{"id":78489,"date":"2025-12-02T14:18:08","date_gmt":"2025-12-02T13:18:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=78489"},"modified":"2025-12-29T10:37:08","modified_gmt":"2025-12-29T09:37:08","slug":"un-comune-al-mese-sciolto-per-mafia-negli-ultimi-34-anni-presentato-il-dossier-di-avviso-pubblico-il-male-in-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/un-comune-al-mese-sciolto-per-mafia-negli-ultimi-34-anni-presentato-il-dossier-di-avviso-pubblico-il-male-in-comune\/","title":{"rendered":"Un comune al mese sciolto per mafia negli ultimi 34 anni. Presentato il Dossier di Avviso Pubblico \u201cIl male in Comune\u201d"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><strong>Dal 2 agosto 1991 a settembre 2025, sciolti per mafia 402 enti locali. <\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Negli ultimi 34 anni in Italia, in media, \u00e8 stato sciolto per mafia un comune al mese. Dal 2 agosto 1991 al 30 settembre 2025 sono stati <strong>402 gli scioglimenti di Enti locali per infiltrazioni mafiose<\/strong>, decisi dal Consiglio dei ministri e promulgati da decreti del Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p>Sono <strong>11 le regioni coinvolte da scioglimenti<\/strong> \u2013 che diventano tredici se consideriamo le verifiche concluse con un\u2019archiviazione. L\u201989% degli scioglimenti (360) si \u00e8 verificato in <strong>Calabria, Campania e Sicilia.<\/strong> Percentuale che sale al 96% (386) se consideriamo anche la <strong>Puglia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli altri 16 scioglimenti sono avvenuti nel Lazio<\/strong> (5), <strong>Piemonte<\/strong> (3), <strong>Liguria<\/strong> (3), <strong>Basilicata<\/strong> (2), <strong>Lombardia<\/strong> (1), <strong>Emilia-Romagna<\/strong> (1) e <strong>Valle d\u2019Aosta<\/strong> (1). In Sardegna e Veneto delle verifiche si sono concluse con l\u2019archiviazione. Sono <strong>34 le province coinvolte su tutto il territorio nazionale.<\/strong> In cinque di esse \u2013 Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Palermo e Vibo Valentia \u2013 si \u00e8 verificato il 63% degli scioglimenti. Dei 294 Enti locali soggetti a scioglimento dal 1991 al 30 settembre 2025, <strong>288 sono Comuni, i restanti 6 sono Aziende Sanitarie Provinciali.<\/strong><\/p>\n<p>In base ai dati demografici forniti dall\u2019Istat raccolti al momento dell\u2019emanazione del decreto, risulta che <strong>il 72% dei Comuni sciolti per mafia dal 1991 aveva una popolazione residente inferiore ai 20mila abitanti<\/strong>, il 51% aveva una popolazione residente inferiore ai 10mila abitanti e il 34% aveva una popolazione residente inferiore ai 5mila abitanti.<\/p>\n<p>Questi sono alcuni dei dati che sono stati illustrati da <strong>Claudio Forleo,<\/strong> responsabile dell\u2019Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico in occasione della presentazione de \u00abIl male in Comune\u00bb, dedicato al fenomeno delle infiltrazioni mafiose. Un report realizzato da Avviso Pubblico per raccontare l&#8217;estensione e l&#8217;evoluzione di un&#8217;emergenza democratica che mina le istituzioni l&#8217;economia e la fiducia dei cittadini nella Pubblica Amministrazione.<\/p>\n<blockquote>\n<h3><em>Leggi la rassegna stampa<\/em><\/h3>\n<\/blockquote>\n<p>\u00abAvviso Pubblico ha pubblicato un primo dossier su questo tema nel 2019, raccontando l\u2019evoluzione di un fenomeno che ha uno spettro nazionale, bench\u00e9 la percezione comune fosse di un fenomeno molto circoscritto solo ad alcune ragioni. Ne sono emersi dati importanti. Uno su tutti: un comune sciolto al mese\u00bb, commenta cos\u00ec <strong>Roberto Mont\u00e0<\/strong> il dossier presentato marted\u00ec 2 dicembre, a Roma, presso la sede della Fnsi. \u00abUn dato, probabilmente sconosciuto alla maggioranza dell\u2019opinione pubblica che, tuttavia, non pu\u00f2 non destare una certa impressione, in quanto esso rivela il persistere dell\u2019esistenza di complicit\u00e0 e connivenze tra mondo criminale, politico e amministrativo, e dimostra in concreto il costante tentativo delle mafie di ritagliarsi un posto in prima fila nella corsa agli appalti e alla gestione dei servizi pubblici\u00bb.