{"id":78383,"date":"2025-11-25T15:10:30","date_gmt":"2025-11-25T14:10:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=78383"},"modified":"2025-12-15T10:25:49","modified_gmt":"2025-12-15T09:25:49","slug":"il-potere-delle-mafie-inquieta-litalia-il-rischio-assuefazione-premia-i-clan-un-contributo-di-ilvo-diamanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-potere-delle-mafie-inquieta-litalia-il-rischio-assuefazione-premia-i-clan-un-contributo-di-ilvo-diamanti\/","title":{"rendered":"Il potere delle mafie inquieta l\u2019Italia, il rischio assuefazione premia i clan. Un contributo di Ilvo Diamanti"},"content":{"rendered":"<h4><em>L\u2019indagine Demos-LIBERA <a href=\"https:\/\/www.demos.it\/a02377.php\">Cosa pensano gli italiani delle organizzazioni criminali in Italia &#8211; Demos &amp; Pi<\/a> ha rilevato una consapevolezza ambivalente da parte del campione dei cittadini intervistati sulla percezione della presenza delle mafie. 9 italiani su 10 hanno risposto di considerare il fenomeno presente ovunque nel territorio nazionale, ma, interrogati sul proprio territorio di residenza, attenzione e percezione si sono ridotte in maniera drastica. Si ripropone, con il consenso dell\u2019autore,l\u2019interpretazione generale dei dati che ha fornito Ilvo Diamanti nell\u2019articolo pubblicato su La Repubblica, il\u00a0 10 novembre 2025.<\/em><\/h4>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La mafia \u00e8 un fenomeno inquietante, percepito come tale dovunque. In Italia e non solo. Si ritiene, infatti, che si tratti di un fenomeno generale e generalizzato, in ambito \u201cnazionale\u201d, presente a livello territoriale un po\u2019 ovunque. \u00c8 ci\u00f2 che pensano oltre 9 italiani su 10, senza significative distinzioni di area, secondo quanto rilevato dal\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/www.demos.it\/a02377.php\"><span style=\"font-weight: 400;\">sondaggio di Demos-Libera<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">. Le differenze, invece, crescono quando si fa riferimento alle zone dove risiedono i cittadini intervistati. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando, cio\u00e8, le persone sono sollecitate a guardarsi intorno. Nelle zone in cui risiedono. In questo caso, infatti, il timore, per quanto diffuso dovunque, appare pi\u00f9 elevato nelle aree geograficamente \u201copposte\u201d. <strong>Nel Sud e nel Nord-Ovest<\/strong>. In Sicilia e Campania, da un lato, e nel Nord-Ovest, dall\u2019altro. Cio\u00e8, in Piemonte e in Lombardia. <strong>Meno nelle regioni del Centro-Nord Est<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La percezione e la preoccupazione si riducono ulteriormente quando l\u2019attenzione si sposta sui luoghi specifici dove risiedono gli intervistati. Cio\u00e8 i comuni. Nella stessa proporzione delle zone considerate, dunque, in misura pi\u00f9 ampia, nel Sud e nel Nord-Ovest, lungo l\u2019asse metropolitano che collega Milano e Torino. In altri termini,<\/span><b> le mafie continuano a essere percepite come una minaccia che incombe sulla vita sociale ed economica delle persone, soprattutto nel Mezzogiorno e nel Nord-Ovest<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Lo sguardo, comunque, cambia quando dalla \u201cmafia\u201d si sposta sulle \u201cmafie\u201d. Quando, cio\u00e8, dal fenomeno \u201cgenerale\u201d si trasferisce ai \u201csoggetti\u201d che ne sono interpreti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alle \u201cbande criminali\u201d che hanno una definizione e una \u201clocalizzazione\u201d pi\u00f9 precise. In questo caso emergono alcuni aspetti di continuit\u00e0 ma anche di cambiamento rispetto alle valutazioni rilevate negli anni precedenti. <\/span><b>Prevale, infatti, come in passato, la preoccupazione suscitata dalla \u2018ndrangheta calabrese, indicata come \u201cla mafia pi\u00f9 pericolosa\u201d dal 26% del campione, davanti alla camorra napoletana, segnalata dal 20%. In crescita significativa negli ultimi 2 anni. Mentre la mafia siciliana, Cosa nostra, conferma un indice del 12%. <\/b><\/p>\n<p><b>In calo, negli ultimi 2 