{"id":79152,"date":"2026-01-22T12:07:17","date_gmt":"2026-01-22T11:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=79152"},"modified":"2026-01-27T11:33:27","modified_gmt":"2026-01-27T10:33:27","slug":"il-sistema-mafioso-lombardo-un-contributo-di-enzo-ciconte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-sistema-mafioso-lombardo-un-contributo-di-enzo-ciconte\/","title":{"rendered":"Il sistema mafioso lombardo. Un contributo di Enzo Ciconte"},"content":{"rendered":"<h4><em>Il 12 gennaio il Giudice per l\u2019Udienza Preliminare Emanuele Mancini ha pronunciato la sentenza di 1\u00b0 grado del Processo Hydra. Condannati 62 degli 80 imputati, riconosciuta l&#8217;associazione mafiosa nei confronti di 24 persone. E\u0300 la conferma, derivata dall\u2019indagine omonima della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, condotta dai pubblici ministeri Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, coadiuvati dal procuratore Marcello Viola, dell\u2019esistenza in Lombardia di un\u2019alleanza criminale in cui convivono esponenti di \u2019Ndrangheta, Cosa nostra e Camorra.<\/em><\/h4>\n<p><strong>I mafiosi non parlano al telefono<\/strong>. Cosi\u0300, tempo fa, aveva sentenziato (e\u0300 il caso di dirlo) il ministro della Giustizia Carlo Nordio, mostrando, con queste parole, di non capire cosa sia effettivamente la mafia e la necessita\u0300 per gli affiliati di parlare tra di loro con una certa frequenza per stabilire le cose da fare, per dare e ricevere notizie condividendole, per progettare affari, traffici di droga, armi, riciclaggio, estorsioni: in una parola per far funzionare l\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>I mafiosi parlano al telefono, eccome se parlano. Se ci fosse ancora bisogno di una controprova basta guardare a quello che e\u0300 successo a Milano con il processo Hydra dove il pubblico ministero Alessandra Cerreti nella sua lunga requisitoria ha detto: <strong>\u201cl\u2019elemento di prova fondamentale sono le intercettazioni, le parole dei nostri imputati\u201d<\/strong>.<\/p>\n<h4><em>Non piu\u0300 pizzini<\/em><\/h4>\n<p>Probabilmente il ministro Nordio era rimasto fermo al tempo in cui a Montagna dei cavalli, a due passi da Corleone, era stato catturato il piu\u0300 grande latitante dell\u2019epoca, quello che aveva sostituito Toto\u0300 Riina nella guida di cosa nostra, Bernardo Provenzano. Il capo della squadra mobile di Palermo dell\u2019epoca, Renato Cortese, entro\u0300 nella casupola dove si nascondeva e trovo\u0300, <strong>ben allineati e messi in ordine, arrotolati, numerosi pizzini con i quali il capomafia corleonese comunicava con gli altri mafiosi<\/strong>. Scrivevano loro a Provenzano e il corleonese rispondeva.<\/p>\n<p><strong>Un grande archivio cartaceo<\/strong>. Questo sistema apparentemente era antiquato, ma in realta\u0300 era modernissimo; infatti non e\u0300 mai esistita una registrazione con la voce di Bernardo Provenzano. Finche\u0301 non e\u0300 stato catturato, di Provenzano non si conosceva la sua voce proprio perche\u0301 lui non parlava al telefono perche\u0301 i magistrati avrebbero potuto intercettarlo e registrare la sua voce. Ma Provenzano era un\u2019eccezione. Gli altri mafiosi, invece, erano e sono molto loquaci.<\/p>\n<p>Senza le intercettazioni e i collaboratori di giustizia non si riuscirebbe a capire cosa stia succedendo in un universo mafioso che, <span style=\"font-size: 1rem;\">non lo si dimentichi mai, e\u0300 segreto perche\u0301 prende decisioni e agisce nell\u2019ombra. E non si riuscirebbe a comprenderne l\u2019evoluzione. La ragione e\u0300 molto semplice: perche\u0301, sono ancora parole di Alessandra Cerreti che assieme all\u2019altro PM, Rosario Ferracane, porta avanti l\u2019accusa, <strong>\u201cl\u2019associazione mafiosa e\u0300 un fatto vivo e come fatto vivo muta, quindi dobbiamo essere pronti anche a scardinare le nostre conoscenze, basate su evidenze giudiziarie e storiche ed essere pronti ad affrontare nuove realta\u0300 associative\u201d<\/strong>.<\/span><\/p>\n<h4><em>Meno visibile non meno pericolosa<\/em><\/h4>\n<p>E\u0300 un passaggio chiave dell\u2019impianto accusatorio che si unisce ad un\u2019affermazione di un affiliato: \u201cSenza spari hai visto come e\u0300 cambiato tutto\u201d. Aggiunge il PM che e\u0300 \u201ccon questa realta\u0300 fenomenica che l\u2019interprete del diritto si deve confrontare\u201d. Gia\u0300! <strong>La mafia non spara piu\u0300, o, lo fa molto di meno rispetto al passato, e\u0300 diventata piu\u0300 invisibile, opaca, nebulosa<\/strong>, <strong>non crea allarme sociale perche\u0301 non c\u2019e\u0300 sangue sulle strade<\/strong>, e i magistrati, in particolare quelli del Nord, se non comprendono queste nuove caratteristiche, rischiano di farsi sfuggire l\u2019essenza del fenomeno mafioso odierno che esprime una violenza diversa rispetto al passato, ma non per questo meno pericolosa.