produttivo.<strong> \u00c8 in questi vuoti che si insinua la pressione criminale<\/strong>, che non sempre assume la forma dell\u2019intimidazione plateale, ma spesso quella di condizionamenti quotidiani, silenziosi, difficili da raccontare.<\/p>\n<p><strong>Una vulnerabilit\u00e0 che per\u00f2 non \u00e8 solo geografica, ma istituzionale e culturale<\/strong>: dipende dalla capacit\u00e0 di fare squadra, di rendere visibili i problemi e di costruire alleanze civiche che rompano l\u2019isolamento degli amministratori.<\/p>\n<p>Dove questo non accade, il rischio cresce, indipendentemente dalle dimensioni o dalla collocazione del Comune. <strong>Amministrare in Calabria significa lottare per evitare infiltrazioni della \u2018ndrangheta<\/strong>. Un rischio che oggi non \u00e8 affatto diminuito, ma si \u00e8\u00a0spostato di piano.<\/p>\n<p>La \u2019ndrangheta \u00abagisce in <strong>modo sempre pi\u00f9 silente<\/strong>, dentro i gangli della macchina amministrativa, sfruttando procedure, relazioni, fragilit\u00e0 organizzative.<\/p>\n<p><strong>Se in passato il segnale era l\u2019intimidazione plateale, oggi il pericolo principale \u00e8 il\u00a0condizionamento strutturale: appalti orientati, affidamenti ripetuti agli stessi soggetti, servizi esternalizzati senza reale controllo, reti di imprese che sembrano pulite ma che costruiscono posizioni dominanti nei territori. \u00c8 una presenza che non fa rumore, ma che altera le decisioni pubbliche e impoverisce la qualit\u00e0 della democrazia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La risposta non pu\u00f2 essere solo repressiva<\/strong>, ma deve essere \u00abpolitica e sociale: significa rafforzare la capacit\u00e0 amministrativa dei Comuni, rendere trasparenti i processi decisionali, sostenere i sindaci che non accettano scorciatoie, e costruire comunit\u00e0 che non delegano la legalit\u00e0 solo alla magistratura o alle forze dell\u2019ordine<strong>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Contrastare la \u2019ndrangheta oggi vuol dire soprattutto questo:\u00a0ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, chiamare i fenomeni con il loro nome, non normalizzare ci\u00f2 che non \u00e8 normale e non lasciare soli gli amministratori che scelgono di governare senza compromessi. \u00c8 su questo terreno che si gioca la vera sfida.<\/strong><\/p>\n<p>Il rischio di infiltrazioni si lega a quello di scioglimento.<\/p>\n<p>La Calabria \u00e8 la prima regione per enti sciolti da quando, <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:1991-05-31;164\">nel 1991, \u00e8 stata istituita la legge<\/a> che, per\u00f2, oggi, mostra limiti evidenti. Resta uno strumento imprescindibile di tutela democratica, soprattutto in regioni come la Calabria.<\/p>\n<p><strong>\u00c8\u00a0sbagliato e pericoloso\u00a0parlare di cancellazione o svuotamento di questo strumento<\/strong>, come qualcuno oggi propone. Come ha ribadito pi\u00f9 volte il presidente\u00a0Roberto Mont\u00e0, il tema non \u00e8 abolire lo scioglimento, ma\u00a0renderlo pi\u00f9 efficace e pi\u00f9 giusto, perch\u00e9 <strong>resta una delle poche misure di prevenzione capaci di spezzare il legame tra mafia, politica e amministrazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La riforma non \u00e8 pi\u00f9 rinviabile<\/strong>. Servono procedure pi\u00f9 rapide, commissari selezionati per competenze specifiche e dotati di risorse adeguate, strumenti reali per intervenire sugli apparati burocratici compromessi e un accompagnamento vero delle comunit\u00e0 nel periodo successivo al commissariamento.<\/p>\n<p><strong>Serve la cosiddetta\u00a0\u201cterza via\u201d\u00a0per i casi meno pervasivi, basata su forme di affiancamento che consentano di risanare l\u2019ente senza azzerare automaticamente la rappresentanza democratica. Bene, dunque, mettere in discussione la legge, ma per\u00a0rafforzare e aggiornare\u00a0questo presidio di legalit\u00e0, non per smontarlo. Qui non \u00e8 in gioco una norma tecnica, ma una scelta politica di campo:\u00a0decidere se lo Stato vuole continuare a difendere la democrazia locale nei territori pi\u00f9 fragili oppure arretrare proprio dove la presenza delle mafie \u00e8 pi\u00f9 insidiosa.<\/strong><\/p>\n<p>La lotta alle mafie diventi pratica ordinaria. Questo appena iniziato deve essere l\u2019anno della\u00a0rottura con la rassegnazione.<\/p>\n<p><strong>In Calabria non basta pi\u00f9 gestire l\u2019emergenza<\/strong>: serve una presa di posizione politica netta contro l\u2019idea che la \u2019ndrangheta possa continuare a condizionare amministrazioni, economia e vita quotidiana come se fosse un fatto normale.<\/p>\n<p><strong>La sfida centrale \u00e8 trasformare la lotta alle mafie da fatto straordinario a\u00a0pratica ordinaria di governo. La criminalit\u00e0 organizzata prospera dove ci sono inefficienza, clientelismo, opacit\u00e0 e solitudine istituzionale. Per questo dobbiamo investire su amministrazioni forti, su regole chiare e controllabili, su competenze, su trasparenza e su di una partecipazione civica reale che renda ogni Comune meno permeabile alle pressioni criminali. <\/strong><\/p>\n<p>In questa direzione va anche<a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/corruzione-appalti\/anac-un-protocollo-dintesa-per-definire-e-quantificare-i-fattori-di-rischio-della-corruzione\/\"> il\u00a0protocollo di intesa tra Avviso Pubblico e Anac,<\/a> che rafforza il fronte istituzionale sulla prevenzione della corruzione, sulla trasparenza degli atti e sul supporto concreto agli enti locali pi\u00f9 fragili. Non \u00e8 un accordo simbolico, ma uno strumento politico e operativo per aiutare i Comuni a reggere l\u2019urto delle infiltrazioni. Ma nessuna riforma funzioner\u00e0 \u00abse non si afferma una verit\u00e0 semplice:\u00a0la legalit\u00e0 \u00e8 una scelta politica, non una bandiera da sventolare solo quando accade un fatto grave.<\/p>\n<p><strong>Non si pu\u00f2 pi\u00f9 restare spettatori.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Difendere i Comuni significa difendere i diritti, i servizi, la dignit\u00e0 delle comunit\u00e0<\/strong>. Serve costruire adesso un fronte civile e istituzionale che\u00a0rompa ogni zona grigia, che renda impossibile convivere con pratiche opache, silenzi comodi e scorciatoie amministrative.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la \u2019ndrangheta non si alimenta solo di violenza, ma soprattutto di\u00a0ambiguit\u00e0, complicit\u00e0 e rassegnazione. Se non spegniamo queste tre cose, continueremo a contare ferite invece di costruire futuro.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<h5><em><strong>*<\/strong>coordinatore regionale della Calabria, Vicepresidente di Avviso Pubblico<\/em><\/h5>\n<h5><em>** articolo tratto dall\u2019intervista a cura di Marco Russo, pubblicata sul Corriere della Calabria il 12 gennaio 2025.<\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Calabria \u00e8 una delle regioni dove \u00e8 pi\u00f9 complesso amministrare. 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