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-78494 alignright\" src=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-540x360.jpg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-540x360.jpg 540w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-960x640.jpg 960w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-430x287.jpg 430w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-1280x853.jpg 1280w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-624x416.jpg 624w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-870x580.jpg 870w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCF3394-405x270.jpg 405w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/>\u00abRiteniamo che la riforma della normativa sugli scioglimenti dei consigli comunali e provinciali per infiltrazioni mafiose non sia pi\u00f9 procrastinabile\u00bb, ha concluso <strong>Mont\u00e0<\/strong>. \u00abL\u2019attuale impianto normativo pu\u00f2 e deve essere migliorato, non cancellato. Le problematiche non vanno taciute, ma affrontate nel merito e superate, attraverso un confronto democratico e trasparente, senza cedere alla tentazione di eliminare uno strumento di prevenzione e non di repressione che \u00e8 stato pensato per spezzare il legame tra mafia, corruzione e politica. Uno strumento che nel corso del tempo ha evidenziato dei limiti e, per questo, necessita di essere rinnovato\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa legge 164 del 1991 nasce all&#8217;indomani di fatti che hanno riguardato la famosa faida di Taurianova\u00bb, ha aggiunto il <strong>sostituto procuratore antimafia, Salvatore Dolce.<\/strong> \u00abMa oggi siamo ad una mafia, e direi in particolare ad una &#8216;ndrangheta, che sicuramente \u00e8 molto diversa da quella del 1991. Le indagini delle ventisei procure distrettuali, negli ultimi dieci anni hanno dimostrato come oggi le mafie tendono sempre di pi\u00f9 ad abbandonare il metodo della violenza e dell&#8217;intimidazione e a privilegiare la strada della collusione, della corruzione. Soprattutto nel centro nord. E questo non \u00e8 un caso. \u00c8 ovvio che viaggiare sotto traccia, senza il clamore degli attentati, delle bombe e delle minacce aiuta moltissimo i clan. Per questa ragione \u00e8 necessario tenere alta l\u2019attenzione e lavorare per creare una zona sinergica, che coinvolga i cittadini e le associazioni come Avviso Pubblico\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLe infiltrazioni mafiose nei Comuni costituiscono un risvolto oscuro e inquietante della realt\u00e0 dei territori italiani. Il coinvolgimento di Enti anche di grandi dimensioni, dove sempre pi\u00f9 spesso si presenta la necessit\u00e0 di porre fine all\u2019amministrazione eletta per avviare una fase di commissariamento, rappresenta un caso limite, il segnale di un fallimento, il sintomo di un pericoloso radicamento del crimine organizzato, un indizio evidente che la mafia \u00e8 entrata nelle istituzioni\u00bb, ha dichiarato il <strong>Presidente dell\u2019Anac Giuseppe Busia.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl successo di qualsiasi strategia antimafia dipende necessariamente dal serio impegno a ridurre le situazioni di cattiva amministrazione, attraverso la valorizzazione dei princ\u00ecpi costituzionali di buon andamento e imparzialit\u00e0\u00bb, ha aggiunto il <strong>Presidente dell\u2019Anac Giuseppe Busia. <\/strong>\u00abComplessivamente, ci\u00f2 che pi\u00f9 desta allarme \u00e8 la crescente attitudine imprenditoriale delle organizzazioni mafiose, alle quali, sovente, l\u2019aggiudicazione di appalti e la gestione di servizi pubblici consente di reinvestire i proventi illeciti delle attivit\u00e0 criminali, con conseguenti ingenti danni al tessuto socio-economico dei territori interessati\u00bb.<\/p>\n<p>Il <strong>sottosegretario all\u2019Interno Wanda Ferro<\/strong>, in un messaggio inviato agli organizzatori non essendo potuta essere presente all&#8217;iniziativa, ha richiamato l\u2019urgenza di adeguare gli strumenti di contrasto alle infiltrazioni negli enti locali. \u00abLa riforma della normativa sugli scioglimenti &#8211; ha detto &#8211; non \u00e8 pi\u00f9 procrastinabile. Lo scioglimento \u00e8 e deve restare una extrema ratio. Dobbiamo costruire strumenti di affiancamento tecnico-amministrativo e controllo per intervenire prima che la situazione degeneri, tracciando quella \u2018terza via\u2019 che aiuti gli enti fragili a non diventare terreno fertile per le infiltrazioni\u00bb.<\/p>\n<p>Una riflessione accompagnata dalla consapevolezza dei limiti dell\u2019attuale impianto normativo \u00abche &#8211; ha spiegato &#8211; interviene sugli effetti e spesso fatica ad agire sulle cause profonde, quelle radicate nelle strutture burocratiche e nei rapporti economici che hanno reso possibile l\u2019infiltrazione. Chi conosce il funzionamento reale degli enti locali sa bene che spesso le criticit\u00e0 non si esauriscono con la rimozione degli organi politici eletti. Non possiamo sospendere la democrazia senza essere certi di liberare davvero i territori dai condizionamenti criminali. Serve un\u2019azione continua, che unisca prevenzione, controllo, sostegno agli amministratori e agli enti in difficolt\u00e0, capacit\u00e0 di ascoltare i territori e accompagnare quelli pi\u00f9 fragili. Serve soprattutto una responsabilit\u00e0 collettiva che coinvolga in una alleanza professionisti, imprenditori, rappresentanti delle categorie, ogni settore della societ\u00e0 civile, perch\u00e9 l\u2019intervento dello Stato