anni,<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> ma molto simile rispetto a quanto osservato l\u2019anno scorso. La preoccupazione per le mafie che hanno origini nazionali diverse, oltreconfine, appare meno elevata. In calo significativo nei confronti delle \u201cbande cinesi\u201d. In crescita verso la \u201cmafia nigeriana\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Comunque, come in passato, nelle opinioni del campione non emergono strategie precise che abbiano efficacia nel contrastare e \u201ccom-battere, se non battere\u201d questa minaccia incombente. Fra le altre, in particolare, <\/span><b>\u201cla confisca dei beni che appartengono alla mafia\u201d \u00e8 condivisa da una larga maggioranza del campione. Anzi, da quasi tutti gli intervistati: 84%. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Tuttavia, una quota elevata di persone considera questa misura eccessiva, per il costo che impone allo Stato. E, dunque, ai cittadini. E ci\u00f2 ripropone un problema che va oltre la specifica questione. La difficolt\u00e0 di intraprendere iniziative che, comunque, prevedono costi e rischi che superano i confini, non solo territoriali, della minaccia mafiosa.<\/span><\/p>\n<h4><b><\/b><em><b>Il rischio dell\u2019abitudine<\/b><\/em><\/h4>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Infatti, al di l\u00e0 delle specifiche formazioni criminali, che sollecitano un grado di attenzione \u201cdiverso\u201d, nelle \u201cdiverse\u201d aree del Paese, in base alla loro presenza e azione, nel sondaggio di Demos-Libera appare evidente come <strong>il fenomeno mafioso continui a suscitare inquietudine dovunque<\/strong>. Nel Paese e nella societ\u00e0. Senza, per\u00f2, sollevare reazioni emotive particolari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E ci\u00f2 ri-produce una questione che abbiamo sottolineato nelle precedenti indagini. Non solo riguardo alla minaccia mafiosa. \u201c<\/span><b>Il rischio dell\u2019abitudine\u201d: la tendenza, cio\u00e8, a normalizzare fenomeni ostili, per quanto inquietanti. Perch\u00e9 generano difficolt\u00e0 alla nostra vita, alla nostra condizione. Prima ancora: alla nostra percezione. <\/b><\/p>\n<p><b>Al nostro sguardo sul mondo. Intorno a noi. Per questo, spesso, prevale, come risposta, \u201cla normalizzazione\u201d.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Si preferisce, cio\u00e8, accettare la realt\u00e0 anche quando \u00e8 estranea ai nostri valori, alla nostra concezione etica. E la mafia diventa, cos\u00ec, un dato di realt\u00e0, anche se rappresenta un mondo distante e ostile. Ma difficile da contrastare. Combattere. Allora, meglio adeguarsi. Arrendersi.<\/span><\/p>\n<p><b>Si tratta di una tendenza diffusa, gi\u00e0 emersa in passato. Definita, ma, comunque, non de-finitiva. Non unanime. Infatti, persiste e resiste una parte della nostra societ\u00e0, della nostra Italia, che non si rassegna alla \u201cnormalit\u00e0 della mafia\u201d<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Alla \u201cbanalit\u00e0 del male\u201d, come l\u2019ha definita Hannah Arendt. Per fortuna di tutti. Perch\u00e9 questo sentimento ci permette di agire. Re-agire. Sperare. <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<h3><a href=\"https:\/\/www.demos.it\/a02377.php\"><em>Scopri l&#8217;indagine demos<\/em><\/a><\/h3>\n<\/blockquote>\n<h5><em>* Sociologo e politologo, presidente dell&#8217;istituto di ricerca Demos &amp; Pi <\/em><\/h5>\n<h5><em>** dall\u2019articolo pubblicato su La Repubblica, il 10 novembre 2025 su concessione dell\u2019autore<\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019indagine Demos-LIBERA Cosa pensano gli italiani delle organizzazioni criminali in Italia &#8211; Demos &amp; Pi ha rilevato una consapevolezza ambivalente da parte del campione dei&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-potere-delle-mafie-inquieta-litalia-il-rischio-assuefazione-premia-i-clan-un-contributo-di-ilvo-diamanti\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Il potere delle mafie inquieta l\u2019Italia, il rischio assuefazione premia i clan. 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