<\/p>\n<p>Attraverso la viva voce dei mafiosi i magistrati sono riusciti a comprendere una realta\u0300 nuova. \u201cQua siamo tutti e 3, siamo tutti insieme, siamo tutti una cosa\u201d. Sono le parole di un rampollo di una famiglia storica siciliana, trapiantata sin dagli anni Settanta a Milano e in Lombardia. I tre di cui si parla non sono persone fisiche, ma organizzazioni; <strong>sono la mafia siciliana, la \u2018ndrangheta e la camorra<\/strong> i cui rappresentanti nel territorio lombardo agiscono insieme.<\/p>\n<h4><em>Il sistema<\/em><\/h4>\n<p>E qui viene la novita\u0300 dirompente perche\u0301 siamo in presenza di <strong>\u201cun\u2019associazione mafiosa, a cui aderiscono rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, per fare insieme il profitto\u201d<\/strong>. I soldi sono il motore di tutto. Lo sapevamo; ne abbiamo un\u2019ulteriore conferma. \u201cSi e\u0300 parlato di mafia nuova, si e\u0300 parlato di super associazione, si e\u0300 parlato di super mafia, quasi che l\u2019associazione mafiosa contestata avesse la pretesa di raggruppare in se\u0301 le tre mafie storiche italiane\u201d, ma non c\u2019e\u0300 \u201cnulla di tutto questo\u201d.<\/p>\n<p>La realta\u0300 nuova e\u0300 la scoperta di <strong>\u201cun sistema mafioso lombardo\u201d<\/strong> che mette insieme i rappresentanti di vertice di mafia, \u2018ndrangheta e camorra presenti sul territorio lombardo. Si sono messi insieme e hanno avuto l\u2019avallo delle rispettive case madri. <strong>\u201cCi siamo fatti autorizzare dalla Sicilia, alla Calabria, alla Campania\u201d<\/strong> dice un imputato. E questo da\u0300 forza, prestigio e autorevolezza al sistema mafioso lombardo <span style=\"font-size: 1rem;\">che, diversamente dalle storiche organizzazioni tradizionali, e\u0300 una \u201cstruttura che non ha un carattere verticistico, ma orizzontale su piu\u0300 gruppi, dove i capi stanno sullo stesso piano\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\"><strong>Uno accanto all\u2019altro, alla pari, senza che ci sia bisogno di qualcuno che comandi sugli altri.<\/strong> E\u0300 un esperimento davvero interessante e sono davvero curioso di vedere quanto potra\u0300 durare questo meccanismo di regolazione mafiosa della struttura. Finora le organizzazioni mafiose hanno funzionato anche perche\u0301 c\u2019erano dei capi capaci e autorevoli che comandavano e tra loro c\u2019era uno che era al vertice di tutto e di tutti. Se durera\u0300, sara\u0300 una novita\u0300 assoluta e un\u2019evoluzione di un meccanismo plurisecolare.<\/span><\/p>\n<p><strong>Hanno una cassa comune<\/strong>, la baciletta come un tempo veniva chiamata con una parola tratta dal gergo mafioso. Ed e\u0300 un fatto importante segnalare che si preoccupano di dare <strong>sostegno economico ai carcerati<\/strong>. Questa e\u0300 stata sempre l\u2019ossessione di tutti i mafiosi. Non e\u0300 solo un segno di solidarieta\u0300 per chi e\u0300 in carcere, ma e\u0300 essenzialmente un\u2019assicurazione sulla vita, sull\u2019esistenza dell\u2019organizzazione perche\u0301 se il carcerato non si sente solo e sa che la famiglia e\u0300 aiutata economicamente e non e\u0300 abbandonata, non ha la tentazione di fare il collaboratore di giustizia. Hanno anche, in questo non c\u2019e\u0300 nessuna novita\u0300, <strong>l\u2019abitudine di fare i matrimoni trasformandoli non solo in una giornata di festa e di gioia per gli sposi, ma anche come occasione di fare i summit<\/strong>, le riunioni per prendere, come da tradizione, decisioni importanti.