non sia percepito come una parentesi, ma come parte di un percorso condiviso. E\u2019 l\u2019unico modo per ricostruire fiducia e assicurare che le misure dello Stato \u00a0siano davvero comprese, sostenute e, soprattutto, efficaci\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abFnsi e Avviso Pubblico svolgono sul territorio un ruolo in qualche modo complementare. La buona pubblica amministrazione e la buona stampa sono antidoto alle mafie e alla corruzione, perch\u00e9 sono un presidio sul territorio in favore della democrazia. Se in questo dossier leggo che il problema dello scioglimento dei comuni riguardano in particolare i comuni medio piccoli, non posso fare a meno di notar che il tema della desertificazione dell\u2019informazione riguarda esattamente le stesse aree. Una stampa forte \u00e8 anche un presidio democratico di vigilanza che consente anche alla buona pubblica amministrazione di resistere alle pressioni e alle infiltrazioni. Dobbiamo quindi trovare un modo per mettere questa forza in comune\u00bb, ha aggiunto il <strong>Presidente della Fnsi Vittorio Di Trapani.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abContrastare le infiltrazioni mafiose richiede un&#8217;alleanza tra Enti locali e professionisti fondata su trasparenza e responsabilit\u00e0 condivisa, affinch\u00e8 la gestione pubblica sia chiara, verificabile e orientata all&#8217;interesse collettivo\u00bb ha concluso il <strong>presidente di Confprofessioni Marco Natali,<\/strong> che ha contributo alla realizzazione di questo dossier.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Un trend non costante<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-78497 alignleft\" src=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-540x360.jpg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-540x360.jpg 540w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-960x640.jpg 960w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-430x287.jpg 430w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-1280x853.jpg 1280w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-624x416.jpg 624w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-870x580.jpg 870w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dossier-foto-405x270.jpg 405w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/>Lo scioglimento dei comuni per mafia ha un trend comunque non costante. Dopo un picco registrato nel primo triennio di applicazione della legge (1991 \u2013 1993), con ben 76 scioglimenti decretati, per pi\u00f9 di un decennio (1994 \u2013 2004) si sono registrati solo 61 provvedimenti. Un altro aumento \u00e8 stato registrato nel 2005 (13 decreti di scioglimento), poi la media \u00e8 tornata a diminuire nei successi sei anni (2006 \u2013 2011) con 40 provvedimenti complessivi. Dal 2012 a oggi l&#8217;andamento \u00e8 pi\u00f9 continuo, con due picchi &#8211; il 2012 e il triennio 2017 \u2013 2019 \u2013 in cui la media ha superato il tetto record dei 20 scioglimenti l&#8217;anno.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Gli scioglimenti plurimi<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>I 402 scioglimenti hanno interessato 294 Enti locali (<strong>288 Comuni e 6 aziende sanitarie provinciali<\/strong>). I due dati \u2013 scioglimenti decretati\/enti locali coinvolti \u2013 non coincidono a causa di pi\u00f9 scioglimenti decisi per uno stesso Ente, ossia quelle Amministrazioni locali (complessivamente sono 83) che hanno subito due o pi\u00f9 scioglimenti dal 1991 a oggi. Un ente locale \u00e8 stato sciolto cinque volte, 22 tre volte, 60 due volte e 211 una volta.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Archiviazioni e annullamenti<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Dal 2010 al 30 settembre 2025\u00a0<strong>le archiviazioni<\/strong>, in assenza dei presupposti di legge, sono state 59. Se la maggioranza delle sentenze ha confermato le scelte, ci sono per\u00f2 casi (meno del 6% del totale) in cui Tar e Consiglio di Stato hanno disposto\u00a0<strong>l&#8217;annullamento<\/strong>\u00a0dei decreti. Tra le motivazioni principali che conducono i giudici ad annullare spicca la mancata individuazione degli elementi univoci, concreti e rilevanti in grado di dimostrare\u00a0il collegamento o condizionamento mafioso. I provvedimenti di annullamento dei giudici amministrativi sono stati complessivamente 24.<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/AP_dossier_IMIC_2025_DIGITAL.pdf\"><strong>Scarica il dossier<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Clicca qui per rivedere la presentazione del Dossier:<\/strong><\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YnYjSOQTPME?si=9Quik_AHR7z7g5Om\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2 agosto 1991 a settembre 2025, sciolti per mafia 402 enti locali. 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