<\/p>\n<h4><em>Mafiosita\u0300 immanente<\/em><\/h4>\n<p>Quello che e\u0300 stato scoperto in Lombardia \u201cnon e\u0300 ne\u0301 mafia nuova ne\u0301 mafia delocalizzata\u201d, ne\u0301 una \u201csupermafia\u201d, semmai come ha detto il Tribunale della liberta\u0300 di Milano, <strong>e\u0300 un fenomeno di \u201cmafiosita\u0300 immanente\u201d<\/strong>. Ha affermato ancora Alessandra Cerreti: \u201cla struttura che noi ci troviamo oggi ad analizzare, non ha nulla di nuovo rispetto a cio\u0300 che e\u0300 stato affermato da sentenze definitive\u201d dei decenni passati, in particolare <strong><a href=\"https:\/\/www.wikimafia.it\/wiki\/Operazione_Wall_Street\">Wall Street<\/a><\/strong> e <strong><a href=\"https:\/\/cross.unimi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Quarto-Rapporto-sulle-aree-settentrionali.pdf\">Countdown<\/a><\/strong>. Mi sono occupato di queste sentenze, un quarto di secolo fa, esattamente nel 2000 scrivendo un libro che ha per titolo <a href=\"https:\/\/centrodidocumentazionelibera.archiui.com\/oggetti\/3192-estorsioni-ed-usura-a-milano-e-in-lombardia-enzo-ciconte\"><strong>Estorsioni ed usura a Milano e Lombardia<\/strong><\/a>. L\u2019ho preso in mano e ho trovato scritto che e\u0300 stato possibile \u201caccertare come gli uomini della \u2018Ndrangheta avessero rapporti con quelli di Cosa nostra, della Camorra e della Sacra corona unita.\u201d<\/p>\n<p>La storia di questi gruppi criminali e\u0300 la dimostrazione di come i loro rapporti abbiano subito nel tempo un\u2019evoluzione e di come sia errato pensare di studiare un\u2019organizzazione mafiosa immaginandola come separata dalle altre organizzazioni. <strong>I raggruppamenti mafiosi hanno tra di loro rapporti stabili e frequenti, vendono ed acquistano droga l\u2019uno dall\u2019altro, si scambiano favori d\u2019ogni tipo compresi i <\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\"><strong>killer per uccidere gli avversari<\/strong>, <strong>rispettano l\u2019uno il territorio dell\u2019altro, fanno riferimento allo stesso codice culturale.<\/strong><\/span><\/p>\n<h4><em>Le due capitali: Milano e Reggio Calabria<\/em><\/h4>\n<p>Da allora ad oggi e\u0300 passato tanto tempo. Le mafie si sono evolute e il sistema mafioso lombardo e\u0300 esattamente l\u2019evoluzione di quanto era accaduto decenni fa. E questo pone piu\u0300 di un interrogativo perche\u0301 Milano, ha sottolineato Alessandra Cerreti, <strong>\u201ce\u0300 un contesto mafioso, ne\u0301 piu\u0300 ne\u0301 meno di come puo\u0300 esserlo la Calabria. Fin quando non avremo consapevolezza, non faremo passo avanti nell\u2019attivita\u0300 di contrasto\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Non e\u0300 una definizione azzardata o ad effetto di una magistrata in cerca di visibilita\u0300, ma semplicemente la constatazione di una realta\u0300 che ancora si fa fatica ad accettare a Milano. E\u0300 storia antica che risale almeno al 1990 quando la commissione antimafia presieduta da Gerardo Chiaromonte si reco\u0300 in visita in citta\u0300 e trovo\u0300 una situazione negazionista perche\u0301 i milanesi non volevano riconoscere, o accettare, che nella loro realta\u0300 operasse la mafia. Anche ai tempi dell\u2019operazione <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Operazione_Crimine-Infinito\"><strong>Crimine-Infinito<\/strong><\/a> si registro\u0300 la medesima situazione. Nel frattempo, io ne sono particolarmente convinto, <strong>la \u2018ndrangheta e\u0300 mutata a tal punto da avere due capitali, una a Reggio Calabria, quella principale, e l\u2019altra a Milano, quella finanziaria<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ed e\u0300 proprio il sistema economico e finanziario ad essere sotto attacco<\/strong> perche\u0301 i mafiosi continuano a fare quello che di piu\u0300 sanno fare: droga, estorsioni recupero crediti, truffe, riciclaggio, recupero crediti, intestazioni fittizie, cessione di crediti d\u2019imposta fittizi. Ripuliscono il loro denaro sporco e cercano di aumentarlo. Il libero mercato ne viene condizionato e sara\u0300 ben presto travolto se non si correra\u0300 ai ripari. Ma forse questa penetrazione del capitale illegale e criminale e\u0300 oramai accettata dal moderno modello di sviluppo capitalistico perche\u0301 il capitale mafioso e\u0300 un segmento ed e\u0300 entrato a far parte a pieno titolo del sistema di accumulazione capitalistico italiano e mondiale.<\/p>\n<h5><strong><em>**storico, professore, rappresentante del comitato scientifico di Avviso pubblico<\/em><\/strong><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 12 gennaio il Giudice per l\u2019Udienza Preliminare Emanuele Mancini ha pronunciato la sentenza di 1\u00b0 grado del Processo Hydra. Condannati 62 degli 80 imputati,&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-sistema-mafioso-lombardo-un-contributo-di-enzo-ciconte\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Il sistema mafioso lombardo. 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